Trecchi

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Spreti, vol. VI, p. 698
Spreti, vol. VI, p. 698

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. VI, pp. 698-700:

Antica famiglia cremonese, che fu ascritta all’Ordine decurionale sin dal 1087 con ALBERTONE de’ Trecchi, e, dopo di lui, altri quaranta di sua famiglia furono decurioni della città, gli ultimi dei quali, GIACOMO e MANFREDO furono eletti nel 1769, mentre GABRIELE, senatore, fu eletto decurione nel 1137, e CORNELIO, pure senatore, nel 1900. ANTONIO, con istrumento 6 febbraio 1453 del notaio Leonardo Sacchi di Lodi, ottenne la cittadinanza lodigiana per sé e discendenti.

GIACOMO, coi figli GIOVANNI, ANTONIO e GIACOMO, di Antonio, furono iscritti nelle matricole mercantili di Cremona, tutti della vicinanza di S. Vincenzo.

Un altro ANTONIO, figlio di altro GIACOMO, decurione nel 1474, fu ammesso il 12 novembre 1504 nel Collegio dei nobili giureconsulti di Cremona, poi fu eletto decurione nel 1511, oratore presso Lodovico Sforza, senatore dello stato di Milano, e consigliere del duca Massimiliano. Il detto Antonio, coi fratelli LUDOVICO e GEROLAMO, con privilegio 13 luglio 1509, furono confermati nelle esenzioni già loro concesse da Luigi XII, re di Francia e duca di Milano.

A GIACOMO, preposto della Collegiata di S. Agata in Cremona e protonotario apostolico, l’imperatore Carlo V, con privilegio 1° settembre 1536, riconfermò le immunità già concesse il 31 marzo 1527 dal duca Francesco II Sforza al senatore ducale ANTONIO, suo padre e tale riconferma estese anche ai fratelli di Giacomo: PIER FRANCESCO, GIAN LODOVICO e SIGISMONDO. Ospitarono costoro, per sette giorni, nel loro palazzo in Cremona, il detto imperatore, quando si recò in detta città per la terza volta con Ercole, duca di Ferrara.

GALEAZZO, decurione nel 1572, fu poi dal generalissimo in Lombardia di S. Maestà Cesarea, Giacomo Boncompagni duca di Sora, nominato commissario sopra le truppe dello stato di Milano, con patente 21 luglio 1592.

Dai nominati Pier Francesco e Gian Lodovico, figli del senatore Antonio, si diramarono due linee della famiglia e delle quali una è estinta.

Da Gian Lodovico, decurione nel 1564, colonnello negli eserciti di Enrico III, re di Francia, nacque MANFREDO, al quale nel 1590, con rogito del notaio piacentino Cesare de Gadio, cancelliere della comunità di Piacenza, fu conferita, per lui e discendenti, la cittadinanza piacentina. Fu questi anche decurione di Cremona nel 1606. Fu suo figlio GIOVAN BATTISTA, cavaliere di S. Jago e decurione di Cremona nel 1632, e al quale la R. ducale Camera di Milano, il 1° luglio 1621, diede il possesso della metà per indiviso del feudo di Binanova e Scandolara - Riva d’Oglio, in vigore della vendita fatta allo stesso Giovan Battista in via d’allodio, il 26 febbraio 1620 da Giovan Pietro Barbò che l’aveva acquistata da Rocco Flaminio che a sua volta l’aveva comperata da Alessandro Cipriani, di Nicolò, al quale era stata donata da Fabrizio Rezzonico, che a sua volta l’aveva comperata dalla R. ducale Camera, in via d’allodio il 22 febbraio 1570, per il prezzo di lire ottantottomila. Allo stesso Giovan Battista Trecchi, Filippo IV, re di Spagna, con privilegio 16 dicembre 1621, interinato dal senato milanese, come da patenti 5 marzo 1622, concesse il titolo di marchese sulla terra di Scandolara - Riva d’Oglio per sé, suoi figli e discendenti maschi, per linea mascolina, nati legittimi, e procreati da legittimo matrimonio, in ordine di primogenitura.

Inoltre allo stesso ed ai suoi figli eredi e successori in infinito, l’imperatore Ferdinando II, con diploma dato a Vienna 18 dicembre 1626, conferì il titolo di libero barone del S. R. I. e dei paesi ereditari. Di questo diploma non ne venne più trovata traccia negli Archivi pubblici e privati. La ducal Camera di Milano il 20 aprile 1647, vendè in feudo, al predetto Giovan Battista, la terra di Nicco o Annicco nel cremonese, per sé e pei suoi figli legittimi in ordine di primogenitura in infinito, a norma della R. Costituzione e con facoltà di nominarsi un erede in caso di estinzione di linea; la vendita fu fatta per il prezzo di lire quattromila ogni cento fuochi, e di lire cento per ogni tre di rendita feudale e fu immesso nel possesso del feudo il 23 aprile dello stesso anno.

Da Giovan Battista nacque MANFREDO, decurione nel 1653, che, non avendo avuto figli dalla moglie Barbara Schinchinelli, patrizia cremonese, con testamento 23 aprile 1661, ricevuto dal notaio cremonese Carlo Bassano, ordinò una primogenitura in favore del cugino e cognato MASSIMILIANO Trecchi e dei di lui figli e discendenti maschi in infinito, ma dopo la morte di detto Manfredo, il feudo, nel 1663, fu devoluto alla R. ducal Camera di Milano.

Il citato Massimiliano apparteneva al ramo discendente da Pier Francesco, del senatore Antonio, e da lui discendono gli attuali rappresentanti della famiglia. Il citato Pier Francesco, capitano nelle truppe di Carlo V, e poi governatore di Asti nel 1541, fu padre di MASSIMILIANO, decurione nel 1593, e di altro PIER FRANCESCO. Quest’ultimo, decurione nel 1618, ottenne da Filippo IV, re di Spagna e duca di Milano, con patenti 23 aprile 1634, di essere iscritto alla cittadinanza di Milano. Da lui nacque altro MASSIMILIANO, decurione nel 1668, ed in favore del quale e dei suoi discendenti, venne ordinata la su menzionata primogenitura del cugino ed agnato Manfredo, ultimo marchese di Scandolara - Ripa d’Oglio, e il magistrato sopra le R. ducali entrate straordinarie e beni patrimoniali dello stato di Milano, con sentenza 7 settembre 1663, ordinò che al suddetto Massimiliano venisse rilasciato il feudo della metà di Scandolara - Ripa d’Oglio e di Binanova nel cremonese. La metà poi del feudo di Scandolara - Ripa d’Oglio, fu dallo stesso Massimiliano ceduta al marchese Daniele Ala con istrumento 9 giugno 1664, rogato dal notaio cremonese Gian Pietro de’ Clerici, mentre il marchese Ala cede a Massimiliano l’altra metà del feudo di Binanova, permuta approvata dal notaio della R. ducale Camera, Giovan Battista Antoniano, con istrumento 16 giugno 1664. In seguito però, per divergenze legali avvenute fra Massimiliano Trecchi ed i fratelli Ferrante e Giuseppe Caraffini, eredi per via paterna di mons. Lazzaro Caraffini, vescovo di Como, ai Trecchi, per sentenza 30 gennaio 1680 del magistrato dei beni patrimoniali dello stato di Milano, restò soltanto la metà dei feudi di Binanova e Levata.

Da Massimiliano nacque altro PIER FRANCESCO (detto anche MANFREDO), decurione in Cremona nel 1685, al quale la R. ducale Camera di Milano, il 3 agosto 1684, diede in possesso il feudo di Binanova e del luogo di Levata e Torrenova nella provincia di Cremona, e lo stesso, con decreto 24 maggio 1690, fu autorizzato a vendere la metà dei feudi di Binanova e Levata ai fratelli marchesi Cauzzi, che ne furono investiti con istrumenti 14 giugno 1690, a rogito Gian Francesco Barosio, notaio collegiato di Cremona. In fine il predetto Pier Francesco Manfredo, fu investito dalla R. ducale Camera di Milano, con istrumento 18 luglio 1685, rogato dal notaio camerale Giuseppe Benaglia, per sé, discendenti maschi legittimi e naturali, e per ordine di primogenitura, del feudo di Maleo, S. Pietro in Pirolo, Moraro, Comunità dei Trecchi e Chiara Lodigiana, nel contado di Lodi, feudo insigne per la giurisdizione di mero e misto imperio e per i seicento fuochi che conteneva.

Da Pier Francesco Manfredo nacque altro MANFREDO, decurione di Cremona nel 1708, che fu padre di ANTONIO MANFREDO, che con lettere patenti, date in Milano il 7 luglio 1747 da Antonio Litta, generale commissario di guerra e Stato nella Lombardia austriaca, fu nominato luogotenente e commissario di Cremona e contado.

Da Antonio Manfredo nacque GASPARE MANFREDO, decurione di Cremona nel 1760, e già nominato ultimo decurione di sua famiglia. Questi dall’I. R. Tribunale Araldico della Lombardia austriaca, con decreto 12 settembre 1772, fu descritto nell’elenco dei feudatari quale regio feudatario di Maleo e pertinenze e patrizio cremonese, e la di lui famiglia fu inserita nel Catalogo dei nobili ed inoltre l’arma gentilizia delineata nel Codice Araldico.

Il detto Gaspare Manfredo dette i natali a MANFREDO IGNAZIO, ANTONIO, PIETRO e MASSIMILIANO, ai quali Francesco I d’Austria, con Sovr. Ris. 2 dicembre 1816, confermò l’antica nobiltà che già godeva la famiglia prima del 1796, conferma che lo stesso imperatore, con altra Sovr. Ris. del 28 gennaio 1817, confermò pure a SIGISMONDO Trecchi, appartenente ad un ramo collaterale. Da Manfredo Ignazio, sposato alla nobile Orsola Magio dei patrizi cremonesi, nacquero: MANFREDO ALESSANDRO (n. a Cremona 17 marzo 1810); GASPARE (n. a Cremona 19 giugno 1813, † a Parma 6 ottobre 1882, spos. con Cesira Piazza, già vedova di Alessandro Valvassori); Teresa (n. a Cremona 16 febbraio 1817, † a Parma 30 gennaio 1884, spos. a Cremona 7 gennaio 1840 con Pietro Luigi marchese Araldi, senatore del regno); MASSIMILIANO (n. a Cremona 26 marzo 1819, † a Bergamo S settembre 1880, spos. a Milano 17 aprile 1843 con la nobile Teresa Ghirlanda), dalla quale nacquero gli attuali rappresentanti della famiglia.

Con D. M. del 1902 a questa famiglia è stato riconosciuto il titolo di marchese per maschi primogeniti, signore di Maleo (mpr.), trattamento di don e donna.

La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. coi titoli di marchese (mpr.), signore di Maleo (mpr.), trattamento di Don e Donna, in persona di ALESSANDRO, di Massimiliano, di Manfredo Ignazio, n. a Milano 19 febbraio 1848.

Sorella: Orsola, †, n. a Milano 21 marzo 1844, sposata al generale nobile Vittorio Biandrà dei conti di Reaglie.

v. s. [Vittorio Spreti]


Genealogia

Genealogia Trecchi

Stemmi

ARMA: Di rosso all’aquila d’argento, coronata d’oro, attraversata da tre fasce di azzurro.

Alias: Di rosso all’aquila bicipite di nero. (Archivio Stato Milano - Codice Araldico, pag. 88).

Stemmi famiglia Trecchi

Storia

Personaggi

Dimore

Cremona

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Archivi di famiglie e di persone: materiali per una guida, 2: Lombardia-Sicilia, a cura di Giovanni Pesiri, Micaela Procaccia, Irma Paola Tascini, Laura Vallone, Roma, Ministero BBAAC, 1998 (Pubblicazioni degli archivi di Stato. Strumenti; 133), n° 1532.

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/trecchi/

http://www.treccani.it/enciclopedia/trecchi-sigismondo-barone/

http://www.treccani.it/enciclopedia/trecchi-gaspare-marchese/

Sitografia

Documenti

Collezioni

Note