Calvi (famiglia pavese)

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Spreti, Vol. II, p. 250

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. II, pp. 250-251:

TITOLI: Conte, m.

GIUSEPPE MARIA Calvi di Antonio Maria Gatti de’ Calvi di Pavia nel 1685 ottenne la cittadinanza parmense e riuscito caro al duca Ranuccio II Farnese fu innalzato al grado di suo maggiordomo. Nel 1688 gli fu assegnato il dazio di entrata delle galette in Piacenza; possedeva beni nel Pavese e nel Milanese.

Fu dal duca investito del feudo di Coenzo, Enzano e S. Jorio con rog. del not. camerale Pisani in data 5 ag. 1693 ed insignito del titolo di conte (m,.). Ottenne pure nel 1700 il titolo di patrizio bolognese. Morì in Parma nel 1728 e fu sepolto nella Chiesa della SS. Trinità dei Rossi, ove vivente s’era preparato il sepolcro con l’iscrizione tuttora esistente. Lasciò erede universale il figlio di sua sorella Anna, Gian Tommaso Pabst, purché assumesse il solo cognome di Calvi.

PIETRO, fratello di Giuseppe Maria, con pat. ducale del 1688 ebbe il grado di tenente dei corazzieri del duca di Parma e MAURO, altro fratello, ufficiale nell’esercito austriaco col grado di tenente, venne ucciso in Cremona dal co. Crotti mentre usciva da teatro coll’amico Moris per inimicizia di questi col Crotti. Per intervento del duca di Parma e della corte austriaca fu fatta pace tra le famiglie Calvi e Crotti. GIAN TOMMASO Pabst, di Onorato, originario di Soletta nella Svizzera, assunse coll’eredità dello zio Giuseppe Maria il nuovo cognome impostogli dal testatore e andò con la madre vedova e i fratelli a stabilirsi a Parma.

Nel 1730 sposò la contessa Giuseppa Tornielli di Novara e nel 1739 ebbe l’onore di ospitare nella sua casa in Via S. Stefano Maria Teresa d’Austria e fu tra i feudatari che in Piacenza prestarono giuramento di fedeltà alla Casa d’Austria, che era divenuta signora del ducato per trattato di Vienna; mentre, essendo verso il 1740 morto il marito, la vedova prestò giuramento di sudditanza pei figli minorenni a Don Carlo, figlio di Elisabetta Farnese, succeduto nel ducato di Parma. Uno dei figli GIUSEPPE dilapidò il maggiorasco dei conti Calvi; CARLO, dedicossi alla carriera militare, fu tenente nel 54° fanteria austriaca, fu presente alla capitolazione di Ypres e venne fatto prigioniero. Col fratello nel 1746 prestò giuramento di fedeltà come confeudatario di Coenzo.

GAETANO di Giuseppe fu segretario degli Archivi di Parma sotto Maria Luigia d’Austria (1821) e suo fratello GIAN TOMMASO fu ciambellano con chiave d’oro del duca di Modena Francesco IV (1824); sposò la contessa Faustina Parisetti degli Omozzoli di Reggio E. e fu autorizzato con chirografo sovrano dell’11 febbraio 1830 a ritenere ed anteporre il cognome Calvi a quello di Parisetti, a condizione però che, da suo figlio incominciando, i chiamati alla primogenitura istituita dalla Faustina Parisetti assumessero per primo il cognome Parisetti. Fu presidente dell’Orfanotrofio, dell’Opera Pia Parisetti, di cui ampliò le rendite, fu podestà di Reggio E. nel 1830 e morendo il 30 aprile 1850 lasciò con atto Bagnoli erede universale GIUSEPPE suo nipote. Questi (1820-1894) fu autorizzato con rescritto ducale ad assumere il cognome Parisetti Omozzoli (Libro grosso rosso II del Comune di Reggio E., c. 110 e Arch. Prefett. di Reggio, Tit. XXIII, R. VIII, F. I); sposò in prime nozze una contessa Rangone di Reggio E. e in seconde una c.ssA Tornielli di Crestvoland.

Suo fratello CARLO, nato a Parma nel 1826, fu guardia nobile del duca di Modena, presidente della Congregazione di Carità di Reggio.

LEONE di Giuseppe Calvi Parisetti Omozzoli diede la vita per la difesa della patria nel 1917 (n. 1889); ALESSANDRO di Carlo (1856-1904) coltivò come ingegnere gli studi sulla tecnica ferroviaria e sui sistemi di bonificazione, fu presidente del manicomio di S. Lazzaro, presidente dell’Istituto Garibaldi pei ciechi; FEDERICO, fratello, insignito della commenda della Corona d’Italia, marito alla co. Ida Scapinelli, fu sindaco di Reggio, presidente della Banca popolare, presidente della Cooperativa agricola e attualmente copre altre cariche pubbliche; GIOVANNI GUIDO, di Guido, morì combattendo per la patria nel 1917. (Archivio di Stato in Parma; Giuramenti di fedeltà: Patenti sovrane e Tavola genealogica della famiglia, Reggio Em. 1922).

La famiglia è composta attualmente di:

GIUSEPPE Calvi Parisetti Omozzoli † 1894, di Gaetano, di Giuseppe.

Figli: Delfina, GIOVANNI, Clotilde, LODOVICO, CARLO, CELESTINO, LEONE †.

Figli di Giovanni: Maria Teresa †, Anna, n. 1917; Clotilde, n. 1919; GIUSEPPE, 1922.

Figli di Carlo: GUIDO, n. 1922; ALESSANDRO, n. 1924, Irene, n. 1925, †; Maria Franca, n. 1927; GIAN TOMMASO, n. 1928.

Figli di Celestino: Gabriella, LEONELLO, Maria Antonietta, CARLO.

Figli di Carlo Calvi di Gaetano: GAETANO, ALESSANDRO †, FEDERICO, LUIGI, Carolina in Sforza, Giuseppina in Bellegarde.

Figlio di Gaetano: GIULIO.

Figli di Federico: GIUSEPPE, n. 1891, Lucrezia in Fazioli, Teresa, Vittoria, CARLO, n. 1903.

Figli di Luigi †: Carina, ANGELO, Isabella.

Figli di Guido Calvi di Gaetano: GUIDO, † 1917, Maria, Luisa, Giuseppina, Antonietta, Marina, Eugenia, Roselyne.

g. d. [Giovani Drei].


Ivi, Appendice, Parte I, p. 476::

Sono inoltre iscritti nell'Elenco Uff. Nob. Ital. 1933, col titolo di Nobile dei Conti di Coenzo con S. Jorio ed Enzano (mf):

Figlie di Giulio, di Gaetano, di Carlo: Maria Carina, n. a Padova 10 maggio 1926; Anna, n. ivi 20 gennaio 1928.

v. s. [Vittorio Spreti]


Genealogia

Genealogia Calvi

Stemmi

ARMA: Troncato in capriolo d’argento, al 1° d’azzurro a tre stelle d’argento, male ordinate; al 2° di rosso ad una testa umana calva al naturale.

MOTTO: Praesidium et decus.

Stemmi famiglia Calvi

Storia

Personaggi

Dimore

Parma e Reggio Emilia

Iconografia

Ritratti e dipinti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

Documenti

Collezioni