La famiglia Lupi - Il ramo di Pignolo

Da EFL - Società Storica Lombarda.

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'Gabriele Medolago, Il Castello di Cenate Sotto e la Famiglia Lupi, Amministrazione Comunale di Cenate Sotto, 2003, pp. 154-156:


Un altro ramo della famiglia, quello che è ancor oggi vivo e che fu l’ultimo ad esser proprietario del castello di Cenate, abitò in Pignolo almeno dalla seconda metà del secolo XVI.

Nel 1733 si pubblicarono alcune RIME | PER LE NOZZE DEL SIG. CO: | FRANCESCO | BREMBATO | COLLA NOBIL DAMA | SIG.RA ANGIOLA LUPI | RACCOLTE DALLA MARCHESA | MARGHERITA | DI MOSCON TERZI, | E DEDICATE AL SIG. CO: | CORIOLANO | BREMBATO | PADRE DEGNISSIMO DELLO SPOSO | IN BERGAMO, Per li FF. Rossi St• Publ. Priv. | Con Licenza de’ Superiori. 1733.

Nel 1749 in occasione delle nozze Lupi-Morandi si ebbero numerose raccolte di poesie: CORONA | DI SONETTI | Per le nozze | DE’ SIGNORI | PAOLO LUPI | E | LAURA MORANDI | IN BERGAMO, MDCCXLIX. Alla fine si trova l’indicazione del tipografo: PRESSO PIETRO LANCELLOTTI | CON LICENZA DE’ SUPERIORI., costituita da 23 pagine, di 221x145 mm, ornata al frontespizio stemma delle due famiglie con corona di fantasia e le CANTATE | PER SERENATA | In occasione delle felicissime | Nozze | DE’ NOBILI SIGNORI | DON PAOLO LUPI | E DONNA | LAURA MORANDI | Dedicate all’eccelso merito | DEL NOBILE SIGNOR | DON CARLO LUPI | PADRE DELLO SPOSO. | IN BERGAMO, Per li Fratelli Rossi Stamp. Publ. MDCCIL. | Con Licenza de’ Superiori., un fascicoletto, composto da 12 pagine, con segnatura *3 (segnata in realtà *4) di 196x146 mm, reca una dedicatoria di Don Simone Cristini e Don Giovanni Francesco Silani, autori dei componimenti. Nel 1772 questo ramo venne iscritto nel libro d’oro dei titolati della Repubblica veneta con i titoli di conte palatino e cavaliere aurato.

Anche per le nozze Lupi-Sottocasa vennero date alle stampe diverse raccolte: le POESIE | PER LE NOZZE | DEL NOBILE SIGNOR CONTE | D. GIROLAMO SOTTOCASA | CON LA SIGNORA CONTESSA | ELISABETTA LUPI | DEDICATE | AL SIGNOR CONTE E CAVALIERE | VITTORIO LUPI | ZIO DELLA SPOSA | IN BERGAMO MDCCLXXV. | PER FRANCESCO LOCATELLI., opuscolo di CXL pagine, è ornato da una vignetta con un angelo a pag. XCVI, le POESIE | PER LE NOZZE | DELLA SIGNORA CONTESSA | ELISABETTA LUPI | CON IL SIGNOR CONTE | GIROLAMO SOTTOCASA | DEDICATE | ALLA SIGNORA CONTESSA | LAURA MORANDA LUPI | MADRE AMOROSISSIMA DELLA SPOSA. | IN BERGAMO, MDCCLXXV. | APPRESSO FRANCESCO LOCATELLI | CON LICENZA DE’ SUPERIORI., opuscolo di XXXII pagine, segnatura A-C4 ed infine le POESIE | PER LE NOZZE | DEL NOBILE SIGNOR CONTE | D. GIROLAMO SOTTOCASA | CON LA NOBILE SIGNORA CONTESSA | D. LISABETTA LUPI. | IN BERGAMO MDCCLXXV. | PER FRANCESCO LOCATELLI., un volumetto di [1], C pagine, di 245x350 mm, con segnatura A-G6,H8, che reca un frontespizio inciso dal Cagnoni con gli stemmi degli sposi, la dedicatoria di Don Pietro Bosciani parroco di Sormano alla contessa Giulia Comenduni in Sottocasa madre dello sposo.

Nel 1853 l’abate Giovanni Suardi (1805-1866) di Trescore pubblicò in occasione delle nozze fra il conte Giuseppe di Gianforte Suardi ed Antonietta Lupi alcuni: CENNI | INTORNO | AI PERSONAGGI PIÙ DISTINTI | DELLE CHIARISSIME FAMIGLIE | SUARDI E LUPI | OFFERTI AL NOBILISSIMO CONTE | GIANFORTE SUARDI | BERGAMO | DALLA TIPOGRAFIA MAZZOLENI | MDCCCLIII., la cui dedicatoria è datata Trescore 16 agosto 1853. Nel 1918 morì di spagnola a San Remo il conte Paolo, appena quarantenne. Negli anni successivi le sorti economiche della famiglia iniziarono a declinare, anche per il tenore di vita tenuto, molto lussuoso. Ad Ossanesga si ricordano ancora le grandi feste fatte in palazzo Lupi.

La vedova, marchesa Ippolita d’Adda Salvaterra (1882-1971), si trasferì a Roma con i figli Gerardo e Lupo, mentre in Pignolo rimase solamente Enrica, sorella di Paolo, che aveva sposato nel 1904 il nobile Giovanni Daina de Valsecchi.

Durante la seconda guerra mondiale Ippolita abitò a Stomennano in Toscana presso la sorella.

Lupo visse per un certo periodo a Ginevra, poi a Limido Comasco durante la guerra ed infine, poco prima del 1948 in via Rasori a Milano, lavorando alle Aliflotte Riunite.

Gerardo, laureatosi giurisprudenza a Milano nel 1935, partecipò alla seconda guerra mondiale in cavalleria e fu catturato in Africa, fu prigioniero di guerra per quattro anni, poi tornò in Italia, si sposò nel 1947 e si impiegò nel Ministero delle Finanze a Roma.

Recentissimamente la famiglia si è estinta. Il dottor Gerardo, senza discendenti, nel 1996 adottò i fratelli Nicolò ed Alessandra Grassi, suoi nipoti in quanto figli di una sorella della moglie, che hanno preso il nome di Grassi Lupi. È spirato a Roma il 29 maggio 2002.