Francesco Moisé Locatelli Lanzi

Da EFL - Società Storica Lombarda.

AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, fasc. 7, p. 104:

L’avventuroso conte morì a Liteggio - Una vita dedicata all’avventura: ufficiale, agente della diplomazia segreta, viaggiatore e scrittore, il conte bergamasco Francesco Moisé - discendente ribelle della famiglia Locatelli Lanzi - appena diciassettenne fuggì da casa con i gioielli della madre. Iniziò così un’esistenza avventurosa che lo portò a compiere diverse imprese in vari Paesi, prima al servizio del re di Francia per passare successivamente in Spagna, promosso capitano di una compagnia di cavalieri. Intanto, tra una peripezia e l’altra, alternava meriti militari a ripieghi poco onorevoli e a espedienti per sfuggire ai creditori, che lo costrinsero a fughe rocambolesche. Nel 1733, “in preda ad una giusta disperazione”, si spinse fino in Russia deciso a raggiungere il regno di Persia per stringervi contatti importanti. Ma i suoi propositi insospettirono il governatore del Casan che fiutò in lui una spia: dichiarato in arresto e ricondotto a Pietroburgo con una scorta militare, l’avventuroso bergamasco concluse il viaggio in carcere. Un resoconto dettagliato della disavventura russa è contenuto nelle “Lettere moscovite”, una sorta di pamphlet antirusso che offre un reportage interessante per conoscere la Russia del Settecento sotto il profilo politico, sociale ed etnografico. Soltanto dopo altre peripezie e missioni diplomatico-spionistiche potè fare ritorno nella nativa Bergamo stabilendosi a Liteggio, dove morì nel 1770 all’età di 83 anni.