Pozzo (dal)

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Versione del 20 mag 2019 alle 02:02 di Odecarli (Discussione | contributi)

(diff) ← Versione meno recente | Versione attuale (diff) | Versione più recente → (diff)
Spreti, vol. V, p. 485

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. V, pp. 485-488:

Numerose sono le stirpi di questa famiglia, le quali si trovano sparse in tutta Italia ed anche in Francia e tutte ugualmente ragguardevoli ed illustri per dignità, cariche ed onori. La tradizione della origine romana e della discendenza da una famiglia Scribonia ha carattere di leggenda. Recenti studi riallacciano i Dal Pozzo ai Signori di Rovereto e di Gamondio (Alessandria), ed Alessandria appare come il luogo di origine della famiglia, dal quale, col volgere del tempo, essa si diramò per diverse linee (di cui molte oggi estinte) in varie località del Piemonte e del Ducato di Savoia (Biella, Vercelli, Ivrea, Cuneo, Monferrato, Nizza Marittima) e si estese anche per altre regioni d’Italia (Pavia, Lodi, Piacenza, Parma, Napoli, Sicilia, Verona, Venezia, Siena, Pontremoli, Pisa). Certo è che fino dal secolo XII la famiglia era iscritta al Decurionato di Alessandria, e che i nomi di molti dei suoi componenti, decurioni, giureconsulti, uomini d’arme e dignitari ecclesiastici, seguitisi per lunghissima ed ininterrotta serie di anni, s’intrecciano alle vicende storielle della città e delle regioni circostanti. La linea principale, rimasta fino ai giorni nostri legata alle terre da cui ebbe origine la schiatta, si continua tuttora nei Dal Pozzo del ramo investito più tardi del Marchesato di Annone.

Di uno dei rami collaterali, un GIACOMO, illustre giureconsulto, docente di diritto a Pavia ed in altre Università, autore lodato di opere giuridiche e maestro di Giasone del Maino, nominato senatore da Francesco Sforza, duca di Milano, veniva pure da questi investito in data 2 luglio 1463, per sé ed eredi, del Feudo signorile di Retorto e Portauova (Alessandria) con tutti i diritti inerenti. Estintasi in proseguo di tempo la discendenza di Giacomo, questo ramo laterale si ricongiunse con quello dal quale aveva avuto origine, dei Dal Pozzo divenuti poi marchesi di Annone, che ne furono i legittimi eredi (1700) e continuarono nella signoria del ricordato Feudo di Retorto e Portanova, mantenendo poi, per lungo tempo ancora, la proprietà di quelle terre. Per quanto nel succedersi di secoli e di vicende la famiglia si sia andata diramando per varie città e regioni, pure più intimamente legata rimase sempre al Piemonte ed al Ducato di Savoia. Fra i suoi rappresentanti più degni di ricordo è CASSIANO Dal Pozzo, del ramo biellese, che, sotto i duchi Carlo II ed Emanuele Filiberto di Savoia, fu consigliere ducale dal 1529, senatore dal 1537, presidente patrimoniale generale e primo presidente del Senato di Piemonte.

Del ramo tuttora esistente, discendente diretto, come già menzionato, dal ceppo originario di Alessandria, e trapiantatosi da ormai 30 anni a Milano e sul Lago Maggiore (Oleggio Castello, Belgirate), CLAUDIO, figlio del giureconsulto BONIFACIO, nel 1633 (gennaio 29), acquistava il feudo di Annone, che era tornato alla Corona per la morte di Antonio Beccaria, precedentemente investitone, e Filippo IV, con diploma in data 1° marzo 1637, approvando tale acquisto, decorava detto feudo del titolo marchionale. Il prenominato Claudio sposò nel 1610 Barbara Guasco di Solero, e fu suo figlio secondogenito BONIFACIO (n. 1610, † 28 gennaio 1639), il quale sposata, nel 1634, Bona Visconti, continuò la linea. Da lui nacque nel 1635 GASPARE ANTONIO MARIA, che fu capitano di cavalli e che morì nel 1639. Seguirono successivamente CLAUDIO (n. Retorto, 12 novembre 1666, † 11 maggio 1738), BONIFACIO (n. Rertorto, 23 aprile 1712, † 1799), CLAUDIO GEROLAMO (n. Retorto, 2 settembre 1759, † Milano, 5 dicembre 1832), BONIFACIO (n. Retorto, 5 dicembre 1813, † Alessandria, 6 marzo 1894) e CLAUDIO (n. 1841, † 25 aprile 1885). Questi sposò (1870) Maura Ponti e da queste nozze nacquero: FRANCESCO (n. Torino, 30 gennaio 1871), BONIFACIO (n. Milano, 22 dicembre 1872), CORRADO (n. Milano, 20 ottobre 1875) e Virginia (n. marzo 1879).

Francesco, il quale fu riconosciuto nei titoli con D. P. del 21 aprile 1927, sposò (1904) Claudia Figarolo di Gropello Tarino e sono suoi figli: BONIFACIO (n. Milano, 22 ottobre 1905), Maura (n. Belgirate, 21 maggio 1907), LUIGI (n. Belgirate, 10 novembre 1909) e Maria Teresa (n. Milano, 4 febbraio 1920). Bonifacio sposò (1902) Antonietta Lurani Cernuschi dei conti di Calvenzano e sono suoi figli: CLAUDIO (n. Milano, 11 maggio 1903), FRANCESCO (n. Milano, 11 dicembre 1904) e Maura Cecilia (n. Milano, 16 aprile 1907). Corrado sposò (1904) Emilia Ricotti Prina e sono suoi figli: CLAUDIO, Cristina e CORRADINO.

La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. coi titoli di marchese di Annone (mpr.), patrizio di Alessandria (m.), nobile (mf.), trattamento di don e donna (mf.), in persona di FRANCESCO, di Claudio, di Bonifacio.

Figli: BONIFACIO, Maura, LUIGI, Maria Teresa.

Fratelli: BONIFACIO, CORRADO, Virginia in Tortora-Brayda.

Figli di Bonifacio: CLAUDIO, FRANCESCO, Maura Cecilia in Lodalo d’Oria.

Figli di Corrado: CLAUDIO, Cristina, CORRADINO.


Altro ramo

Ramo della famiglia Dal Pozzo di Alessandria. Appartenne ad essa GIUSEPPE ANGELO FRANCESCO (n. 2 ottobre 1711, † Moncalvo, 13 dicembre 1796), figlio del capitano Ferdinando, il quale acquistò il feudo di Castellino e S. Vincenzo il 9 novembre 1789 dalla contessa Matilde Penci-Perrone della Torre, del quale fu investito con titolo comitale il 23 luglio 1791. Sposò costui Teresa Cristina Della Valle di Soglio, e furono suoi figli, fra gli altri, ALFONSO e FERDINANDO. Quest’ultimo, il quale nacque a Moncalvo il 25 novembre 1768 e morì in Torino il 29 dicembre 1843, fu insigne magistrato ed ebbe le cariche di primo presidente della Corte Imperiale di Genova (1814) e di primo segretario per l’interno (1821). Il 20 agosto 1809 era stato creato barone dell’Impero Francese. Fu compromesso nei moti del 1821, e dovette esulare a Ginevra, ma allontanato da quel governo nel 1823, esulò a Londra e successivamente a Parigi e solo potè ritornare in patria nel 1838 essendo stato prosciolto dal Re Carlo Alberto. È l’autore della famigerata opera: «Della felicità che gli italiani possono e debbono dal governo austriaco procacciarsi» (1833). Alfonso (n. Moncalvo, 11 marzo 1758, † Torino, 4 gennaio 1847) sposò Maria Tecla Cisa Asinari di Grésy, e furono suoi figli SEBASTIANO e GIUSEPPE, dal quale ultimo origina una linea secondogenita. Da Sebastiano (n. Asti, 22 agosto 1794, † Torino, 3 dicembre 1867), che fu generale dei carabinieri, nacque FERDINANDO (n. Mondovì, 25 ottobre 1822, † 30 aprile 1881), che fu ufficiale di cavalleria, il quale dalle sue nozze (1846) con Margherita d’Hötwös, ebbe, fra gli altri, CARLO (n. Torino, 11 settembre 1849, † Montebello, 16 aprile 1898), ALFONSO (n. Torino, 22 luglio 1852) e CLEMENTE (n. Torino, 14 novembre 1853). Da Carlo nacque ALBERTO (n. Torino, 28 marzo 1886, † 1922) e FRANCO AUGUSTO (n. Pavia, 3 gennaio 1889). Figlio di Alberto è CARLO (n. postumo Milano, 1° gennaio 1923).

Alfonso (n. Torino, 22 luglio 1852), capitano di cavalleria, sposò (1883) Elisa Ferrari Corbelli e sono suoi figli: AROLDO (n. Firenze, 4 maggio 1885), capitano di cavalleria, FERDINANDO (n. Firenze, 5 marzo 1888), ingegnere, SEBASTIANO (n. Firenze, 20 gennaio 1891), Elisa (n. Firenze, 19 gennaio 1892) e CARLO (n. Firenze, 11 dicembre 1896). Figli di Aroldo sono: Cristina (n. Treviso, 11 marzo 1916), UMBERTO (n. Viareggio, 17 gennaio 1919) e Teresa (n. Venezia, 25 settembre 1923). Figli di Carlo sono: GERARDO (n. Torino, 13 ottobre 1922) e Lodovica (n. Torino, 18 ottobre 1923).

CLEMENTE (n. Torino, 14 novembre 1853) ebbe dalle sue nozze con Giuseppina Minoprio: SILLA (n. Pavia, 13 giugno 1882) e Margherita (n. Pavia, 20 luglio 1883).

GIUSEPPE (n. Asti, 10 giugno 1800, † Moncalvo, 29 agosto 1851) fu capitano di fanteria, ma dovette allontanarsi dall’esercito essendosi compromesso nei moti del 1821. Da lui nacque ALFONSO (n. Moncalvo, 19 luglio 1848), che dalle sue nozze (1876) con Ortensia, di Adolfo Testafochi, ebbe, fra gli altri, GIUSEPPE (n. Moncalvo, 25 febbraio 1888, † Alassio, 27 aprile 1923) e Maria Ferdinanda (n. Moncalvo, 21 giugno 1880).

La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Ttal. col titolo di conte di Castellino e S. Vincenzo (mpr.), in persona di CARLO, di Ferdinando, di Sebastiano, di Alfonso, di Giuseppe Angelo Francesco.

Figli: ALBERTO, FRANCO AUGUSTO.

Fratelli: ALFONSO, CLEMENTE.

Figli di Alfonso: AROLDO, FERDINANDO, SEBASTIANO, Elisa.

Figli di Clemente: SILLA, Margherita.

Cugini: ALFONSO ed Emilia, di Giuseppe, di Alfonso, di Giuseppe Angelo Francesco.

Figli di Alfonso: Maria Ferdinanda, GIUSEPPE.

l. b. [Luigi Borello]


Genealogia

Genealogia dal Pozzo

Stemmi

ARMA: D’oro, al pozzo di rosso murato di nero, sostenuto da due draghi di verde, alati, affrontati e controrampanti, linguati dì rosso con le code attorcigliate e passate in croce di Sant’Andrea.

CIMIERO: Un’aquila di nero coronata di oro.

MOTTO: Turbina nunquam.

Stemmi famiglia dal Pozzo

Storia

Personaggi

Dimore

Alessandria e Retorto fino al 1894, poi Milano, Oleggio Castello e Belgirate (entrambe in prov. di Novara).

Pavia e Firenze

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Archivi di famiglie e di persone: materiali per una guida, 2: Lombardia-Sicilia, a cura di Giovanni Pesiri, Micaela Procaccia, Irma Paola Tascini, Laura Vallone, Roma, Ministero BBAAC, 1998 (Pubblicazioni degli archivi di Stato. Strumenti; 133), n° 1292.

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/simone-dal-pozzo_%28Dizionario-Biografico%29/

Sitografia

Documenti

Collezioni

Note