Valotti

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Spreti, vol. VI, p. 798

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. VI, pp. 798-799:

Famiglia originaria da Bergamo, che si trasferì in Brescia attorno al 1510. In Bergamo vi sono memorie assai antiche sopra individui di questo cognome, forse derivato, dopo evidente corruzione, dal nome della Valolta; ma una genealogia sicura non potrebbe risalire oltre la fine del secolo XIV, epoca nella quale viveva un VALOTTO, di Giovanni, col fratello FRANCHINO, giudice di città.

Da Valotto sarebbe nato DOMENICO, padre di FRANCESCO e avo di PIETRO, armigero, come dicevasi, il quale si trasferì in Brescia, parrocchia di S. Faustino, col figlio MARINO, mentre un altro figlio GIOVANNI, canonico, rimaneva in Bergamo. Da Marino nacque DOMENICO, e da questi PIETRO (n. 1603), il quale, arricchitosi con la mercatura, ottenne nel 1635 la cittadinanza bresciana. Dalla moglie Florida Moroni ebbe FRANCESCO (n. 1635), che sposò Decia Foresti da cui PIETRO e GIO. BATTISTA, canonico della Cattedrale e GIOVITA (n. 1671); questi dalla moglie Rosa Valvassori ebbe parecchi figli tra i quali PIETRO, canonico in Duomo, e FRANCESCO (n. 1700), che sposò Caterina Rufetti e fu padre di: GAUDENZIO (n. 1727), DIOGENE (n. 1729), Marianna in conte Onofrio Maggi, PIETRO e GIOVITA Sacerdoti.

Gaudenzio, uomo di larghe vedute e di pronta intelligenza, ancor giovane si portò alla corte di Modena dove in breve tempo divenne l’uomo di fiducia del Duca, fu Consigliere di Stato di Conferenza di S. A., Generale maggiore delle di lui truppe, Ministro della Suprema Giurisdizione Ecclesiastica, Ambasciatore straordinario presso la Corte di Vienna dove, per i suoi meriti l’imperatrice Maria Teresa lo nominò Consigliere attuale intimo di Stato. Con Diplomi del 1762 e del 1764 venne creato, con diritto di trasmissione ai discendenti, conte di Monzone, marchese di Castellarano e S. Cassiano, signore di Roteglia. Egli aveva sposato a Modena la nob. Anna Codibò ma non ebbe figli.

Suo fratello Diogene, anch’esso di vivacissimo ingegno e di ottima cultura, al servizio della Repubblica di Venezia, ebbe da questa incarichi di grandissima fiducia e tra l’altro assolvette egregiamente il delicato compito di seguire, in margine alla diplomazia, gli umori e le vedute verso la Repubblica, delle potenze europee riunite all’Aia. La Repubblica veneta in riconoscimento dei suoi meriti, lo aveva autorizzato all’iscrizione della famiglia nell’Aureo Libro dei Titolati col titolo di conte conceduto al fratello Gaudenzio dal duca di Modena. Egli aveva sposato in primi voti la nob. Laura Sala ed in secondi nel 1786 la nob. Teodora Brognoli dalla quale ebbe ANTONIO (n. 1792-1865), sospetto all’Austria dopo i moti del 1821, cavaliere Mauriziano per le sue benemerenze patriottiche. Dal suo matrimonio con la contessa Teresa Balucanti (1808-1882), nacquero: Teodora (1829-1855), che andò sposa al marchese Marsilio Cocastelli di Montiglio, Marianna (1829-1873), e DIOGENE (1830-1910). Fu questi il primo sindaco di Brescia che nel 1859 accolse i sovrani liberatori ospitando re Vittorio Emanuele in casa propria. Cerimoniere di Corte, Grande uff. della Corona d’Italia, comm. dei SS. Maurizio e Lazzaro, nominato Senatore del Regno nel 1887. Egli aveva sposato nel 1853 la contessa Barbara Fenaroli dalla quale nacquero:

1) ANTONIO (n. 1855, † 1924), comm. della Corona d’Italia, cav. d’onore e di devozione del S. M. O. di Malta, che ricoprì molte cariche pubbliche nella sua città, spos. con la nob. Vittoria de’ Rosmini (n. 24 giugno 1866); morì improle.

2) Maria Teresa (1857-1897), spos. nel 1882 al nob. Lelio Fenaroli.

3) Beatrice (n. 12 settembre 1858).

4) Teodora (1861-1924).

5) Maria Livia (n. 7 febbraio 1867), sp. il 7 agosto 1889 al conte Teodoro Lechi.

La famiglia è iscritta nell’Elenco Uff. Nob. Ital. coi titoli di nobile (mf.), e conte di Monzone (mpr.), in persona di Beatrice, di Diogene, di Antonio.

Sorella: Maria Livia, in Lechi.

f. l. [Fausto Lechi]


Genealogia

Genealogia Valotti

Stemmi

ARMA: D’oro all’arcobaleno di rosso, di verde e d’azzurro, posto in fascia e sormontato da un semivolo di nero.

Stemmi famiglia Valotti

Storia

Personaggi

Dimore

Brescia

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

Sitografia

Documenti

Collezioni

Note