Cardinale Giuseppe Alessandro Furietti: differenze tra le versioni

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n. Bergamo, 24 gennaio 1684 † Roma, 17 gennaio 1763
 
n. Bergamo, 24 gennaio 1684 † Roma, 17 gennaio 1763
  
Cardinale e storico. Figlio di Giovanni e Caterina [['''Terzi''']], studiò a Milano nel Collegio Elvetico e fu poi a Roma, dove venne notato per la passione per le discipline giuridiche e l’antichità. Affermato letterato e giurista, nel 1722 fu nominato referendario di papa Innocenzo XIII. Due anni dopo fu nominato luogotenente civile dell’uditore della Camera e prese decisioni in numerosissimi casi. Partecipò alle scoperte archeologiche di villa Adriana di Tivoli e, in quell’occasione, pubblicò De Musivis dedicata a Benedetto XIV. Nel settembre 1759 Clemente XIII lo nominò cardinale. Egli morì il 14 gennaio 1764 e fu sepolto a Roma a spese dei suoi concittadini proprio nella chiesa dei Bergamaschi di cui era protettore; al suo mausoleo, il Carrara fece aggiungere un mosaico che lo ritraeva. Tutti i libri del Furietti furono donati alla città di Bergamo, costituendo in tal modo il primo nucleo della Civica Biblioteca. Nel suo testamento egli chiese infatti che chiunque fosse libero di consultarne le opere e a nulla valse il tentativo dei nipoti di inserirvi delle condizioni di caducità. Nel 1764 la seduta consigliare deliberò di aprire al pubblico una sala del palazzo Comunale, delibera resa effettiva solo quattro anni più tardi.
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Cardinale e storico. Figlio di Giovanni e Caterina '''[[Terzi]]''', studiò a Milano nel Collegio Elvetico e fu poi a Roma, dove venne notato per la passione per le discipline giuridiche e l’antichità. Affermato letterato e giurista, nel 1722 fu nominato referendario di papa Innocenzo XIII. Due anni dopo fu nominato luogotenente civile dell’uditore della Camera e prese decisioni in numerosissimi casi. Partecipò alle scoperte archeologiche di villa Adriana di Tivoli e, in quell’occasione, pubblicò De Musivis dedicata a Benedetto XIV. Nel settembre 1759 Clemente XIII lo nominò cardinale. Egli morì il 14 gennaio 1764 e fu sepolto a Roma a spese dei suoi concittadini proprio nella chiesa dei Bergamaschi di cui era protettore; al suo mausoleo, il Carrara fece aggiungere un mosaico che lo ritraeva. Tutti i libri del Furietti furono donati alla città di Bergamo, costituendo in tal modo il primo nucleo della Civica Biblioteca. Nel suo testamento egli chiese infatti che chiunque fosse libero di consultarne le opere e a nulla valse il tentativo dei nipoti di inserirvi delle condizioni di caducità. Nel 1764 la seduta consigliare deliberò di aprire al pubblico una sala del palazzo Comunale, delibera resa effettiva solo quattro anni più tardi.
 
[Alberto Castoldi, Bergamo e il suo territorio, Dizionario Enciclopedico, Bergamo, Bolis Editore, 2004, p. 417
 
[Alberto Castoldi, Bergamo e il suo territorio, Dizionario Enciclopedico, Bergamo, Bolis Editore, 2004, p. 417
  
 
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Versione attuale delle 03:01, 6 ott 2018

n. Bergamo, 24 gennaio 1684 † Roma, 17 gennaio 1763

Genealogia

Cardinale e storico. Figlio di Giovanni e Caterina Terzi, studiò a Milano nel Collegio Elvetico e fu poi a Roma, dove venne notato per la passione per le discipline giuridiche e l’antichità. Affermato letterato e giurista, nel 1722 fu nominato referendario di papa Innocenzo XIII. Due anni dopo fu nominato luogotenente civile dell’uditore della Camera e prese decisioni in numerosissimi casi. Partecipò alle scoperte archeologiche di villa Adriana di Tivoli e, in quell’occasione, pubblicò De Musivis dedicata a Benedetto XIV. Nel settembre 1759 Clemente XIII lo nominò cardinale. Egli morì il 14 gennaio 1764 e fu sepolto a Roma a spese dei suoi concittadini proprio nella chiesa dei Bergamaschi di cui era protettore; al suo mausoleo, il Carrara fece aggiungere un mosaico che lo ritraeva. Tutti i libri del Furietti furono donati alla città di Bergamo, costituendo in tal modo il primo nucleo della Civica Biblioteca. Nel suo testamento egli chiese infatti che chiunque fosse libero di consultarne le opere e a nulla valse il tentativo dei nipoti di inserirvi delle condizioni di caducità. Nel 1764 la seduta consigliare deliberò di aprire al pubblico una sala del palazzo Comunale, delibera resa effettiva solo quattro anni più tardi. [Alberto Castoldi, Bergamo e il suo territorio, Dizionario Enciclopedico, Bergamo, Bolis Editore, 2004, p. 417

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