Fra Ignazio Lupi

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Carlo Ceresa. Ritratto di Ignazio Lupi (1627-1690)
Pietro Michieli. Ritratto di Ignazio Lupi pubblicato nella Scena letteraria di Padre Donato Calvi (1664)
Fra Ignazio Lupi. Commentaria in censuras (1636)
Fra Ignazio Lupi. Commentaria in censuras, 3ª ediz. (1725)
Fra Ignazio Lupi. Commentaria in censuras, 4ª ediz. (1752)
Fra Ignazio Lupi. Commentaria in censuras, 5ª ediz. (1765)
Fra Ignazio Lupi. Commentaria in excomunicationis censuram, (1637)
Fra Ignazio Lupi. Nova Lux in edictum S. Inquisitionis, (1648)

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(n. Bergamo, 10 febbraio 1585 † ivi, Convento delle Grazie. 6 ottobre 1659)

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Figlio di ??? e di ???

Vestito frate minore osservante riformato nel convento delle Grazie l'11 febbraio 1603.

Olio su tela 142x177 cm, di Carlo Ceresa (1609-1679), realizzato verso il quarto decennio del XVII secolo. Fece parte del fondo originario che costituì l’Accademia Carrara nel 1796, ove si trova ancor oggi. Il soggetto venne identificato in Ignazio Lupi dal professor Francesco Rossi.

Un suo ritratto inciso si trova a pagina 335 della Scena letteraria di Padre Donato Calvi, edita nel 1664, disegnato da Pietro Michieli ed inciso da Giacomo Bigoni, misura 99x87 mm. È raffigurato anche su di una medaglia, conservata presso il medagliere dell’Accademia Carrara B80.

GABRIELE MEDOLAGO, Il castello di Cenate Sotto e la Famiglia Lupi, Amministrazione Comunale di Cenate Sotto, 2003, pp. 219-223:

Nacque il 10 febbraio 1585 a Bergamo dove studiò. Ebbe la vestizione di Frate Minore osservante riformato l’11 febbraio 1603 nel convento di Santa Maria delle Grazie in Bergamo. Venne ordinato subdiacono l’11 marzo 1606, infine diacono e sacerdote.

Per alcuni anni fu Lettore generale teologia, incarico nel quale lo troviamo nel 1633 e 1636, anno nel quale poco dopo lo troviamo come Lettore giubilato di teologia. Nel 1633 figura come predicatore. Fu poi Guardiano e governò vari conventi, fra cui tre volte quello delle Grazie. Fu tre volte definitore. Resse l’ordine tre volte con il titolo di commissario o di viceministro e fu per altri tre anni Custode di tutta la riforma della Provincia bresciana (..1636..), che era lo stesso incarico poi chiamato ministro provinciale.

Studiò Diritto canonico e teologia e si occupò in particolare della Madonna. Fu consultore del Sant’Uffizio e ne spiegò l’Editto con il titolo di “Nova Lux”.

La sua opera principale, sulle censure e casi riservati, ebbe una prima edizione nel 1636, una seconda molto ampliata dal Canonico Guerrini nel 1681, una terza nel 1725, una quarta nel 1752, una quinta nel 1765. Essa venne pubblicata con il titolo COMMENTARIA | IN CENSVRAS, ET CASVS | RESERVATOS•| OMNIBVS POENITENTIARIIS, ET CONFESSARIIS | non modò Diœcesis Bergomi, in cuius gratiam suscep-|tus fuit labor iste; sed etiàm totius Ecclesiæ | aperimè vtilia, ac prorsùs necessaria. | In quibus quodquid tàm ad Theoricam, quàm ad praxim spectat, | compendiaria methodo, & aphoristico stylo dilucidatur. | AVCTORE ADM. R. P. IGNATIO LVPO BERGOMATE | Strictioris Observantiæ Minorum S. Francisci, totius Reformæ | Provinciæ Brixien. Custode benemerito, ac vtriusquè | Theologiæ Lectore generali. | Ad Illustrissimum, ac Reverendissimum D. | D. ALOYSIVM GRIMANVM | Bergomensi Ecclesiæ Episcopum meritissimum. | BERGOMI, Ex Typographia M. Antonij Rubei. 1636. | Superiorum permissu.

La dedicatoria è datata da Santa Maria delle Grazie in Bergamo 30 giugno 1636. All’interno si trova un’incisione con stemma del vescovo. Seguono un componimento poetico di Ignazio dedicato al vescovo, un altro al vescovo di Fra Anselmo Pasta, della più stretta osservanza, professore di teologia ed altri in lode del Lupi, ed una di Fra Pasta al Lupi. L’opera venne esaminata da due teologi dell’Ordine: Fra Gerolamo Comboni salodiense O.M. della più stretta osservanza della provincia di Bergamo, teologo, Lettore di ebraico, già penitenziario lateranense di Urbano VIII, datata delle Grazie di Bergamo 12 aprile 1633; di Fra Giovanni da Cortenuova O.M. Reg. Observ. Reform, Lettore generale di teologia, datato da Santa Maria della Pace di Alzano 26 aprile 1633; fu approvata anche da Fra Giovanni Battista da Deraria Custode della riforma di Brescia, datata Bergamo 10 giugno 1633. Fu approvata da due teologi per conto dell’Ordinario e dell’inquisitore; di Don Alessandro Terzi dottore in teologia e Canonico teologo della cattedrale di Bergamo, di Padre Giovanni Battista Raimondi inquisitore generale di Bergamo il 17 settembre 1634, sottoscritta da Don Angelo Maria Moroni C.R.T.; di Teodosio Vavassori C.R. dottore in teologia. Fu approvata anche il 23 agosto 1635 dal Commissario del Sant’Uffizio di Bergamo ed il 6 ottobre 1635 dall’inquisitore di Venezia. Ebbe quindi l’imprimatur di Padre Raimondi e del Canonico monsignor Giovanni Battista Medolago vicario generale vescovile. Fu approvata il 20 novembre 1635 dai riformatori dello Studio di Padova. Il volume, in 8°, 162x218 mm, comprende [48], 652, [1] pagine ed ha segnatura A4-Ssss4.

La seconda edizione nel 1681, a cura del Canonico Don Martino Antonio Guerrini fu intitolata: DE | CASIBVS, & CENSVRIS | RESERVATIS, | Tàm in Genere, quàm in Specie | Tractatus absolutissimus, | Confessarijs omnibus, nedum Bergomensis, sed cuiuscunque | Diœcesis pro praxi quotidiana fori Sacramentalis | planè necessarius, | AVCTORE ADM. R. P. IGNATIO LVPO | Bergomen. Strict. Obseru. Min. S. Francisci S. T. | Lect. Gen. | & totius Reformæ Brixien. Custode. | IN HAC SECUNDA EDITIONE | Iuxta nouissimas Doctorum sententias, Constitutiones Apostolicas, | & opinionum damnatarum reporbationes | ADDITIONIBVS AMPLISSIMIS | Emendatus, & auctus | A REV.MO D. MARTINO ANTONIO GVERRINO | S.T., & I. V. D. Canonico Cathedralis Bergomen. | & S. Inquisit. Off. Reorum Advocato. | AD ILLVSTRISSIMVM D. D. ABBATEM | POMPILIVM PELLICIOLVM | S. T.,& I.V.D. Canon. Cathedralis Bergomensis, | Dignissimum Vic. Episc. Generalem. | BERGOMI, Ex Typhographia Rubeorum, M.DC.LXXXI. | SVPERIORVM PERMISSV. Il volume in 8°, di 230x168 mm è composto da [16], 1-680 pagine, segnatura A-Z2, Aa-Pppp2,Qqqq3.

Vi si trova una dedica del tipografo e reca le stesse approvazioni di quella del 1636 e quelle di Fra Nicola Ricardo maestro del Sacro Palazzo apostolico, di Padre Paolo Gerolamo Moretti maestro di teologia ed inquisitore generale di Bergamo che approvò le addizioni fatte dal Guerrini da Fra Giovanni Francesco Benvenuti da Bergamo Lettore di teologia privilegiato Congregazione agostiniana osservante di Lombardia e consultore del Sant’Offizio. L’opera ebbe anche una terza edizione nel 1725 a cura ancora del Canonico Guerrini: DE | CASIBVS, ET CENSVRIS | RESERVATIS, | Tam in Genere, quàm in Specie | Tractatus absolutissimus, | AVCTORE ADM. R. P. IGNATIO LVPO | Bergomen. Strict. Observant. Min. S. Francisci S. T. | Lectore Generali, & Reformœ Brixien. Custode | IN HAC TERTIA EDITIONE | Iuxta Constitutiones Apostolic. recenter emanatas, | MVLTIS ALIJS ADDITIONIBVS | SVPRA SECVNDAM. | Canonico, & Pœnitentiali Foro vltimissimis, | & vberiori Indice locupletatus, | A REV.MO D. MARTINO ANTONIO GVERRINO | S.T., & I. V. D. Canonico Cathedralis Bergomensis, | & S. Offitij Inquisitionis Consultore. | AD ILL.MVM, ET REV.MVM D. COMITEM | IACOBVM FRANCISCVM | BENALEVM DE BANNIATIS | I.V.D. Archidiaconum, & Dignissimum Vic. Episc. Generalem | BERGOMI, Ex Typhographia Rubeorum, M.DCCXXV. | SVPERIORVM PERMISSV. La dedicatoria è firmata dagli stampatori Rossi dalla Tipografia di Bergamo 28 maggio 1725. Questa nuova edizione venne approvata dall’inquisitore P. F. Tommaso Maria Gennari ed ebbe licenza dai riformatori dello studio di Padova il 29 gennaio 1722. Il volume, in 8°, 175x222 mm, comprende [16], 696 pagine ed ha segnatura A-B2, A-Ssss2.

Il testo venne vulgato a cura di Don Angelo Andrea Fornoni: COMPENDIUM | IN COMMENTARIA CASUUM | RESERVATORUM | R. P. IGNATII LUPI | EIUSQUE ADDITIONATORIS, | Cum novis Additionibus, & monitis; | Omnibus Confessariis utile, & commodum | cujusque Diœcesis. | Deinde Censuræ, tam intra, quam extra Bullam | Cœnæ, Pontifici reservatæ Concilii Tridentini, | Conciliorum Provincialium Mediolanensis Ecclesiæ. | Brevis perpensio Bullæ latæ in sollicitantes ad | turpia a Gregorio XV. Summo Pontifice. | Decisiones plures Sacrarum Romanorum Congregationum spectantes ad Monialium Confessarios utriusque Cleri. | Denique quadraginta quinque privilegia Causæ piæ | addita sunt. | Illustrissimo, ac Reverendissimo D. D. BERNARDO REGAZZONO | Comiti, nec non Præposito dignissimo | S. Alexandri è Cruce Bergomi. | AB AUCTORE DICATUM. | BONONIAE, MDCCLII. Sumptibus Auctoris, SUPERIORUM FACULTATE. volume in 8° di 199x132 mm, di XV, [2], 288, [24] pagine ed ha segnatura *3, A5-T4, [-]2.

Anche nel 1765 l’opera venne data alle stampe: PATRIS IGNATII LUPI | COMMENTARIA | IN CASUS | Bergomensi Episcopo reservatos | eisdemque Adiunctæ | REVERENDISSIMI | MARTINI ANTONII GUERINI | ADDITIONES JUXTA MORALIS CHRISTINÆ | REGULAS RETRACTANTUR. | BERGOMI. )( MDCCLXV. )( | Ex Typographìa Francisci Locatelli | SUPERIORUM PERMISSU. L’approvazione dei Riformatori dello Studio di Padova del 25 febbraio 1764 registrata il 2 marzo 1765, seguita a quella di P. F. Filippo Rosa Lanzi inquisitore generale del Sant’Officio di Venezia. Il volume in 8° 175x117 mm è composto da [2], 3-179, [1] pagine ed ha segnatura A4-L4, [-]2.

Pubblicò anche un manuale dal titolo: COMMENTARIA | IN EXCOMVNICATIONIS | CENSVRAM, | Pro indemnitate Hospitalis Magni Sancti Marci Bergomi | Illustriss. ac Reverendiss. Episcopo Bergomen. | ac Superioribus reservatæ. | Singulis Hospitalibus, Hospitalium Præsulibus, ipsorum Custodibus, | famulis, cæterisq; alijs ad familiam Hospitalium spectâtibus. | Denique Pœnitentiarijs, Confessarijs, omnibusque pœnitentibus | nedùm Diœc. Bergomen. sed cuiuslibet etiàm perutilia, | ac omninò necessaria. | Opus apprimè nouum hactenùs non attentatum compendiaria methodo digestum; | vbi propemodùm perextensum habetur quicqid de illegitimis tàm in Hospi-|tali, quàm estrà pro foro conscientiæ potissimùm desideratur. | Additumq; est in calce Monitorium Diœcesis tùm Mediolanen. tùm Brixien. & | facta collatione cum Bergomen. prorsùs côcordat quibusdam ibi exceptis. | AVCTORE ADM. REV. P. IGNATIO LVPO BERGOMATE | Strictioris Observantiæ Minorum Sancti Francisci, totius Reformæ Provinciæ Brixien. | Custode benemerito, ac vtriusque Theologiæ Lectore Generali. | BERGOMI, Apud Marcum Antonium de Rubeis. 1637 | De consensu Superiorum. un volume in 4° 215x164 mm di [36], 299, 1 pagine ed ha segnatura aij-cij, diij A2-Mm2, Oo3. L’opera è dedicata ai presidenti dell’Ospedale di cui reca l’elenco. Vi si trovano una lode di Fra Dionisio da Lauro della Provincia di Terra di Lavoro nel convento di Santa Maria delle Grazie di Bergamo, Lettore generale di teologia, di P. F. Giacinto da Vall’Alta O.M. della più stretta osservanza, della provincia di Sant’Angelo, di Fra Giovanni da Cortenuova eiusdem instituti, ac reformae alumnus e professore di teologia, datata Gandino 7 ottobre 1636, da Fra Gerolamo Comboni salodiense, Lettore di teologia dalle Grazie il 5 aprile 1637, di Fra Raimondi generale ed inquisitore e Fra Illuminato O.S.F. della più stretta osservanza, Don Terzi dottore in teologia e Canonico teologo della cattedrale. Ebbe poi l’imprimatur dell’inquisitore Raimondi e del vicario generale Medolago.

Nel 1646 il Lupi assolse da scomunica per duello Francesco e Giovanni Grumelli, zio e nipote.

Pubblicò una NOVA LVX | IN EDICTVM | S. INQVISITIONIS | AD PRAXIM SACRAMENTI POENITENTIAE | pro cuiuscunque statu, ac conditione; | Omnes, & singulos tractatus ad Sanctum Inquisitionis Officium | implicitè, explicitèq. spectantes irradians: | QVA OMNES CHRISTI FIDELES ILLVMINANTVR, præcipuè Theologi, Summistæ, Philosophi, Astrologi, Confessores, | Exorcistæ, Concionatore, & Pastores | Ad intelligendum potissimum materiam Denunciationum Sancti Officij, Correptorium, | ipsius Censurarum, temporis gratiæ, Hæresum, illarum Sispicionum, omnium Su-|perstitionum, Blasphemarum hereticalium, Offensionum in Ministros S. Off. | librorum prohibitorum; Errorum Aristotelis, suorumq; Commentatorum, | controuersiarum inter Catholicos, & hereticos nostri temporis. | Itidèm ad consulendum statui Reorum in carcere, extrà, & in morte; denique ad | cognoscendam venerationem debitam S. O. eiusq; Ministris. | AVCTORE ADM. R. P. F. IGNATIO LVPO DE BERGOMO | Vtriusq; Theologiæ Lectore Generali, ac Iubilato Sacri Ordinis | Reformatorum S. Francisci. | BERGOMI, Typis Marci Antonij Rubei, clc lc c ij l. | SVPERIORVM PERMISSV. Il volume in folio di 310x210 mm, composto da [34], 516, [72] pagine, con segnatura †-2,†6, A3-C6, con tre indici, dedicato dall’autore al beato Pietro Martire Dominiciano, con un’antiporta disegnata da Giovanni Giacomo Barbelli (1604-1656) ed incisa da Giacomo Cotta (1627-1689).

Venne approvata da Fra Giovanni Battista Campagna ministro generale da Roma 9 giugno 1634, Fra Giovanni da Drara custode della provincia di Brescia il 28 febbraio 1633 da Bergamo, Fra Giovanni da Cortenuova vicario provinciale e professore di Teologia da Alzano il 12 marzo 1645, Fra Pietro Maria da Alzano dal convento delle Grazie di Bergamo il 17 febbraio 1647, Fra Giocondo da Serina ministro provinciale da Bergamo 15 febbraio 1645, Canonico Antonio Guerrini STIUD e Fra Raimondi inquisitore di Bergamo, Giovanni Caleppio C.R. STD e Medolago vicario generale episcopale il 3 aprile 1645, infine da Pietro Sagredo e dal cavalier Zuane Grimani riformatori dello Studio di Padova il 4 maggio 1645. Il testo contiene un elogio del bergamasco Padre Ottavio Viti.

Pubblicò nel 1659 anche una TEOLOGIA | MISTICA | Insegnata da | GIESV CHRISTO | CO’ SVOI TOCCHI | INTERNI; | Della quale il modo d’approffittarsi è spiegato | da molti Dottori, & SS. Padri; | E RACCOLTA | DA F. IGNATIO LVPI | Minor’Osseru. Riform. | Beatus homo, quem tu erudieris Domine. Ps.93. | Beatus homo, qui audit me. Prou. Cap. 3. | IN BERGAMO, M.DC.LIX. | Per gli Heredi di Marc’Antonio Rossi. | Con licenza de’ Superiori. L’opera fu approvata dal convento di Santa Maria delle Grazie il 24 settembre 1657 da Fra Leone da Albegno Lettore di teologia, da Fra Candido Brognoli da Sarnico Lettore e definitore di utriusque theologiæ, da Fra Santo da Sellere ministro provinciale, da Fra Sebastiano da Gaeta commissario generale dal convento di San Francesco di Castel Gandolfo il 6 ottobre 1657, da Fra Giacomo Alberici O.S.A. Lettore di teologia il 25 settembre 1657 da Bergamo, da Fra Vincenzo Maria da Bologna inquisitore generale di Bergamo, da Fra Raimondo Maria da Vicenza Commissario del Sant’Offizio di Venezia datata dal convento di San Domenico il 9 novembre 1657, fu approvata anche dal riformatore dello Studio di Padova. L’opera è dedicata al cardinal Gregorio Barbarigo degli eredi del Rossi, datata dalla stamperia di Città 22 aprile 1659. Il volume in 8° consta di [12], 307, [17] pagine, misura 109x173 mm ed ha segnatura +2, †4, A4-Qq4.

Stava preparando altre opere ma fu colto dalla morte il 6 ottobre 1659 dopo 75 anni di vita e 57 di religione nel convento delle Grazie. Fu commemorato da Giovanni Battista Mazzoleni e l’Accademico Taciturno gli dedicò un componimento.

LUISA VERTOVA. Carlo Ceresa, in I Pittori Bergamaschi dal XIII al XIX secolo. Raccolta di studi a cura della Banca Popolare di Bergamo, Bergamo, Bolis, 1975, vol. 9, Il Seicento - Vol. II, p. 550:

19 Frate seduto davanti a un crocifisso

olio su tela (cm 142x107) - Bergamo, Accademia Carrara (n. 7/35)

Pervenuto al Museo col legato del conte Giacomo Carrara, portava già in quel catalogo (1796) l’attribuzione al Ceresa, che non è mai stata messa in dubbio. La datazione tarda (post 1662) proposta dal Testori, è stata corretta dal Ruggeri con un anticipo di trent’anni. Il velluto della poltrona a borchie e il panno che copre il tavolo circondano il bruno della tonaca con un rosso denso e vivace, color mattone, tipico delle opere giovanili; il pittore, da vecchio, preferirà i rosati e i violacei. È un frate massiccio e rubizzo, con grosse mani da contadino. Se lo confrontiamo con i frati dipinti da Lorenzo Lotto cent’anni prima (ora nei musei di Treviso e di Memphis), comprendiamo come questo francescano del Seicento abbia problemi assai più gravi di quei domenicani abili e accorti, tranquillamente intenti alla corrispondenza e ai bilanci di cassa. Ha lacerato e spiegazzato la lettera che tuttora stringe nella sinistra, ma non allunga la destra verso il calamaio perché non sa cosa rispondere. Un confessore, vedendolo in quello stato, l’esorterebbe a pregare il Crocifisso che gli sta accanto. Un medico cercherebbe di salvarlo, con salasso e dieta, da un imminente infarto. Ha dimenticato di radersi e le sue guance abbronzate somigliano a campi irti di stoppie a fine estate. È inebetito dalla fatica? o è schiantato dal dolore? La massa bruna del suo corpo robusto ci rassicura che saprà affrontare nuove, faticose, stagioni.

Bibl.: [F. Baglioni - C. Lochis] 1881, p. 14 n. 69; G. Moratti ms. 1900,1, p. 272; Mostra del Ritratto Italiano dalla fine del secolo XVI all’anno 1861, 1911, p. 166 n. 13; C. Ricci 1912, p. 6; E. Fornoni ms. s.d. (ca. 1915-20), II, p. 180, C. Caversazzi 1927, p. 146; C. Ricci 1930, p. 59; B. Belotti 1940,11, p. 800 (2a ed. 1959, V, p. 144); G. Testori 1953, p. 28; F. Russoli 1967, p. 50; F. Rossi 1979, p. 260, ill. p. 267; U. Roggeri 1979, pp. 25,126, fig. 19; C. Bizioli 1980, p. 4; L. Vertova 1983 n. 10.