Martinengo: differenze tra le versioni

Da EFL - Società Storica Lombarda.
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Nelle dibattuta ricerca tra storia vera e quella apocrifa e leggende sulle origini di questa famiglia tanto importante nella storia di Brescia e di Bergamo e non solo, sembra ormai consolidata l’origine bergamasca dei conti di Martinengo derivati da un ramo dei Gisalbertini avvenuta sul finire del X° e inizio XI ° secolo.
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Nelle dibattuta ricerca tra la storia vera e quella apocrifa, basata su leggende e ormai sconfessata, riguardo alle origini di questa famiglia tanto importante nella storia di Brescia e di Bergamo e non solo, sembra ormai consolidata l’origine bergamasca dei conti di Martinengo derivati sembra da un ramo dei Gisalbertini avvenuta tra il finire del X secolo e l’inizio dell’XI.
È ipotizzabile che il Vescovo Ambrogio II° figlio di Lanfranco Martinengo, potente anche per gli appoggi imperiali che esso ebbe, abbia facilitato lo straordinario sviluppo di questa famiglia, potenziamento che poi passò in terra bresciana dove essa si diramò in ben 15 rami importanti con terre e castelli in tutto il territorio bresciano,bergamasco e cremasco oltre ad alcuni altri minori.  
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È ipotizzabile che il Vescovo Ambrogio II figlio di Lanfranco Martinengo, potente anche per gli appoggi imperiali che ebbe, abbia facilitato lo straordinario sviluppo di questa famiglia e forse l’inserimento di uno dei tre fratelli ungheresi al seguito di Enrico II, che avrebbero dato origine anche agli Agliardi e ai Terzi. Certo è che il potenziamento dei Martinengo in quei primi secoli del millennio fu imponente: la famiglia passò presto in terra bresciana, dove si diramò in ben 15 rami importanti con terre e castelli in tutto il territorio bresciano, bergamasco e cremasco, oltre ad alcuni altri minori.  
Per la diramazione sentiamo Guerrini: una bergamasca da cui derivarono anche i Calepio (pag 123 ) e una bresciana (pag124 )
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Per la diramazione sentiamo Guerrini: una bergamasca da cui derivarono anche i Calepio (pag 123) e una bresciana (pag.124)
Uno di questi grazie all’imparentamento con Bartolomeo Colleoni unì i due cognomi e tornò in posizione di spicco in terra bergamasca
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Uno dei rami bresciani grazie all’imparentamento con Bartolomeo Colleoni unì i due cognomi e tornò in posizione di spicco in terra bergamasca.

Versione delle 23:24, 2 apr 2007

Nelle dibattuta ricerca tra la storia vera e quella apocrifa, basata su leggende e ormai sconfessata, riguardo alle origini di questa famiglia tanto importante nella storia di Brescia e di Bergamo e non solo, sembra ormai consolidata l’origine bergamasca dei conti di Martinengo derivati sembra da un ramo dei Gisalbertini avvenuta tra il finire del X secolo e l’inizio dell’XI. È ipotizzabile che il Vescovo Ambrogio II figlio di Lanfranco Martinengo, potente anche per gli appoggi imperiali che ebbe, abbia facilitato lo straordinario sviluppo di questa famiglia e forse l’inserimento di uno dei tre fratelli ungheresi al seguito di Enrico II, che avrebbero dato origine anche agli Agliardi e ai Terzi. Certo è che il potenziamento dei Martinengo in quei primi secoli del millennio fu imponente: la famiglia passò presto in terra bresciana, dove si diramò in ben 15 rami importanti con terre e castelli in tutto il territorio bresciano, bergamasco e cremasco, oltre ad alcuni altri minori. Per la diramazione sentiamo Guerrini: una bergamasca da cui derivarono anche i Calepio (pag 123) e una bresciana (pag.124) Uno dei rami bresciani grazie all’imparentamento con Bartolomeo Colleoni unì i due cognomi e tornò in posizione di spicco in terra bergamasca.