Visconti (di Massino)
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Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. VI, pp. 930-931:
Questa famiglia ha origine identica a quella dei Visconti-Modrone. Ottenne il riconoscimento del titolo di nobile (mf.) e di quello di consignore di Massino e di Invorio Inferiore con Paruzzaro e Montregiasco (m.), con Decr. Min. 20 ottobre 1901. In occasione del predetto riconoscimento, fu accertato, in base a documenti dell’Archivio di Stato in Milano, che questa famiglia ha per capostipite OTTONE Visconti vivente nel 1080 e morto a Roma nel 1111. Da Ottone nacquero WIDO (1138, 1141) e AZZO (vivente nel 1138). Figlio di Wido fu OTTONE (1142, 1182, già morto nel 1183), il quale fu investito a titolo di beneficio trasmissibile a tutti i discendenti ed eredi, del dominio di Massino, comprendente Invorio Inferiore, Paruzzaro, Montregiasco, Besnate e Albusciago, da Corrado III nel 1142.
Ottone ebbe quattro figli, tra i quali UBERTO e GIOVANNOLO. Da questi, mediante la persona di Uberto, discese TEOBALDO, che poi fu pontefice col nome di Gregorio X; da Uberto (1162-1206), invece, nacquero cinque figli, tra i quali UBERTO, vescovo di Ventimiglia, OTTONE, arcivescovo di Milano (1277-1295) e ANDREOTTO (1228).
Questi sposò Fiorina da Mandello e ne venne in luce TEOBALDO (1251-1278), che fu marito di Anastasia Pirovano e padre dei fratelli MATTEO detto il Magno, vicario imperiale in Lombardia, e UBERTO detto il Pico (1280, 1288; † Abbazia, 22 aprile 1315), capostipite anche dei Visconti-Modrone.
Da Uberto detto Pico, tra gli altri, venne in luce OTTONE o OTTOROLO, il quale nel 1307 fu dal vescovo di Novara investito del feudo di Ornavasso e nel 1329, da Lodovico il Bavaro, di Castelletto sul Ticino. Era già morto nel 1365.
BARTOLOMEO, suo figlio (1365; già morto nel 1379), dié i natali ad ALBERTO e OTTONE. Questi nelle divisioni dell’asse feudale avito ebbe l’intera signoria di Massino e porzioni di Invorio Inferiore, Paruzzaro e Montregiasco, dette genericamente terre dei Visconti; Alberto, invece, ebbe Ornavasso e parte di Invorio Inferiore con Paruzzaro e Montregiasco e fu il capostipite dei Visconti d’Aragona.
Ottone sposò nel 1379 Contessa di Giovannolo di Zanzetta dal Vescovo, di Anghiera, intervenne nel 1402 come congiunto ed agnato ai funerali di Gian Galeazzo Visconti, primo duca di Milano, e morì il 10 novembre 1422.
I figli del predetto Ottone furono tre: CRISTOFORO, BARTOLOMEO e GIOVANNI. Alla morte di Ottone, essi si divisero in parti uguali i feudi paterni.
Dal primogenito Cristoforo (già morto nel 1462) nacquero ugualmente tre figli, cioè GIO. MARTINO, PIETRINO e URBANO, a ciascuno dei quali toccò un terzo dei feudi che erano stati assegnati al padre.
Urbano, terzogenito di Cristoforo, morì nel 1526, lasciando quattro figli, tra i quali UBERTO, che riunì nella sua persona tutta la parte dei feudi che era stata assegnata a suo padre Urbano, essendogli premorti senza prole gli altri tre fratelli.
Uberto giurò fedeltà a Carlo V per il feudo di Massino nel gennaio 1536 e nel gennaio 1548. Rinnovò il giuramento a favore di Filippo IV, nel 1556, anno in cui morì. Da sua moglie, che fu la nobile Cecilia da Casate, da lui sposata nel 1527, ebbe nove figli. Tra questi, GIO. FRANCESCO (1556, 1563, † 1592) sposò Laura Borromeo, figlia del conte Giulio Cesare, e diede i natali ad URBANO (1598, 1630). Questi in prime nozze sposò Barbara, di Giovanni Arrigoni (1608) e in seconde nozze Francesca Visconti, di Cesare, dei signori di Castelletto.
Dalla seconda consorte di Urbano vennero in luce ANTONIO MARIA e LODOVICO.
Antonio Maria, nel 1639, era ancora minore sotto la tutela della madre. Nel 1649 partì per la Spagna come ufficiale nell’esercito spagnuolo e nel 1652 era capitano di fanti al servizio di don Giovanni d’Austria. Fu nominato cavaliere dell’Ordine di S. Jacopo nel 1668. Viveva ancora in Lesa nel 1692.
Suo figlio URBANO, il 3 luglio 1697, fatte le prove di nobiltà, giustificando generazione per generazione la sua ascendenza fino al suo abavo del secondo trisavo Ottone Visconti († 1111), fu ammesso nel Collegio dei Giureconsulti di Milano. Egli però non ebbe figli e questo ramo continuò esclusivamente nella discendenza di Lodovico, fratello del capitano Antonio Maria e zio dello stesso Urbano.
Lodovico, n. nel 1629 e già morto nei 1725, sposò Luigia Ferrari di Gio. Antonio, di Lesa, dalla quale ebbe il figlio GIO. FRANCESCO, nato verso il 1697 e morto all’età di ottant’anni in Lesa il 29 marzo 1776. Questi contrasse matrimonio in Agrate il 12 agosto 1741 con Livia Gattini di Giulio Cesare.
Dalla Gattini Gio. Francesco ebbe FRANCESCO URBANO, nato in Lesa il 10 maggio 1746 e morto ivi il 7 dicembre 1822. Questi sposò il 15 febbraio 1766 in Masnago (Locarno) la contessa Lucrezia Riva, di Giovanni, che gli diede, tra gli altri, il figlio FILIPPO ALIPRANDO.
Filippo Aliprando nato in Lesa il 27 maggio 1779 e morto ivi il 3 dicembre 1835. sposò nello stesso comune di Lesa il 18 luglio 1817 Laura Manarini, di Luigi, dalla quale ebbe nove figli, tra i quali GIOVANNI ERCOLE, nato in Lesa il 28 dicembre 1828, sposatosi il 9 aprile 1835 con Rosalinda Salmoiraghi e morto in Lesa il 20 marzo 1898.
Oggi la famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. coi titoli di nobile (mf). e di consignore di Massino e di Invorio Inferiore con Paruzzaro e Montregiasco (m.), in persona dei figli del suddetto Giovanni Ercole, cioè: URBANO, n. Novara 26 aprile 1857; Laura, n. Lesa 21 aprile 1861 in Zoppi; UMBERTO, n. Fermo 29 gennaio 1865.
f. f. [Francesco Forte]
Indice
Genealogia
Stemmi
ARMA: D’argento al biscione d’azzurro, coronato d’oro, ondeggiante in palo e ingollante a metà il fanciullo nudo di carnagione posto in maestà e movente in fascia con le braccia aperte; col capo d’oro carico di un’aquila di nero.
Storia
Personaggi
Dimore
Pallanza