Pezzoli

Da EFL - Società Storica Lombarda.
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Spreti, vol. V, p. 310
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Vittore Ghislandi (Fra' Galgario). Ritratto di Caterina Pezzoli, vedova di Pietro Maria Pesenti

Antica famiglia originaria di Pezzolo in val di Scalve: trasferiti poi da Adrara a Villongo dove risiedevano ancora nel ‘600 e risultavano come “cives Bergomi”e dove una contrada portava il loro nome. A Bergamo figurava residente in Borgo Canale Martino de Pezolis, che nel 1210 era Console di Giustizia, e, probabilmente proveniente da Vigolo**.

Risulta nel 1312 Guglielmo fu Gherardo notaio a Bg**.

Dal 1536 risultano con Gerolamo nel Consiglio di Bergamo. Nel 1600 risultano “cives Bergomi” e troviamo mercanti a Bergamo. Ebbero notevole agiatezza nel XVII sec. con la gestione dei dazi.

Il Consiglio di Bergamo esegue nel 1654 un legato di Giuseppe facendo dipingere sulla facciata del Palazzo Nuovo un Crocifisso in pio ricordo dei Defunti e dopo l’Ave Maria il custode accende due lumi, dice un Pater e suona una campanella.

Molti di loro figurano nel Consiglio della città: nel 1536 Girolamo,nel 1655 Andrea, nel 1667 Giovanni, nel 1683 Antonio.

Nel 1590 Pier Antonio dà alle stampe un suo trattato in latino.

Furono canonici della Cattedrale: Pietro, G. Maria e Bartolomeo **e dal 1679 Giacomo († 1716) e dal 1716 Marco Antonio (1679 ca † 1741 )***.

Ad Osio i fratelli Antonio, Innocenzo e G. Paolo si segnalarono per atti di banditismo signorile.** Tra 1645 e 1680 la famiglia combinò matrimoni con i Vertova, i Calepio e gli Alessandri; Cinzia (o Laura) Pezzoli sposa nel 1667 Pietro Maria Pesenti*.

Acquistarono dai Sozzi una dimora in Mercato delle Scarpe e dai Tasca beni in Boccaleone e Campagnola (1654).

Troviamo nel 1783 un Coriolano e nel 1796 un Antonio e nel minor Consiglio nel 1799 un Coriolano (da V. Spreti che non è chiaro nel finale).

All’inizio del XIX sec. i Pezzoli d’Albertone erano i più censiti a Bergamo: avevano 7 fattorie, un palazzo e nell’ex Abbazia di S. Simone e Giuda in via Masone tentarono di introdurre cedraie, come sul Benaco, su consiglio di Alessandro Barca, Rettore dell’Università di Padova.

Alla fine dell’Ancien regime possedevano case in San Cassiano, Mercato delle Scarpe, via Tassis e dall’ex palazzo del Podestà fino a via Salvecchio. I fratelli Giovanni, Ferdinando e l’abate Innocenzo furono tra i primi rivoluzionari filo-francesi. L’abate Camillo fu tra gli autori de “Il giornale degli uomini liberi” e municipalista nel 1801. Ebbero a Bonate Sotto una villa con opere del Bonomini e una villa, poi Passi, a Villongo San Pilastro. Giovanni, notaio, traduttore di Cicerone e Orazio, zio di Marco Alessandri, successe al Mascheroni come presidente della Società di Pubblica Istruzione; Lucilia, patriota, sposò il conte Macassoli; Antonio ed Eugenio collaborarono col Camozzi nella liberazione di Bergamo nel ‘48.

Della tradizione di industria tessile dei Pezzoli si ha notizia in Leffe dalla metà del ‘700.

Il Chierico Camillo era invece anti francese e venne arrestato e poi rinchiuso nel castello di Cattaro per tre anni**.

Un ramo importante (quello dei conti Pezzoli d’Albertone si era forse staccato dagli altri che continuano) si estinse con il Nob Cavaliere della Corona Ferrea Giuseppe Pezzoli d’Albertone († 1819) nei suoi eredi GOLTARA e POLDI, che aggiunsero al loro cognome il nome “Pezzoli d’Albertone” (e nei Bonomi ? palazzo e dipinti come?). [GPA]

Genealogia

Genealogia Pezzoli

Stemmi

ARMA: D’argento al piede destro di carnagione al naturale. (Sala I, D. 8, 8, carta 121, Biblioteca Civica di Bergamo - stemma di Antonio Pezzoli q. Lodovico, vicario della Val Brembana Superiore, 9 settembre 1690).

Alias: Troncato: nel 1° d’azzurro; nel 2° d’argento al piede sinistro di carnagione al naturale con la fascia di rosso indivisa sulla troncatura. (Stemmario Castello, pag. 221; raccolta Camozzi, n. 3287. Stemma veduto nel Castello di Costa di Mezzate, a Villongo S. Pilastro ed a Bergamo nel vicolo S. Carlo).

Alias: Troncato: nel 1° d’azzurro; nel 2° d’argento al piede destro di carnagione al naturale rivoltato; con la fascia di rosso indivisa sulla troncatura. (Raccolta Camozzi, n. 1520; Anonimo, p. 1; Pagano, p. 118; Castello, p. 22).

Alias: Troncato: nel 1° d’oro all’aquila di nero; nel 2° d’argento al piede sinistro di carnagione con la fascia di rosso indivisa su la troncatura. (Raccolta Camozzi, n. 1530; Anonimo, p. 1).

Alias: Partito: nel 1° troncato: a) d’oro all’aquila di nero; b) d’azzurro al piede sinistro d’oro con la fascia di nero indivisa sulla troncatura; nel 2° di rosso al leone d’oro. (Stemma del nobile Gaetano, ultimo del ramo riconosciuto nobile).

Alias: Troncato: nel 1° d’oro all’aquila bicipite di nero; nel 2° d’argento a tre monti di verde moventi dalla punta, sormontata ogni cima da una fiamma di rosso. (Raccolta Camozzi, n., 2700; Castello, pag. 32).


Storia

Personaggi

Dimore

Bergamo

Iconografia

Ritratti e dipinti

Archivio fotografico

Fonti

Presso la Biblioteca Civica 'A. Maj' di Bergamo sono conservate le pergamene relative alle seguenti persone (per maggiori dettagli vai al sito):

Pezzoli Andrea, 1187 perg 1544

Pezzoli Giovanni (eredi di -), 1197 perg 1858

Pezzoli Giovanni fu Andrea, di Prato della Rovere, 1219 perg 1535

Pezzoli Nantelmino fu Lanfranco, 1246 perg 1313

Pezzoli Pietro fu Andrea, di Prato della Rovere, 1217 perg 1541

Pezzoli Zanotto fu Bartolomeo, di Bergamo, 1453 perg 3319

Bibliografia

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. V, pp. 310-3118:

Lo stemma Pezzoli è parlante: venne formato in tempi non molto lontani e ricavato dalla radice latina «Pes». Il cognome deve aver avuto origine anticamente dalla contrada di Pezzolo in Val di Scalve, dalla quale i Pezzoli sarebbero discesi. Esso vive ancora in famiglie non nobili della Provincia di Bergamo. Le famiglie nobili Pezzoli sono tutte estinte. Anche la famiglia bergamasca dei Pezzoli d’Albertone, che nel secolo XVIII, colle esazioni dei dazi, accumulò immense ricchezze, si è spenta nei Goltara, originati di Mantova. Questa famiglia Pezzoli era, al principio del secolo XIX, la più censita di Bergamo; aveva sette fattorie, amministrazione centrale e palazzo nell’ex-abbazia di San Simone e Giuda in Bergamo, via Masone, dove, seguendo i consigli del padre Alessandro Barca, rettore della Università di Padova, aveva tentato d’introdurre cedraie simili a quelle della Riviera Benacense.

I Pezzoli di Bergamo hanno lasciato qualche memoria nella loro città. PIERANTONIO, nel 1590, diede alle stampe: Annus scientialis per theoremata compactus.

Nell’anno 1654 il Consiglio di Bergamo deliberò fosse eseguito un legato di GIUSEPPE PEZZOLI: cioè che fosse dipinto sulla facciata del Palazzo nuovo un Crocifisso, a pio ricordo dei defunti. V’era sopra una campanella, ed ai fianchi erano due torcie: un’ora dopo l’Ave Maria il custode del Palazzo sonava la campanella, accendeva le torcie, recitava un Pater e le spegneva. (Atti del Comune, carta 145).

GIOVANNI Pezzoli diede alle stampe: Il modello dell’ottimo Pretore proposto da Marco Tullio Cicerone a Quinto suo fratello (epistol. I, libro I; volgarizzamento presentato a S. E. Giovanni Francesco Corraro, podestà e vice Capitanio, Bergamo, Locatelli, 1776); tradusse anche Orazio e ne 1803 pubblicò: Regola pratica e compiuta di allevare li bigatti, felicemente, stabilita sul confronto delle più costanti ed evidenti esperienze. (Bergamo, Antoine). Poesie d’occasione ci lasciarono: GIUSEPPE (1730, 1735, 1745); FERDINANDO (1771); GIOVANNI (1759, 1787).

Nel Registro dei Consiglieri di Bergamo sono descritti: GIROLAMO (1536), ANDREA (1655), GIOVANNI (1667), ANTONIO (1683), FERDINANDO (1685), BARTOLOMEO (1689), FRANCESCO (1698), FORTUNATO (1699), CARLO (1713), GAETANO (1727), GIUSEPPE (i735), PIETRO (1748), LODOVICO (1752), GIOVANNI (1772), FERDINANDO e CORIOLANO (1783), ANTONIO (1796), GAETANO (1799).

Nell’elenco 1815-1828 sono iscritti: FERDINANDO e ANTONIO; in quello del 1840: ANTONIO, GIACINTO, GIUSEPPE e ANTONIO.

Giacinto, Giuseppe ed Antonio non ebbero discendenza; da Antonio, sposato con la nobile Lochis, è nato GAETANO, il quale pure non ha avuto discendenza.

La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Nob. Ital. col titolo di nobile (mf.), in persona dell’ultimo iscritto, ANTONIO q. Giuseppe (1818).

g. l. [Giuseppe Locatelli]


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