Palazzo Lupi in Redona (Bergamo)

Da EFL - Società Storica Lombarda.

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Gabriele Medolago, Il Castello di Cenate Sotto e la Famiglia Lupi, Amministrazione Comunale di Cenate Sotto, 2003, pp. 172-173:

Almeno dal 1808 il conte Giovanni fu Gaetano Lupi possedette beni a Redona, allora non ancora inglobata nel Comune di Bergamo, in particolare nella zona delle attuali via Legnano-via Buttaro, fra i quali una casa civile, una chiesina ed un fabbricato ad uso di filanda da seta, oltre a numerosi terreni [695].

Alla sua morte, avvenuta a Redona nel 1852, questi beni passarono poi per sostituzione fidecommissaria ai nipoti Caccia, figli di sua figlia Marianna [696]. Anche Lupi appartenenti ad un altro ramo ebbero beni a Redona. Infatti nel 1621 il dottor Vittorio Lupi lasciò, fra l’altro, al fratello Pietro e successori i suoi beni a Redona di San Lorenzo, vicinia fuori le mura, acquistati da Bettino Cornolti di Cortenuova, un terreno contiguo acquistato da Giovanni Battista Ballis di Alzano, una casetta contigua ad uno stalletto, acquistata da Don Silvestro Gallizioli e dal pittore Cabrino Cabrini, oltre al fondo delle case, al cugino Corrado la possessione detta Frangerolo con case, giardino, boschi ed altro, acquistata da Bartolomeo e Darto fratelli Bonetti con tutte le tine, vaselli ed altro. A beneficio delle nubende di Redona riservò un posto nel Legato da lui istituito. Nella seconda metà del XVII secolo in casa di Vittorio Lupi a Redona risiedeva Don Andrea Guerino di 48 anni. Il 28 dicembre 1748 Corrado fu Vittorio Lupi con il suo testamento lasciò erede il nipote Carlo dei beni di Redona con titolo di primogenitura.


NOTE

[695] I co: Lupi possedevano beni a Redona e Gessate Milanese (Camozzi “Famiglie di Bergamo…” 19). Nel 1808 il Lupi possedeva il mappale 43, zerbo detto Mascherone, ed i mappali 75, casa da massaro, 76 prato moronato, 77, 81 ed 82 casa di villeggiatura, 78 e 79 casa rustica con filanda di proprio uso, l’80 giardino, 83 brolo, 84 piazzale davanti alla chiesa, 85 aratorio moronato, 86 casa da massaro, 86 1/2 orto, tutti detti Stroppa ed 87 detto Grommi casa da massaro. Il 44 zerbo ed il 45 prato, detti Mascherone, il 46 casa di villeggiatura ed il 47 casa da massaro erano invece di Elena fu Franc. Sonzogno. Il mappale D, oratorio sotto il titolo di S. Maria, era del Comune che possedeva anche il brolo 48 ed il viale 49, tutti e tre detti Stroppa. Il mappale E era di Pietro, Giacomo e Domenico fratelli Maffeis, era oratorio sotto il titolo di S. Maria ed era detto Cascina di Maffeis. Nel 1841 Gio: possedeva ancora, fra l’altro, un fabbricato ad uso di filanda da seta mappale79, una casa civile (77 e 78), una casa civile (46) (Catasto Redona). Nel 1853 fra i suoi beni troviamo il mappale 40 oratorio privato, il 46 casa civile, il 79 fabbricato ad uso di filanda da seta, oltre a numerosi mappali attorno fra i quali i 43-49, 52-59, 61-64.

[696] Questi beni il 23/6/1853 vennero accatastati come eredità del co: Gio: Lupi amministrata da Marianna Lupi in Caccia. Il 28/8/1856 vennero accatastati a Marianna usufruttuaria ed a Maffio di Giulio Caccia proprietario per beni per sostituzione fidecommissaria. Il 4/10/1870 a Marianna e consorti, nel 1879 al figlio nascituro primogenito di Maffio, poi a Gio: fu Giulio Caccia ed il 28/10/1880 portati a Gio: fu Giulio Caccia.