Padre Pompilio Lupi

Da EFL - Società Storica Lombarda.

Torna a Lupi

Al secolo Alberto Lupi.

(Crema, 11 novembre 1552 † Astino (Bg) 5 luglio 1646)

Vai a [Genealogia]

Abate di Astino.

Figlio di Giovanni Antonio Lupi e di Maria Viti


GABRIELE MEDOLAGO, Il castello di Cenate Sotto e la Famiglia Lupi, Amministrazione Comunale di Cenate Sotto, 2003, pp. 193-4:

Cittadino di Bergamo, nacque in Crema da Giovanni Antonio e da Maria Viti, entrambi bergamaschi l’11 novembre 1552 e poi tornò ad abitare a Bergamo. La fama dell’Abate Dom Lattanzio Medolago (1575-1579) lo attirò nel Monastero vallombrosano del Santo Sepolcro di Astino in Bergamo, nel quale venne vestito novizio dallo stesso Medolago e dal consiglio dei Seniori il 20 gennaio 1577, giorno di San Sebastiano, prendendo in religione il nome di Pompilio. In quel momento abitava a Bergamo. e fece la sua professione l’8 novembre 1578, cambiando il nome di Alberto, che aveva al secolo, con quello di Pompilio. L’8 novembre 1578, compiuti i 16 anni, ed essendo stato nella probazione 22 mesi, venne ammesso capitolarmente dall’abate alla professione per voti segreti, che venne fatta solennemente la domenica seguente, giorno 9. Venne ordinato chierico, ostiario, lettore, esorcista ed accolito il 19 settembre 1579 in seguito subdiacono, diacono ed infine sacerdote. Fu scriba del monastero per quattordici anni, poi priore claustrale in diversi tempi per undici anni. Studiò nello stesso monastero le scienze sotto la disciplina di Dom Arsenio Crudeli e durante questi studi divenne priore di Astino nell’anno 1602. Nel 1605 compose un epigramma latino nell’opera: Giornata Prima | DELLE | IMPRESE | DI DON | ALBERTO BERNARDETTI | Monaco Vallombrosano, | L’Attonito Accademico Intento | Al molto R. Signore | DON ANGELICO GRASSI | Abate colendissimo di San Sepolcro d’Astino. | Con licenza de’ Superiori. | In Bergamo, Per Comin Ventura. | CIC IC CV. Fu autore anche di un sonetto in lode di D. Grisostomo Talenti, pubblicato nel “Coro d’Elicona” a pagina 256. Nel 1591 venne inviato per ordine del Presidente della congregazione nel monastero di San Lanfranco di Pavia, del quale nel 1616 fu eletto priore e che resse con tale carica sino al 1623, quando, per rinunzia dell’abate commendatario cardinal Andrea Baroni Peretti di Montalto (-1629), fu assurto alla dignità abbaziale, rimanendo al governo sino al 1630, promuovendo gli studi e curando la disciplina monastica. Scrisse il “Chronicon Monasterii Sancti Lanfranchi Papiæ, Ordinis Vallisumbrosæ” inedito ed un tempo in quell’Archivio monastico. Lasciato l’incarico a Pavia fu decano di Vallombrosa ed infine Abate d’Astino nel 1632, incarico che tenne sino al 1638. Era dotto nelle lettere umane, nella musica e nella poesia, materie delle quali diede alle stampe stimate composizioni, delle quali però ignoriamo i titoli. Fu anche bravo scrittore di libri corali. Con molti altri dotti creò nel Monastero della Santa Trinità in Firenze l’Accademia degli Spensierati, nella quale ebbe il titolo di Remoto. Viene molto lodato per pietà, bontà religiosa ed esempio di vita. Nel 1632 ad Astino fece traslare un’antica immagine miracolosa della Madonna e collocarla sopra l’altare a lei dedicato e decorare la cappella con stucchi. Vi fondò anche la confraternita del Santissimo Rosario il 7 febbraio 1638. Arricchì la chiesa di alcuni preziosi ornamenti. Fece realizzare una tavoletta per le orazioni segrete per l’altar maggiore con fondo d’ebano veneziano circondato con liste e figurine d’argento. In data 23 aprile 1633 scrisse da Astino una lettera al cardinal Carlo Medici, nella quale parla dello stato economico del monastero e chiede che si faccia “più giustizia ai Lombardi”. Fu uno degli otto definitori eletti nel Capitolo del 29 aprile 1640 ed in quello dell’11 aprile 1642. Il 20 aprile 1643 da Pavia donò alla Biblioteca del Monastero di Astino tutti i suoi libri musicali manoscritti e stampati, nonché quelli di prediche, orazioni, spirituali, belle lettere, poesie lateine e bvolgari, teologia e filosofia ed altri con la cassa si trovavano, riservandosene però l’uso a vita. Il 22 settembre, pur essendo abate di Pavia, non pontendo rimanervi per la guerra, si stanziò di famiglia ad Astino e fu ricevuto con affetto. Rinunziò poi alla carica di Abate “per servire Dio con maggiore libertà” e per l’età avanzata e scelse di passare il resto della propria vita ad Astino. Quando era priore di Sesto venne creato vicario di Lombardia della Congregazione vallombrosana il 17 settembre 1644, incarico mantenuto per tre anni sino alla morte nel 1646. Per questo rinunzò all’abaziato di Pavia ed il 9 ottobre gli venne dato un successore. Allora Astino era ancora sede di vicari separati e distinti dall’abate del Monastero. Padre Ignazio Guiducci Abate d’Astino (1642-1646) nel 1646 scrisse l’opera Astino 1646 Compendio delle Scritture del Monastero di Astino del Padre Abate D. Ignatio Guiducci, dedicandola, con lettera 1° marzo 1646, proprio al Lupi, allora vicario nella Lombardia ed al quale consegnò il volume il 1° aprile. Spirò proprio in quell’anno 1646, il 5 luglio, ad 87 anni, munito dei Santi Sacramenti, essendo priore titolare e vicario generale.