Gabriele Medolago. Biografia del Canonico Mario Lupo - Opere: la genealogia Suardi

Da EFL - Società Storica Lombarda.

Torna a Mario Lupo


Vedi anche:

Parte 1ª Biografia del Canonico Mario Lupo

Parte 2ª Gli ultimi anni e la morte

Parte 3ª Incarichi e onori

Parte 4ª Incarichi vari

Parte 5ª Opere

Parte 7ª Genealogie e biografie

Parte 8ª Vita di Detesalvo Lupi

Parte 9ª Scritti vari

Parte 10ª Studi di storia bergamasca

Parte 11ª Epistolario

Parte 12ª Il Codex Diplomaticus

Parte 13ª Il Codex Diplomaticus, Critiche e onori

Parte 14ª Il Codex Diplomaticus, Secondo Volume


GABRIELE MEDOLAGO, Il castello di Cenate Sotto e la Famiglia Lupi, Amministrazione Comunale di Cenate Sotto, 2003, p. 248-250:


La genealogia Suardi

La stesura di una genealogia Suardi gli fu richiesta dal conte Leonino Giuseppe Secco Suardo (1718-1776), marito di Giulia Lupi [1561], che era suo lontanissimo cugino, dato che Maria Secco Suardo aveva sposato nel 1665 Giovanni Battista Vimercati San Severino, da cui era nata Antonia che nel 1690 aveva sposato Francesco Roncalli, da cui era nata Marianna, madre del Lupi.

Sulla famiglia Suardi esistevano varie opere manoscritte ed a stampa che per il periodo precedente il XIV secolo contenevano errori ed invenzioni. Solamente nel 1751 era stata realizzata una genealogia ben documentata, conservata nell’Archivio Secco Suardo [1562].

Essendo troppo ampio seguire tutte le diramazioni della famiglia, il Lupi si limitò ad indicare lo sviluppo dei rami principali, portando sino ai suoi giorni solo quello dei conti Secco Suardo detti Leonini. Suddivise la genealogia in sei parti, relativa ad altrettanti fra i rami principali, e distinse in ognuna due parti: ricostruzione storica e documenti, con autentica notarile del notaio Alessandro Antonio Locatelli, che rogava spesso per il Capitolo.

Il Ronchetti dice che quest’opera fu quasi contemporanea a quella sulla vita di Detesalvo, che è del 1755, sappiamo però che la genealogia venne terminata nel 1764; forse il Lupi la iniziò ai tempi della biografia del suo antenato, ma la portò a termine solo parecchi anni dopo.

In una lettera del 14 luglio 1764 ringraziò il Tiraboschi per avergli mandato notizie sui Suardi per la genealogia che finalmente aveva concluso e di cui era soddisfatto, aggiungendo che se mai si fosse stampata ne avrebbe mandato copia. Il 25 il Tiraboschi gli inviò l’albero genealogico Suardi tratto dall’opera di Scipione Ammirato.

L’opera fu composta in tre tomi e portò il titolo: GENEALOGIA | DELLA | NOBILE | FAMIGLIA | SUARDI | DI | BERGAMO. Venne conclusa poco prima del 27 settembre 1764 quando venne sottoscritta dal notaio Giovanni Battista fu Antonio Lozetti, oltre che dal cancelliere vescovile Giovanni Battista Recuperati. Il Lupi non vi pose il proprio nome [1567].

Alcuni materiali preparatori recano il titolo: Genealogia della Nobile Famiglia Suardi di Bergamo si trovano nella miscellanea MMB 520, già Lambda IV, 2 (4), f. 192-253 nella Biblioteca civica di Bergamo.

Nell’Archivio Secco Suardo di Lurano, proveniente dall’Archivio dei Leonini Secco Suardo, si trova un fascicolo dal titolo Minute e materiali relativi alla Genealogia della famiglia Suardi: lavoro del can.° Mario Lupo riassunto in tre volumi legati in pelle AFSSL Censimento 1.1.14, contenente le note spese per la realizzazione dell’opera, compresi alcuni rimborsi per spese sostenute dal Lupi, e la minuta degli alberi , del testo e dei documenti della genealogia, oltre che appunti di lavoro, il tutto in buona parte autografo del Lupi. Vi si trova anche uno stemma a colori, utilizzato poi per disegnare quello in antiporta. IUn foglio preparatorio si trova anche in Serie I, titolo I B a segnatura IVa, N.° 41.

Per un certo tempo si pensò che l’opera fosse perduta. Una copia in tre volumi, solitamente ritenuta l’originale, si trovava presso i nobili Marenzi, discendenti di Giulia figlia di Leonino di Andrea di Leonino che aveva sposato Giovanni Marenzi. Nel 1882 o 1883 due grossi volumi manoscritti contenenti la “Genealogia della Illustre Famiglia Suardi” furono dai Marenzi mostrati al professor Gaetano Mantovani che li esaminò con il dottor Angelo Mazzi che capì che questo lavoro era opera del Lupi. Ai due studiosi venne poi comunicata l’esistenza di un altro esemplare della Genealogia presso i conti Suardo a Cicola, presentato poi al Mazzi dal conte Alessio (1839-1900), che era stato trascritto da circa quarant’anni, per concessione del conte Leonino Secco Suardo (1798-1878) al conte Giacomo Clemente Suardo (1799-1880), padre di Alessio, dall’originale posseduto poi dai Marenzi. I due volumi non sembravano essere autografi del Lupi [1569]. Come ci informa una nota del Mazzi sulla copia conservata presso la Biblioteca civica l’albero grande del terzo tomo non si trovava nella copia manoscritta Marenzi.

Questo manoscritto, unitamente al resto dell’Archivio, per un convenzione in data 30 dicembre 1887 autenticata dal notaio conte dottor Detesalvo Lupi dalla famiglia Marenzi, passò ai cugini Secco Suardo, antenati del conte Lanfranco, attuale proprietario [1571]. L’Archivio Marenzi passò dal conte Dino Secco Suardo (1889-1978) alla Civica Biblioteca con atto pubblico di convenzione del notaio Giovanni Battista Tini il 12 maggio 1924 ed è purtroppo irreperibile. Documenti dell’Archivio dei Leonini e dei Marenzi però rimasero nell’Archivio Secco Suardo.

Il manoscritto si conserva ancor oggi nell’Archivio Secco Suardo in Lurano, ove ancora si trova (AFSSL Censimento 1.1.22): GENEALOGIA | DELLA | NOBILE | FAMIGLIA | SUARDI | DI | BERGAMO, scritto di pugno del notaio Alessandro Antonio Locatelli e da lui sottoscritto il 27 settembre 1764 unitamente al notaio Giovanni Battista fu Antonio Lozetti, oltre che dal cancelliere vescovile Giovanni Battista Recuperati.

È composto di tre tomi con legatura in pelle ed impressioni in oro; il tomo I con disegno dello Stemma Secco Suardo e due alberi, il tomo II con cinque alberi, il tomo III con un grande albero acquerellato.

Un’altra copia si trova anch’essa presso l’Archivio Secco Suardo in Lurano (AFSSL Censimento 1.1.23) ed è intitolata Genealogia | della Nobile Famiglia Suardi | di Bergamo, in un unico tomo su carta bollata con disegno del già citato stemma ed un albero genealogico. Essa fu copiata dal notaio Giambattista Locatelli fu Alessandro il 18 settembre 1818 dall’originale presso la famiglia del conte cavalier Leonino Secco Suardo di Bergamo. Comprende solo la prima genealogia. All’interno si trova una lettera del Mazzi del 16 luglio 1904 con la quale rende il volume e ringrazia.

Nello stesso Archivio vi è anche una copia integrale, non autenticata, della fine del XIX secolo dal titolo (AFSSL 1.1.24): GENEALOGIA | della Nobile Famiglia | SUARDI | DI | Bergamo, contenente sei alberi genealogici e con la copertina telata con sigillo impresso con lo stemma Secco Suardo e la scritta non molto leggibile: FRANC. SICCVS SVARDVS COM.• MVASCHE. DOMI. • ET DVCCTOR SER •D• VENET.

Ancora a Lurano è conservata una copia ottocentesca non autenticata, intitolata Genealogia | della | Nobile Famiglia | Suardi | DI | Bergamo (AFSSL Censimento 1.1.25) con un albero genealogico, comprende la prima genealogia esclusi i documenti. La copertina è ricoperta da un giornale del 1884.

Sempre a Lurano, appeso in galleria, si trova un albero genealogico, tratto dalla genealogia realizzata dal Lupi, ma modificato con l’aggiunta del ramo dei Secco Suardo di Sant’Agata, che vengono in esso posti come ramo principale al centro del foglio e reca aggiunte successive sino alla fine del XIX secolo.

Un’altra copia integrale, la cui conclusione è datata 12 maggio 1889, copiata da Giovanni Pellinacci da un originale esistente presso i nobili fratelli Marenzi, eredi del conte Leonino Secco Suardo fu conte Andrea si conserva in Biblioteca Civica di Bergamo già con segnatura Lambda VII, 9, ora MMB 586.

Il Mazzi cita sempre il manoscritto Marenzi e lamenta come questa genealogia fosse purtroppo sottratta agli studiosi; il dottor Giovanni Antonucci nel 1928 propose di pubblicarla con note ed alcune correzioni.


Segue parte 7ª Genealogie e biografie


NOTE

[1561] Il RonchBiogr 36 sembra far intendere che l’iniziativa di questa ricerca sia partita dal Lupi. Ma nella lettera al Tiraboschi il Lupi dice chiaramante che era stato richiesto.

[1562] Stranamente il Mazzi “Giuseppe Ercole…” 129-130, dopo aver rilevato come a fianco di alcune notizie del Mozzi (VI, 223, 224, 225v, 227, 228) si trovi la parola transcripti e dedotto che il Mozzi avesse realizzato qualche lavoro sul casato Suardi, cita la “Genealogia gentis…”, volume in 4°, posseduto dal co: Dino Secco Suardo nella sua libreria di Lurano e lo dice tutto di mano del Mozzi. Anche monsignor Giuseppe Locatelli (Suardi, Suardo, Secco Suardo” pag. 501) riferisce come il Mozzi avesse compilato una genealogia Suardi presso l’archivio del co: Dino ed in copia in quello del co: Guidino Suardi. Abbiamo avuto la possibilità di consultare il suindicato volume, per gentilezza del co: Lanfranco, abiatico del co: Dino, ed avuto modo di esaminare più volte il succitato volume, che non appare assolutamente autografo del Mozzi, ma di tutt’altra mano, più leggera e spigolosa. Vi si trovano poi delle cospicue aggiunte ed annotazioni di mano dello storico co: Girolamo Bart. Secco Suardo (1822-1906), avo del co: Dino, come da lui stesso dichiarato prima della tav. XXIII.

[1567] Ne parla però, oltre che il Ronchetti, il Lupi stesso nel Codex II, 679-680 antiquissima & nobilissima in hac urbe Gens Suardorum, de qua sæpe infra: cuius quidem familiæ Genealogiam contexui authenticis de gradu in gradum comprobatam documentis.

[1569] Mantovani 13-15. Il Mazzi segnalò che il not. non rinvenne ma solo autenticò i documenti fornitegli dal Lupi, e come l’opera in quell’epoca sarebbe potuta venir stesa solo dall’abate Mazzoleni, dal Can. Lupi o dal Can. Agliardi. Il Mazzi la ricorda anche in “Note suburbane…” pag. 428.

[1571] Ringraziamo qui il co: cav: Lanfranco Secco Suardo che, nonostante i suoi molteplici impegni si è sempre mostrato disponibilissimo e gentilissimo nel facilitarci la consultazione del suo Arch. di Famiglia.