Ugoni

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Spreti App., II, p. 639
Spreti App., II, p. 639

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1935, Appendice, II, pp. 639-641:

Fu una delle più antiche e nobili famiglie bresciane. Secondo gli studi di Mons. Luigi Fé, sembra che essa discendesse dai famosi conti rurali che ebbero vasta signoria sul territorio bresciano e fosse dello stesso ceppo dei signori di Gardone Riviera, di Montichiari e di Marcaria. Capostipite dovrebbe essere stato quel LANFRANCO I, conte di Casaloldo, che, vissuto nel 1129, si sottomise al Vescovo ed al Comune e venuto a stabilirsi in Brescia, fu uno dei «milites» bresciani nella Lega Lombarda. Fu suo figlio OBIZONE I Console di Brescia nel 1190 e nel 1200; egli sembra essere stato il padre di LANFRANCO II (viv. 1210) e di MILONE il primo dei quali ebbe OBIZONE II e RAMBALDO che appaiono, in un atto del 1206, assieme ad altri fratelli, a giurare la pace fra Brescia, Crema, Parma e Bergamo. RAIMONDO, che dovrebbe essere un fratello dei precedenti, fu Podestà di Cremona nel 1217 e nel 1239 ; nella sua città, occupò una posizione preminente e fu console e capo del partito dei Valvassori contro i popolari. MILONE fu Podestà di Ravenna nel 1198, un suo pronipote ALBERTO fece parte della congiura del 1261 per dare Brescia in Signoria ai Torriani in odio ai Pallavicini; fu Podestà di Piacenza nel 1286 e morì nel 1290. Figlio di Alberto fu ZILIOLO, o GIULIANO. Capitano del popolo in Perugia nel 1291, a Parma nel 1325. Podestà di Piacenza nel 1326 mentre nel 1312, quale Anziano di Giustizia, aveva ricevuto in Brescia Re Giovanni di Boemia. Costui ed altri parenti furono nel 1336 investiti dei diritti feudali su varii territori della Riviera del Garda e così nel 1344 e nel 1350. Un suo fratello RIZZARDO fu podestà di Piacenza nel 1291 e nel 1326, di Parma nel 1292, di Milano nel 1298, Ambasciatore di Brescia a Genova per offrire la sua città a Carlo d’Angiò nel 1284, Capitano del Popolo in Bologna nel 1306 e nel 1325; fu a capo dei Guelfi bresciani e poi cacciato ed esiliato assieme a Tebaldo Brusato. Altro membro della famiglia di alto nome fu FILIPPO, anch’egli Podestà di parecchie città come a Bologna nel 1245, a Firenze nel 1252, a Lucca nel 1253 e poi ancora.a Bologna dove compì il suo dovere in modo glorioso poiché condusse i Bolognesi, nella guerra contro gli Imperiali nel modenese, alle vittorie di Castelfranco, Nonantola e Fossalta vincendo e facendo prigionieri Re Enzo e Buoso da Dovara. Egli fu anche ambasciatore di Brescia nella Lega contro Cremona nel 1266.

Viene poi BALDUINO che fu Podestà di Cremona nel 1277, di Milano nel 1284 e nel 1289; capitano del popolo a Cremona, a Firenze ed a Parma, fu amico dei Visconti e ne comandò l’esercito contro i Torriani nel 1290 sotto Pavia. Di parecchi altri si fa menzione in molti atti e documenti del secolo XIV, quali RAIMONDO, GUGLIELMO e GOFFREDO, ma un attacco sicuro con la genealogia, che comincia in modo certo, come per tutte le vecchie patrizie bresciane, sul principio del ‘400, non è stato possibile trovare.

Dai documenti conservati nei «Processi di Nobiltà» nell’Archivio Civico di Brescia, si incontra quale certo capostipite della famiglia un BONIFACIO il figlio del quale GIOVANNI viveva nel 1430 in Verola, in quella zona della pianura bresciana nella quale la famiglia aveva avuto, ed ebbe anche di poi, vaste possidenze rurali. Il detto Giovanni abitava anche nella Cittadella vecchia di Brescia nel 1438, e venne subito ammesso, alla sua costituzione, nel Consiglio Generale della Nobiltà. GASPARO, altro figlio di Bonifacio. ebbe discendenza che si estinse nel sec. XVI.

Anche la discendenza di Giovanni fu numerosa ed ebbe personaggi celebri quali MATTIA (1446-1535), dott. in Diritto indi Sacerdote, creato da Papa Giulio II Vescovo di Famagosta nel 1503 e poi Vicario e Ausiliare nella Diocesi bresciana; GUERRIERO (n. 1515) monaco Cassinese, letterato. Altro letterato fu GIOVANNI ANDREA († 1540) che tradusse l’Eneide in volgare e che fu assai apprezzato dal Tasso.

Il ramo che giunse sino alla fine del secolo scorso e che si spense, dopo una luminosa vita degli ultimi rampolli, discende da BARTOLOMEO, uno dei vari figli del già nominato Giovanni. Figlio di Bartolomeo fu STEFANO (viv. 1492), giureconsulto, ambasciatore di Brescia presso Venezia e l’Imperatore Massimiliano. Podestà di Trento. Dalla moglie Margherita, nob. Palazzi ebbe FRANCESCO (viv. 1525) Dottore Collegiato, marito di Paola Folchini e padre di STEFANO MARIA (n. 1526). detto « MARIO», dott. in legge, Cav. aurato, che lasciò scritti di vario genere. Ebbe una numerosa prole e. forse dalla terza moglie, nob. Lucrezia Porcellaga, gli nacque GIO. FRANCESCO (viv. 1588) che fu padre di CAMILLO (n. 1613) dott. Collegiato, Cav. di S. Stefano, marito della nob. Lodovica Garbelli.

Figlio di costoro fu APOLLONIO (n. 1660) il quale sposò Lucia Marchesi e ne ebbe CAMILLO (n. 1708) padre di MARCANTONIO (n. 1740); da questi e da Caterina dei conti Maggi, sua moglie, nacquero i due illustri bresciani CAMILLO e FILIPPO.

CAMILLO, n. 8 agosto 1784, † il 12 febbraio 1855, letterato di grande valore, creato Barone da Napoleone I nel 1811, fu Presidente dell’Ateneo Bresciano nel 1818, patriota, compromesso nei moti del 1821, dovette andare esule in Svizzera e poi in Francia; ritornato in patria, dopo 17 anni, passò la vita tra lo studio e la coltura dei campi, lasciando molte opere di carattere letterario. FILIPPO, n. 4 novembre 1794, † il 12 marzo 1877, come il fratello uomo di studi ma più di azione, fu costretto anch’esso a vivere in esilio sino al 1839; ritornato fra i suoi nel 1848, prese parte ai moti bresciani e nel 1849 si segnalò durante i combattimenti delle Dieci Giornate. Eletto Deputato al Parlamento Subalpino nel 1859, lasciò presto la vita politica. Egli aveva sposato la nob. Camilla Ugoni, discendente da un ramo collaterale estintosi contemporaneamente a questo, e ne ebbe due figlie: Caterina (n. 1846, † 1921) la quale sposò il 18 gennaio 1871 il conte Bernardo Salvadego Molin e Isabella (n. 1848) che sposò nel 1869 il nob. Antonio Brunelli.

La famiglia è iscritta nell’Elenco Uff. Nob. Ital. 1933 col titolo di Nobile (pers.) in persona di:

Caterina, di Filippo, di Marco Antonio, ved. Salvadego Molin.

f. l. [Fausto Lechi]


Genealogia

Genealogia Ugoni

Stemmi

ARMA: Fasciato di nero e d’oro; col capo d’oro carico di un’aquila di nero, coronata del campo.

Alias: D’argento a tre fasce di nero.

Stemmi famiglia Ugoni

Storia

Personaggi

Dimore

Brescia

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/camillo-ugoni/

Sitografia

Documenti

Collezioni

Note