Pietro Agliardi (20)

Da EFL - Società Storica Lombarda.
(1860 ca.).
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Pietro Agliardi, Caccia nella valletta delle bonghe sui colli di Sombreno. Sullo sfondo la Valle Imagna tra l’Albenza e il monte Ubbiose, Bergamo, Coll. Agliardi
Pietro Agliardi, La valle del Dezzo, Olio su tela, cm 90x 136, Bergamo coll. Agliardi
Pietro Agliardi, Vallata bergamasca con viandanti, Olio su tela, cm 113 x 75, Bergamo coll. privata
Pietro Agliardi, Un torrente di montagna, Olio su tela, cm 73 x 84, Bergamo coll. privata

(22 maggio 1825 † 21 marzo 1886)

Genealogia

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Figlio di PAOLO e di Marianna dei Conti Pesenti

Sposò il 18 agosto 1857 Elisabetta Caroli di Ludovico e Anna Cattaneo (sorella di Luigi Caroli, garibaldino, morto in Polonia).


Figlie: MARIA ANNA (5/6/1858 † 14/5/1914) sposa Co. Cesare Camozzi figlio del Co. Senatore G. Battista e di donna Giovanna Giulini della Porta. CAMILLA (9-9-1859 [?] + 24-5-1916) sposa il 15-2-1879 il C.te Antonio Ludovico Maffeis di Cisana figlio del C.te G. Battista e di Agnese Caroli.

Pietro fece parte del Comitato di pubblica sicurezza durante la rivoluzione del ‘48 . Fu pittore paesaggista di scuola romantica (allievo di Costantino Rosa, del quale si conservano alcuni dipinti nella raccolta Agliardi) con l’amico Marenzi. Per documenti che lo riguardano vedi (G/8/l:l6)


MARGHERITA ZANARDI RICCI

PIETRO AGLIARDI

[tratto da I Pittori Bergamaschi dell’Ottocento, Raccolta di studi a cura della Banca Popolare di Bergamo – Credito Varesino. Bergamo, Bolis, 1992, Volume secondo – Dal Romanticismo al Verismo. Artisti nati tra il 1820 e il 1860 ed operanti entro la fine del secolo, pp. 30-32]

Il Conte Pietro Agliardi, figlio della Nob. Sig.ra Marianna Pesenti e del Conte Paolo Agliardi, residenti in vicolo dei Bettami n. 149, nasce il 22 maggio 1825 e viene battezzato a Bergamo, in S. Alessandro della Cattedrale. La sua vocazione per l’arte lo spinge a dipingere presto partecipando nel 1844, a soli 18 anni, all’esposizione dell’Accademia Carrara con tre studi di soggetto imprecisato (Catalogo Esposizione nn. 32, 33, 34, p. 5). Il pittore Giacomo Gritti lo ritrae giovane, con la tavolozza in mano; si tratta forse dello stesso ritratto commissionatogli dal conte nel 1847 ed esposto alla Carrara (Catalogo, p. 6). Il dipinto reca sul telaio la scritta antica «Giacomo Gritti f.ce».

Nello stesso anno l’Agliardi invia alla mostra della Carrara, sempre in qualità di dilettante, cinque quadri d’invenzione e una Battaglia, copia del Borgognone (Catalogo esposizione, p. 5). Il Fornoni (ca. 1915) reputa opere pregevoli due Battaglie viste in casa Camozzi, una delle quali copia dal Courtois. L’artista risulta attivo e impegnato anche nella vita pubblica: durante i moti del 1848 fa parte del Comitato di Pubblica sicurezza (B. Belotti, 1959). Il conte continua con passione la sua attività pittorica e le tele reperite sono soprattutto paesaggi: il dipinto Un torrente di montagna del 1855, con figure e macchiette appena abbozzate, rivela un discreto paesaggista. Il suo apprendistato in questo genere pittorico, secondo il Fornoni, si attuò alla scuola di Cesare Cavalié, ipotesi improbabile poiché all’epoca il Cavalié aveva vent’anni. In quel periodo, invece Marenzi e Costantino Rosa dipingevano temi analoghi sullo stile del pittore Calame. La composizione del dipinto sopracitato risulta più vicina ai paesaggi del Rosa, con tonalità meno sfumate. Nel 1916 viene esposto alla mostra a beneficio della Mobilitazione civile e Croce rossa un suo Paesaggio (p. 13 n. 131), di proprietà della contessa Carolina Agliardi. Il 21 giugno 1919, il nipote Conte Giovanni Battista Camozzi dona all’Accademia Carrara un paesaggio, La valle del Dezzo, stilisticamente affine alla tela eseguita nel 1855.

Il dipinto Vallata bergamasca con viandanti esposto nel 1933 con il n. 19 alla «Mostra dei paesisti bergamaschi dell’800» in piazza Dante a Bergamo, presenta una composizione di più ampio respiro: zona di penombra in primo piano, dove s’intravedono le figure dei viandanti; in secondo piano un raggio di sole illumina la strada e il ciclo.

Il 10 agosto 1857 Pietro Agliardi sposa in S. Alessandro in Colonna Giovanna Elisabetta Caroli, figlia di Ludovico Caroli e di Anna Cattaneo.

Il 5 giugno 1858 nasce la figlia Maria Anna e viene battezzata in S. Alessandro della Croce (Nati 1856-58, XIII, Tav. 76, n. 127). Il 9 settembre 1860 nasce a Sombreno, la figlia Camilla.

L’Agliardi l’8 settembre 1863, fa da testimone con Luigi Sozzi al matrimonio del pittore Costantino Rosa con Zambelli Luigia Ester Terza, celebrato in S. Alessandro in Colonna.

Il 30 giugno 1864 il prof. Scuri nel rapporto alla Commissaria per la «Esposizione finale» cita i pittori paesaggisti tra cui: il Cavalié, Costantino Rosa, il Marenzi, il Bettinelli, il Tasca, il Reichman e dice di aver chiesto opere per l’esposizione anche a Pietro Agliardi e al nobile Giovanni Brentani (Archivio Accademia Carrara, Esposizioni 1878-1907).

Il 18 giugno 1865 muore il cognato patriota Luigi Caroli, dopo lunga prigionia a Kadaja in Siberia, all’età di soli 32 anni. La tragedia fece soffrire le due famiglie Caroli e Agliardi, ed era conosciuta da tutti i bergamaschi (cfr. lettera di Alessandro Coghetti al fratello Francesco del 1863).

Il 23 aprile 1866 l’Agliardi viene eletto, con quattro voti favorevoli e due contrari, commissario dell’Accademia Carrara ed eserciterà tale compito, sino alla morte. Il padre Paolo aveva occupato la carica di presidente della Commissaria dal 28 febbraio 1840 al 23 marzo 1866 (Archivio Accademia Carrara).

Dal 1866 esercita per ben diciotto anni la carica di consigliere della Congregazione di carità, eletto dal Consiglio comunale.

Nel 1882 commissiona a Giovanni Pezzotta, già autore di un suo ritratto, un dipinto dal titolo Un vezzo. La tela viene esposta all’Accademia il 5 febbraio, nel salone della Galleria («L’Eco di Bergamo», 4-5 febbraio, p. 8).

Il 7 maggio del 1882 muore a soli 23 anni la figlia Camilla Angela Maria, sposata con il conte Antonio Ludovico Maffeis. Questo lutto colpisce profondamente il conte Agliardi. Il 21 marzo del 1886, ritornato da Roma con la consorte, viene colto da malore mortale. Muore all’età di anni 6l nella sua abitazione di via Broseta 52 («L’Eco di Bergamo» 23 marzo).

Il 24 marzo, i funerali vengono celebrati in S. Alessandro in Colonna. Il conte Detesalvo Lupi e il Nobile Finardi lo commemorano come uomo e come cittadino. Il Conte Finardi ricorda che «nell’amministrazione della Carrara aggiungeva competenza speciale, nudrita di buoni studi, accompagnata da un amore grandissimo, anzi un vero culto per l’arte, e la sua buona ed efficace influenza, era accresciuta dalla familiarità affettuosa, colla quale usava verso i giovani artisti..., ai quali era largo di consiglio, di conforto e di appoggio d’ogni maniera» («Gazzetta Provinciale di Bergamo», 24 marzo).

Nel 1933, nell’articolo sulla mostra «I Paesisti bergamaschi dell’Ottocento», il Vajana (p. 379) scrive che l’Agliardi aveva intuito l’evoluzione dal paesaggio romantico a quello ripreso dal vero. Le sue tele presentano uno stile omogeneo e dai dipinti considerati, l’artista appare non solo un buon dilettante, come è stato definito dal Perlini (1938, p. 146), ma un più che dignitoso rappresentante dei paesaggisti bergamaschi.

FONTI DOCUMENTARIE

1822-1829 Libro dei Nati, II, tav. 19, n. 39, Bergamo, Archivio parrocchiale di S. Alessandro della Cattedrale. Archivio Accademia Carrara:

Verbali di seduta dal 16 gennaio 1815 al 31 dicembre 1925, n. 73;

Consigli 1856-66, falcione X;

Rapporto del prof. Enrico Scuri alla Commissaria, 30 giugno 1864, Esposizioni 1878-1907, IV.

Legato Giovanni Battista Camozzi, 14 maggio 1919, Legati e cloni 1906-31, Suddivisione 4.

1816-1893 Libro dei nati, Sombreno, Archivio parrocchiale della Natività di Maria Vergine.

1856-1858 Libro dei nati, XIII, tav. 76, n. 127, settembre, Bergamo, Archivio parrocchiale di S. Alessandro della Croce.

1856-1860 Libro dei matrimoni, XII, tav. 19, n. 54, Bergamo, Archivio parrocchiale di S. Alessandro in Colonna.

1860-1864 Libro dei matrimoni, XIII, tav. 19, Bergamo, Archivio parrocchiale di S. Alessandro in Colonna.

1880-1886 Libro dei morti, XXXIV, n. 62, Bergamo, Archivio parrocchiale di S. Alessandro in Colonna.

1882-1889 Liber defunctorum, n. 3, Bergamo, Archivio parrocchiale di S. Alessandro della Croce.

BIBLIOGRAFIA

1839 R. Perlini, Cesare Cavalle, in «Bergomum», luglio-settembre, p. 146.

1844, 1847, Esposizione dei concorsi a premi e delle opere degli artisti e dilettanti allievi dell’Accademia Carrara in Bergamo, Bergamo, Crescini.

1869 Cronaca locale: Concorso artistico, in «La Provincia di Bergamo-, 18 agosto.

1878 Cronaca locale: Accademia Carrara, in «Gazzetta Provinciale di Bergamo», 17 agosto, n. 192.

1882 Esposizione di opere di Belle Arti nella Accademia Carrara, p. 8, Bergamo, Bolis.

1886 Necrologio, in «L’Eco di Bergamo», 22 marzo, Bergamo.

1886 Necrologio, in -Gazzetta Provinciale di Bergamo», 23 marzo.

1886 Cronaca: Funerale, in «L’Eco di Bergamo», 24 marzo.

1886 G. Finardi-D. Lupi, In mone di Pietro Agliardi, in «Gazzetta Provinciale», n. 68, 24 marzo.

(ca. 1915-20) E. Fornoni, Pittori bergamaschi, ms., I, p. 20, Bergamo, Curia vescovile.

1916 Circolo Artistico Bergamasco, Mostra d’arte a beneficio della Mobilitazione Civile e Croce Rossa, catalogo delle opere esposte (agosto-settembre), Bergamo, Bolis.

1933 Per una mostra di pittori bergamaschi dal ‘600 all’800, in «L’Eco di Bergamo», 18 maggio.

1933 L’inaugurazione della Mostra dei paesisti bergamaschi dell’800, in «L’Eco di Bergamo», 8 luglio.

1933 A.Vajana, Paesisti bergamaschi dell’800, in «La Rivista di Bergamo», ottobre, pp. 374, 379.

1939 R. Perlini, Pittori paesisti bergamaschi dell’Ottocento, p. 146, Bergamo, Ed. Orobiche.

1944 R. Bassi Rathgeb, Paesisti bergamaschi dell’Ottocento, p. 43, Bergamo, Ed. Orobiche.

1959 B. Belotti, Storia di Bergamo e dei Bergamaschi, VI, p. 84, Bergamo, Bolis.

1970 A. Comanducci, Dizionario illustrato dei Pittori Disegnatori Incisori italiani moderni e contemporanei (4a ediz.), V, p. 17, Milano, L. Patuzzi.

1979 F. Rossi-R. Paccanelli, Accademia Carrara Bergamo, catalogo dei dipinti, Bergamo, Gutenberg Ed. 1989 P. Mosca, Arte e Costume a Bergamo, Ottocento e Novecento, pp. 296, 336, Bergamo, Grafica e Arte.