Bonifacio Agliardi (15)

Da EFL - Società Storica Lombarda.

(10 luglio 1635 † 1710?)

Genealogia

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Agliardi 15a Bonifacio (Baschenis Trittico) particolare.jpg

Figlio di CAMILLO e di Ettora Martinengo

Venne battezzato nella chiesa di S. Alessandro in Colonna il 16 settembre 1635 ed ebbe per padrino Giovanni Priolo Capitano di Bergamo.

Nel Consiglio della Misericordia Maggiore di Bergamo (M.I.A) 1662-1678-1684-1685-1693-1694 Sposò il 17 gennaio 1665 Angela Pessina de’ Locatelli (1638 † 25-8-1678), ved. Borella, figlia di Giovanni Battista Pessina de Locatelli e di Maddalena SALA di Silvio e Elisabetta BIAVA de GARATTI.

Antonio Cifrondi (1636-1730), Ritratto di Bonifacio Agliardi, Olio su tela

Non si sa molto della famiglia Pessina se non di un possibile antenato: Antonio letterato e oratore che nel 1444 partecipò ai funerali di Francesco Sforza .

Risulta però che direttamente o per eredità era decisamente ricca: Angela aveva portato in dote beni paterni (stabili con case in Redona per un valore di 5235 scudi) e una parte (1/15° di 86.513 scudi pari a 5.767 scudi) dell’eredità di Gio Domenico Biava ed anche un 15° di quella del di lui fratello Bernardino (testamento del 1666) ed infine quella di 15.000 scudi che sua madre aveva ereditato per la sua metà con la sorella Diana maritata Nob. Magenes. Questi cespiti vennero investiti nell’acquisto di "pezze di terra" in Levate di pertiche 137 pagate 3.496 scudi. Una "seconda grandiosa investita" fu fatta in territorio Cremonese in luogo feudale detto il Portico della Calciana (ora comune di Torre Pallavicina): 700 Pertiche con case e diritti feudali per scudi della Calciana 9.500, il 17 luglio 1679 saldo 15 nov. 1680 per mezzo di Antonio Secco Suardo . Sempre ivi venne poi fatto un successivo acquisto in data 20 nov. 1707 di altre 78 pertiche pagate 1200 scudi per mezzo di Francesco Secco che le aveva acquistate dal Sig. Gio Batta Vitalba . Angela fece testamento il 13 Agosto 1678 (data che risulta in Arch. AG nel DOC. 2 faldone 21 lettera A)

Figli:

CAMILLO (24-9-1667 † 7-7-1751)

ISOTTA nata il 26-1-1666 sposa il nob. Antonio da Lemine di Lodi il 7-9-1685

Fece parte del Consiglio della città negli anni 1661 - 1673 -1710. Nel 1662, 1672, 1678, 1684, 1685, 1693 e 1694 è nel Consiglio della MIA Fu il primo Condomino della Calciana inferiore per successio¬ne. Bonifacio Agliardi fu per merito della moglie Angela il primo Consignore della Calciana Inferiore, infatti fu lei che nei pochi anni che visse nella nostra famiglia procedette al laborioso acquisto di Torre Pallavicina, come rifugio per i “frequenti esilii” e che saggiamente costituì in primogenitura per tutelare la famiglia dall’"allegra" finanza del marito, come noteranno un secolo dopo i suoi pronipoti , assai contrariati che il figlio Camillo avesse copiata le prodigalità paterna piuttosto che l’avvedutezza materna. Ma ciò forse perché il povero Camillo rimase orfano di sua madre a circa 11 anni.

Evaristo Baschenis. Il Trittico Agliardi


SILVANA MILESI, Dal Settecento bergamasco al Romanticismo di Giovanni Carnovali dettl Il Piccio, Bergamo, Corponovo editrice, 1994, p. 92:

Antonio Cifrondi, Ritratto Del Conte Bonifacio Agliardi. Olio su tela ovale, cm 75X58. Bergamo, collezione privata.

Incorniciato il volto da una parrucca leonina di un tono marrone appena schiarito dalla luce nell’inanellarsi dei capelli, quattro lunghe pennellate di biacca per la sciarpa, un bruno fulvo per distinguere la giacca dal fondo e dalla maestosa “criniera”. Tutto è scabro, ridotto all’essenziale per accentuare la rude severità de volto. Lo sguardo fisso nel vuoto come di chi è preso da chissà quali pensieri, o finge d’esserlo per non guardare negli occhi l’interlocutore; il volto incartapecorito da spigolosi lineamenti e da rughe profonde; qualche pennellata di rosso per ravvivare le gote scarne, il naso poderoso e le labbra carnose. L’estrema povertà della materia pittorica corrisponde all’austera scelta dei colori, quasi che il pittore volesse imporsi la penitenza del monocromo. La tradizione lombarda della realtà è punto di partenza per questo e per quei ritratti di carattere (mendicanti, vecchi, mugnai, cucitrici, ciabattini) ai quali il Cifrondi si dedicò in special modo nell’ultimo periodo della sua vita. Il dipinto, esposto alla mostra fiorentina del “Ritratto italiano dal Caravaggio al Tiepolo” (1911), ha quale pendant il Ritratto del conte, Camillo Agliardi, figlio di Bonifacio. Sul bordo si legge la scritta: “COM. ED. AEQ. BONIFACIUS CALCIANE INFERIORIS CONDS. ANNO 1671”, imprecisa poiché l’Agliardi venne eletto Condomino della Caldana Inferiore nel 1677. La datazione, tenuto conto dello stile e dell’età apparente dell’effigiato, può ritenersi vicina al 1705.