Fogaccia

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Spreti vol. III, p. 205
Stemma Fugazza (Stemmario Camozzi n. 913)
Stemma Fugazza (Stemmario Camozzi n. 3293)
Stemma del conte Antonio Fugazza sulla tomba a Calcinate (Stemmario Camozzi) n. 3425)

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. III, pp. 205-206:

Famiglia bergamasca anticamente detta de Fogatiis o Fugazza e aggregata al Maggior Consiglio di Bergamo. In origine i Fogaccia trassero grandi ricchezze dalla mercatura che svilupparono maggiormente a Parma e a Venezia e trapiantata poi a Clusone, nel 1546, da un EVANGELISTA Fogaccia, giudice e nobile cittadino di Bergamo. ROMANINO ANTONIO, suo fratello, per opera dei corsari perdette tutta la mercanzia, fu fatto prigioniero e riscattato poi dal fratello contro pagamento di 300 zecchini.

Una primogenitura fu fondata nella famiglia nel 1613, da un VITTORIO, sacerdote. Un ANTONIO ROMANINO, prete secolare, fondò nel 1638 l’Accademia letteraria di Clusone chiamata «lo stimolo delle esperienze accademiche».

VITTORIO MARIA, nato nel 1642, erede dello zio materno Carlo Bonicelli, ricco negoziante di Parma, fondò a Clusone il sontuoso palazzo della famiglia.

A questi e ai suoi discendenti maschi legittimi e naturali all’infinito, il duca di Parma Francesco VII, con Dipl. del 21 agosto 1708, conferì il titolo di conte che gli fu poi confermato il 29 settembre 1720 dalla Repubblica veneta. Una nuova primogenitura fu fondata nella famiglia nel 1753 da GAETANO, canonico nella Cattedrale di Bergamo. GiROLAMO (n. 1752 † 1824), figlio del conte Giovanni Francesco, nunzio di Bergamo presso la Repubblica, fu poeta e matematico esimio, membro dell’Accademia degli Affidati di Pavia e di quella degli Eccitati di Bergamo, e fu amicissimo del celebre Lorenzo Mascheroni.

CARLO, di Giovanni Francesco, capitano nel 1786 fu aggregato alla Cavalleria dello stato del duca di Modena.

GAETANO, n. nel 1754, altro figlio del citato conte Giovanni Francesco, fu Podestà di Scalve, e nel 1799 Podestà di Valle Seriana. Da quest’ultimo, nel 1788, nacque il conte ANTONIO († 23 marzo 1878) che fu l’ultimo superstite delle trenta guardie d’onore che scortarono Napoleone I nella disastrosa ritirata di Mosca.

Con sovrane risoluzioni del 1824 e 1834, furono riconfermati nella nobiltà e nel titolo comitale.

GAETANO Fogaccia, † nel 1889, del citato conte Antonio, fu decorato della medaglia commemorativa delle Cinque Giornate e nel 1882, con Decreto Ministeriale ottenne nuovamente il riconoscimento dell’avita nobiltà e del titolo comitale. VITTORIO († 1884), figlio del conte GIROLAMO, fu capitano di cavalleria e nel 1866 maggiore garibaldino. GIUSEPPE († 1871), altro figlio del conte Girolamo, fu segretario alla Corte Suprema di Cassazione in Milano. Da GEROLAMO, nacquero altri due figli: FRANCESCO e PIETRO. Quest’ultimo solo continuò, il ramo primogenito della famiglia essendo i fratelli defunti senza prole. Il ramo secondogenito è continuato dal conte GAETANO, figlio del sopra citato Gaetano, defunto nel 1889.

Con R. D. 27 giugno 1895, questa famiglia veniva riconosciuta nella nobiltà e nel titolo comitale (m.) ed isc. nel Libro d’Oro della N.I.

Attualmente è rappresentata da:

Primo ramo: PIETRO, di Gerolamo, di Pietro, n. 12 marzo 1875, coi fratelli: Serafina, Marietta, CARLO, n. 14 ott. 1883, Silvia Giulia, e GIOVANNI, n. 9 febb. 1888. Cugino, figlio di Filippo, di Pietro: MARIO. Cugini, figli di Giovanni, di Pietro: ADOLFO, Caterina, Carolina, Dolores e Giovanni (†) con la figlia di quest’ultimo: Maria Raffaella.

Secondo ramo: GAETANO, di Gaetano, di Antonio, coi figli: Elena e GIAN GAETANO.

v. s. [Vittorio Spreti]


Nobile e antica famiglia clusonese originaria del Bresciano, a Clusone è presente almeno dal 1546, anno in cui Evangelista Fogaccia, cittadino di Bergamo, notaio e giudice, decise di porvi dimora. Già nel 1450 Giovanni, giureconsulto, risulta operare nel capoluogo seriano partecipando, tra l’altro, alla riforma degli Statuti di Bergamo del 1491. La famiglia fece fortuna a Venezia, Parma e Livorno con il commercio di pietre preziose, metalli, damaschi e seterie. Grazie alle ingenti ricchezze accumulate, Vittorio Maria poté fare costruire a elusone, all’inizio del Settecento, un grandioso palazzo con decorazioni, arredi e affreschi pregevoli, segno della nobiltà del casato. I Fogaccia ricevettero il titolo di conti nel 1708 dal duca di Parma e Piacenza, dignità riconosciuta nel 1720 dalla Serenissima. La famiglia occupò un posto sempre rilevante nella storia locale, partecipando attivamente alla vita politica, culturale e religiosa della valle Seriana. Fra i componenti che diedero lustro al casato si ricorda il matematico Gerolamo (1724-1824), membro dell’Accademia degli Affidati di Pavia e di quella degli Eccitati a Bergamo.

Ha per base il nome “focaccia”, mentre le forme più antiche del cognome sono quelle di Focaccia e De Focatiis (Dante nel canto XXXII del Purgatorio ricorda tra i traditori dei parenti un Focaccia dei Cancellieri Bianchi di Pistoia). Nel Bergamasco si contano ancora 18 famiglie Fogaccia, presenti a Bergamo, Selvino, Albino, Onore e Aviatico; in tutta Italia sono 29.


Genealogia

Genealogia Fogaccia

Stemmi

ARMA: Troncato: nel 1° d’oro a tre gigli di azzurro ordinati in fascia; nel 2° di verde alla focaccia di oro; colla fascia scaccata di argento e di azzurro di sei pezzi, attraversante sulla troncatura.

MOTTO: Ni matarme ni spautarme.

Stemmi famiglia Fogaccia

Storia

Personaggi

Dimore

Clusone (Bergamo) e Roma

Iconografia

Ritratti e dipinti

Archivio fotografico

Fonti

Presso la Biblioteca Civica 'A. Maj' di Bergamo sono conservate le pergamene relative alle seguenti persone (per maggiori dettagli vai al sito):

Fogaccia Giovanni, di Bergamo ab. Venezia, causidico, 1492 perg 0268

Fogaccia Giovanni Francesco, vicario Curia vescovile di Bergamo, 1517 perg 1757

Bibliografia

AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, pp. 83-84:

Documenti

Collezioni