Martinengo Colleoni: differenze tra le versioni
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| + | '''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, 1928-32, vol. IV, p. 428:''' | ||
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| + | Il capostipite è quel GERARDO II, cui si è accennato in precedenza come secondogenito di Marco q. Gerardo q. Pietro, condottiero di armati amico, di Bartolomeo Colleoni, del quale sposò la figlia Orsina che fu la preferita delle sue tre figliuole, sì che il prode condottiero, morto senza maschi legittimi, volle che i nipoti aggiungessero il proprio cognome e lo stemma al loro. Dei discendenti sono celebri: ALESSANDRO, comandante della cavalleria veneta nella lega di Cambrai, creato Cavaliere Aurato; GERARDO III, che tanto si distinse al servizio di Venezia, sempre nella guerra della Lega di Cambrai, da ottenere nel 1533 il titolo trasmissibile di conte di Malpaga e Cavernago, e BARTOLOMEO dopo il quale coi figli di quest’ultimo la famiglia si suddivide in due rami. | ||
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| + | '''Ramo dei marchesi di Pianezzo''' dei quali fu capolinea FRANCESCO (1548-1621) il celebre condottiero di eserciti, dapprima della Repubblica Veneta in spedizioni a Malta (1564) e Corfù (1572) con Sebastiano Veniero, e poi del Duca Emanuele Filiberto, che lo insignì del Collare della SS. Annunziata, e infine del Duca Carlo Emanuele che se ne servì nei più importanti incarichi militari e civili. | ||
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| + | Nel 1584 Luogotenente generale di tutti gli Stati di là dei monti, nel 1586 governatore di Chivasso minacciato dai francesi, capitano generale dell’esercito nel 1588, ferito a Thonon nel 1589, vincitore a Barcellonetta, Drighiera e Valletta nel 1590, a Exiles nel 1593. Ritornato al servizio della Repubblica Veneta nel 1598 ebbe il comando supremo della cavalleria, poi fu ispettore di fortezze e governatore di Bergamo nel 1604 ed ebbe infine il comando supremo della guerra vittoriosa contro gli Uscocchi nel 1614. | ||
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| + | Egli aveva sposato Margherita di Langosco che lasciò ai figli il titolo di marchese di Pianezzo di cui era stata investita nel 1578 da Emanuele Filiberto. Dei suoi figli: GERARDO IV fu generale della cavalleria della Serenissima e poi dell’artiglieria del Duca di Modena, morì nel 1643, durante la difesa di Mantova. Coll’abbiatico suo PIETRO EMANUELE, gentiluomo di Camera di Vittorio Amedeo II, morto nel 1646, finisce questo ramo. | ||
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| + | '''Ramo dei conti di Malpaga''': di questo ramo discendente da Gerardo IV, di Bartolomeo, sono da notare: ALESSANDRO, prepotente ma valoroso, fu in Fiandra e a Mantova, mastro di campo del Duca di Névèrs, bandito in contumacia con sentenza di morte, morì dopo 42 anni di esilio; GIOVANNI ESTORE V (1763-1832), fu capitano nell’esercito prussiano di Federico II, membro del governo della Repubblica Bresciana e del Consiglio degli Juniori, ministro plenipotenziario della Cisalpina a Napoli, senatore del Regno italico; VINCENZO, fratello del precedente, ufficiale napoleonico, patriota, cospiratore, subì sette anni di carcere; e infine l’ultimo rampollo, VENCESLAO, morto celibe nel 1885. | ||
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| + | == Stemmi== | ||
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| + | ARMA: inquartato: nel 1° d’oro all’aquila di rosso coronata del campo; nel 2° di azzurro a dieci gigli d’oro ordinati in fascia: 3, 4, 3; nel 3° di rosso a una cotissa accoppiata di argento e di rosso, addentata alle estremità dalle teste di due leoni d’oro; nel 4° troncato di rosso e di argento a tre testicoli posti due ed uno dell’uno nell’altro; sul tutto uno scudo d’argento a tre tronconi nodosi di rosso posti in banda. | ||
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| + | '''[[Stemmi famiglia Martinengo Colleoni]]''' | ||
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Versione attuale delle 23:01, 2 set 2018
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Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. IV, p. 428:
Il capostipite è quel GERARDO II, cui si è accennato in precedenza come secondogenito di Marco q. Gerardo q. Pietro, condottiero di armati amico, di Bartolomeo Colleoni, del quale sposò la figlia Orsina che fu la preferita delle sue tre figliuole, sì che il prode condottiero, morto senza maschi legittimi, volle che i nipoti aggiungessero il proprio cognome e lo stemma al loro. Dei discendenti sono celebri: ALESSANDRO, comandante della cavalleria veneta nella lega di Cambrai, creato Cavaliere Aurato; GERARDO III, che tanto si distinse al servizio di Venezia, sempre nella guerra della Lega di Cambrai, da ottenere nel 1533 il titolo trasmissibile di conte di Malpaga e Cavernago, e BARTOLOMEO dopo il quale coi figli di quest’ultimo la famiglia si suddivide in due rami.
Ramo dei marchesi di Pianezzo dei quali fu capolinea FRANCESCO (1548-1621) il celebre condottiero di eserciti, dapprima della Repubblica Veneta in spedizioni a Malta (1564) e Corfù (1572) con Sebastiano Veniero, e poi del Duca Emanuele Filiberto, che lo insignì del Collare della SS. Annunziata, e infine del Duca Carlo Emanuele che se ne servì nei più importanti incarichi militari e civili.
Nel 1584 Luogotenente generale di tutti gli Stati di là dei monti, nel 1586 governatore di Chivasso minacciato dai francesi, capitano generale dell’esercito nel 1588, ferito a Thonon nel 1589, vincitore a Barcellonetta, Drighiera e Valletta nel 1590, a Exiles nel 1593. Ritornato al servizio della Repubblica Veneta nel 1598 ebbe il comando supremo della cavalleria, poi fu ispettore di fortezze e governatore di Bergamo nel 1604 ed ebbe infine il comando supremo della guerra vittoriosa contro gli Uscocchi nel 1614.
Egli aveva sposato Margherita di Langosco che lasciò ai figli il titolo di marchese di Pianezzo di cui era stata investita nel 1578 da Emanuele Filiberto. Dei suoi figli: GERARDO IV fu generale della cavalleria della Serenissima e poi dell’artiglieria del Duca di Modena, morì nel 1643, durante la difesa di Mantova. Coll’abbiatico suo PIETRO EMANUELE, gentiluomo di Camera di Vittorio Amedeo II, morto nel 1646, finisce questo ramo.
Ramo dei conti di Malpaga: di questo ramo discendente da Gerardo IV, di Bartolomeo, sono da notare: ALESSANDRO, prepotente ma valoroso, fu in Fiandra e a Mantova, mastro di campo del Duca di Névèrs, bandito in contumacia con sentenza di morte, morì dopo 42 anni di esilio; GIOVANNI ESTORE V (1763-1832), fu capitano nell’esercito prussiano di Federico II, membro del governo della Repubblica Bresciana e del Consiglio degli Juniori, ministro plenipotenziario della Cisalpina a Napoli, senatore del Regno italico; VINCENZO, fratello del precedente, ufficiale napoleonico, patriota, cospiratore, subì sette anni di carcere; e infine l’ultimo rampollo, VENCESLAO, morto celibe nel 1885.
Indice
Genealogia
Genealogia Martinengo Colleoni
Stemmi
ARMA: inquartato: nel 1° d’oro all’aquila di rosso coronata del campo; nel 2° di azzurro a dieci gigli d’oro ordinati in fascia: 3, 4, 3; nel 3° di rosso a una cotissa accoppiata di argento e di rosso, addentata alle estremità dalle teste di due leoni d’oro; nel 4° troncato di rosso e di argento a tre testicoli posti due ed uno dell’uno nell’altro; sul tutto uno scudo d’argento a tre tronconi nodosi di rosso posti in banda.
Stemmi famiglia Martinengo Colleoni