La famiglia Lupi - Gli altri rami in Bergamasca ed in altre città

Da EFL - Società Storica Lombarda.

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'Gabriele Medolago, Il Castello di Cenate Sotto e la Famiglia Lupi, Amministrazione Comunale di Cenate Sotto, 2003, pp. 156-157:


La famiglia alla fine del XVII secolo era divisa in sei rami: di Corrado e del fratello cavaliere di Santo Stefano, di Antonio dottor collegiato e di suo fratello abate, nipoti del da poco defunto vescovo di Treviso, del conte Orazio e del figlio, di Girolamo e fratello, di Adriano e figli, di Nicola e figli. Alla fine del XVIII secolo vi erano tre famiglie di Lupi nel Consiglio cittadino di Bergamo. Il primo ramo comitale, abitante dapprima in Città alta e poi a Redona, si estinse con la morte del conte Giovanni nel 1852 e di sua figlia Arianna, sposata a Giulio Caccia, da cui ebbe i figli Maffio, Giovanni e tre femmine. Gli ultimi Lupis della Costa, non discendenti di Detesalvo, andarono ad abitare a Ferrara, ove un ramo dei Lupi si trasferì con Matteo, nobile bergamasco, che fondò una cappella nella chiesa di Santo Spirito e nel 1619 fu aggregato alla cittadinanza ferrarese, fu Consigliere del terzo ordine per l’arte degli speziali nel 1655 e morì nel 1669. Il figlio Giovanni Antonio, dottore in Legge, fu ascritto al secondo ordine del Consiglio centumvirale di Ferrara, come pure Matteo nel 1709 e Francesco nel 1727. La famiglia è iscritta nell’elenco ufficiale nobiliare italiano come nobile di Ferrara. Nel 1804 Flaminio Lupi abitava a Venezia. Un Don Antonio Lupis molfettano, che per quanto si sa non ha alcun legame con i Lupi bergamaschi, fu letterato a Bergamo della seconda metà del XVII secolo e pubblicò numerosissime opere, di cui non poche di argomento bergamasco. Abbiamo anche un Don Cesare Lupi de Calcinati, che non sembra appartenere a questa famiglia, forse fu di un ramo minore. Non sembra legato a questi Lupi il Giovanni Lupo, uomo d’arme di Bartolomeo Colleoni, capitano generale della Repubblica veneta, che ebbe una controversia con Carlo da Cenate, sulla quale il Colleoni con lettera del 20 agosto 1462 chiese al Capitano di Bergamo di decidere. Numerosi altri Lupi vivevano nel Borgo Santa Caterina.