Fenaroli

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Spreti vol. III, p. 116
Ramo di Alfredo (Spreti vol. III, p. 118)
Stemma Fenaroli del parroco di Boccaleone (Stemmario Camozzi n. 3566)
Stemma Finardi o Fenaroli (??) (Stemmario Camozzi n. 863)

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. III, pp. 116-118:

* FENAROLI

ARMA: Di rosso ad una banda d’argento, col capo d’oro caricato di un’aquila di nero al volo spiegato coronata del campo.

DIMORA: Brescia.

Da Tavernole, sulla sponda occidentale del lago di Iseo, trae origine questa antichissima famiglia che ebbe ramificazioni a Milano, Modena ma sopratutto a Brescia. In Milano un GIACOMO di Giovanni, fratello di VIVIANO di cui parliamo più avanti, nel 1347 ottenne la cittadinanza ma il ramo si estinse presto; a Modena invece un altro ramo si estinse nei primi anni del sec. XIX col conte GIUSEPPE, già Ministro e Maggiordomo degli Estensi. VIVIANO di Giacomo che, assieme a cinque fratelli, appare in un atto notarile del 1290 è il certo capostipite di tutte le discendenze bresciane: furono suoi figli GIOVANNI e FEDERICO. Giovanni, che viveva nel 1420 fu condottiero di armati al seguito dei Visconti ed ebbe per figli: FEDREGHINO dal quale discende, dopo dodici generazioni, FEDERICO fu Giuliano (v. avanti) e PIETRO che fu l’avo di GALEAZZO e di VENTURA, ambedue celebri per la parte che ebbero nella congiura e la sollevazione dei bresciani contro i francesi nell’assedio del 1512. Un nipote di costoro, CARLO CELSO, fu dapprima condottiero sotto l’imperatore Ferdinando III e poscia, passato al servizio della repubblica Veneta, fu governatore di Candia che nel 1645 difese così valorosamente contro i Turchi da essere, creato colonnello ed insignito del titolo di Conte per sé e discendenti (ducale di Francesco Molin del 7 agosto 1646). Questo ramo si estinse con OTTAVIO nel 1745.

FEDERICO, l’altro figlio di Viviano, fu padre di TONINO nato nel 1384, che, distintosi nelle guerre dal 1426 al 1454 fra Venezia e i Visconti fu insignito di ampli privilegi da Filippo Maria e poi da Francesco Sforza, privilegi che pe’ suoi meriti gli vennero confermati dalla Veneta repubblica. Tonino fu il capostipite dei diversi rami bresciani che man mano si distinsero col nome dei paesi dove presero più frequente dimora: il ramo di Fantecolo, quello di Provezze, che si spensero nella seconda metà del sec.- XVII, e finalmente il ramo di Passirano, estintosi nel 1880 e quello di Corneto, il solo oggi vivente.

MARIANO, abbiatico di Tonino, venne ammesso nel Consiglio generale della Nobiltà bresciana nel 1503; suo nipote GIROLAMO (m. 1550) fu padre di Gio. ANTONIO capo-stipite dei Fenaroli di Passirano e di Gio. MARIA capostipite del ramo di Corneto.

Ramo di Passirano: Gio. ANTONIO (1507-1566), marito di Teodora Porcellaga ebbe, di padre in figlio, i seguenti discendenti: BARTOLOMEO, sp. della contessa Camilla Martinengo (1592), CESARE (1608-1682) sp. della nob. Girolama Averoldi; BARTOLOMEO (m. 1704) sp. della nob. Fulvia Martinengo di Erbusco; Gio. ANTONIO (1678-1738) sp. della contessa Margherita Sanvitale, cavaliere e gentiluomo di camera di S. M. il Re delle Due Sicilie che lo insignì del titolo di Conte; BARTOLOMEO suo figlio sposò nel 1747 Paola, l’ultima del ramo primogenito della potente famiglia dei conti Avogadro ed i figli suoi aggiunsero al loro cognome quello della famiglia materna. Fra questi figli si distinsero: Gio. ANTONIO (1749-1825), CESARE (1752-1792) Cav. di Malta, versatissimo nelle scienze e nelle lettere, GIUSEPPE (1759-1825) membro del Governo della Repubblica Bresciana nel 1797, rappresentante della città ai Comizi di Lione, membro del Senato consulente del Regno e infine conte del Regno Italico; GiROLAMO (1760-1802) infine, morto in ancor fresca età, che ebbe dalla nob. Barbara Agosti due figli: BARTOLOMEO (1796-1869) che fu Podestà di Brescia, consigliere intimo di S. M. I. R. e Conte dell’Imp. Austriaco, ed IPPOLITO (1798-1862) che coprì anch’egli cariche cittadine e fu tra i primi Senatori del Regno. Questo ramo si estinse con GIROLAMO (1827-1880) figlio di Bartolomeo e della nob. Beatrice Maffei e con le sue tre sorelle: Livia in march. Luigi Fassati, Barbara in conte Sen. Diogene Valotti e Paolina in conte Sen. Francesco Bettoni Cazzago.

Ramo di Corneto: È il ramo oggi vivente che, separatosi, come vedemmo nel sec. XVI con Gio. MARIA di Girolarno (1562) continua attraverso i secoli con i seguenti nomi di padre in figlio: SCIPIONE (1592), LELIO (1615), GIACINTO (1639) che sposa Lucilla dei marchesi Spinola, LELIO (1680-1723) marito della contessa Lavinia Martinengo Cesaresco, GIACINTO (n. 1714) che sposa la nob. Vittoria Violini, LELIO (1780) marito della nob. Livia Ferraroli, ultima di sua famiglia, PIETRO (1810-1858) che dalla contessa Ippolita Cigola ebbe due figli:

1) LELIO (n. 12 giugno 1844, m. 28 giugno 1930) sposò la contessa Teresa Valotti (n. 1857 m. 1898) dalla quale nacquero: a) DIOGENE (n. 1887, m. 1910) b) Ippolita (n. 6 luglio 1888), maritata al marchese Ottavio Dionisi Piomarta; c) GIUSEPPE (n. 16 marzo 1890) dottore in giurisprudenza, Cav. di On. e Dev. del S. M. O. di Malta, aviatore in guerra (v. avanti); d) Barbara (n. 1891, m. 1899); e) Anna (nata Brescia, 20 gennaio 1895); f) Maria (nata Brescia, 20 gennaio 1895, gemella della precedente).

2) ALESSANDRO (n. 1845, m. 1927) sposò in prime nozze Maddalena Ferrante (n. 1858, m. 1879) da cui: PIETRO (n. 10 ottobre 1878) dottore in giurisprudenza, capitano automobilista in guerra, marito di Maria De Giudici (n. 8 agosto 1899) dalla quale: ALESSANDRO (n. 29 ottobre 1927); in seconde nozze Luigia Ferrante (n. 23 luglio 1857) da cui: Osvaldo (n. 7 febbraio 1890) ten. di cav. in guerra.

La famiglia è iscritta nell’El. Uff. della Nob. Ital. col titolo di Nobile.


FENAROLI

ARMA: Di rosso ad una banda d’argento col capo d’oro caricata di un’aquila di nero al volo spiegato e coronata del campo.

DIMORA: Milano.

È un ramo dello stesso ceppo della famiglia precedente distaccatosi con FEDREGHINO figlio di Giovanni, attorno alla metà del sec. XV. TADDEO, che visse nel 1700, da Francesca Alessandri ebbe FEDRICO (n. 1812, m. 1893) sposo della nob. Claudia Lantieri di Paratico e padre di GIULIANO (1845-19..) e Alzira, in Serlini. Giuliano sposò la nob. Luigia Vittadini e ne ebbe: 1) Claudia (n. 1878) in Bontempi e 2) FEDERICO (n. 9/5/1883).

La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Ital. col titolo di Nobile in persona di FEDERICO e Claudia.


* FENAROLI

ARMA: Troncato: nel primo di azzurro all’aquila di oro, nel 2° di rosso alla banda di argento.

DIMORA: Trieste, Rudiano (Brescia)

Da GIROLAMO Fenaroli (1827-1880), di cui è fatto cenno nella precedente famiglia, nacque, da unione non legale, ALFREDO che sposò la nobile Lucrezia dei conti Faglia da cui: GUIDO (n. 1890). A questi venne concesso il titolo ereditario di nobile con R. D. 28 aprile 1910 e RR. LL. PP. 9 agosto 1910.

La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’El. Uff. Nob. Ital. col titolo di Nobile (mfi) in persona di GUIDO di Alfredo.


* FENAROLI VALOTTI

ARMA: Di rosso ad una banda d’argento, col capo d’oro caricato di un’aquila di nero al volo spiegato, coronata del campo.

DIMORA: Brescia.

Con R. D. 30 novembre 1924 a GIUSEPPE di Lelio (n. 16 marzo 1890) della famiglia descritta in precedenza, venne rinnovato il titolo di conte di Monzone per eredità dello zio materno conte Antonio Valotti di Monzone, del quale pure aggiunse il cognome. La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’El. Uff. Nob. Ital. coi titoli di Nobile e Conte di Monzone in persona di GIUSEPPE.

f. l. [Fausto Lechi]

Genealogia

Genealogia Fenaroli

Stemmi

ARMA: Di rosso ad una banda d’argento, col capo d’oro caricato di un’aquila di nero al volo spiegato coronata del campo.

Ramo di Alfredo: Troncato: nel primo di azzurro all’aquila di oro, nel 2° di rosso alla banda di argento.

Stemmi famiglia Fenaroli

Storia

Personaggi

Dimore

Iconografia

Ritratti e dipinti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 80:


http://www.treccani.it/enciclopedia/luigi-fenaroli_(Dizionario-Biografico)/

Documenti

Collezioni