Vincenzo Pesenti (Padre Eliseo): differenze tra le versioni

Da EFL - Società Storica Lombarda.
(Nuova pagina: (12 dicembre 1564 † 19 febbraio 1637)) http://localhost:2317/bergamo?p=giovanni+battista;n=pesenti;oc=1 Genealogia Vai alla pagina Pesenti [dalla scheda a cura di Luisa Ve...)
 
 
(10 versioni intermedie di 2 utenti non mostrate)
Riga 1: Riga 1:
 +
[[Immagine:Pesenti 11b Eliseo ritratto.jpg|thumb|Ritratto di Padre Eliseo Pesenti dalla ''Storia dei Cappuccini'' di P. Valdamerio da Bergamo]]
 +
[[Immagine: Pesenti 11b Eliseo Frontespizio Sal.jpg|thumb|Frontespizio del dizionario Latino-ebraico “Sal”]]
 +
[[Immagine: Pesenti 11b Eliseo Frontespizio Favus mellis.jpg|thumb|Frontespizio della grammatica ebraica “Favus Mellis”]]
 
(12 dicembre 1564 † 19 febbraio 1637))
 
(12 dicembre 1564 † 19 febbraio 1637))
  
[[http://localhost:2317/bergamo?p=giovanni+battista;n=pesenti;oc=1 Genealogia]]
+
Vai alla pagina '''[[Pesenti]]'''
  
Vai alla pagina [[Pesenti]]
+
[http://servizi.ct2.it/ssl/webtrees/individual.php?pid=I3390&ged=ssl Genealogia]
  
[dalla scheda a cura di Luisa Vertova ne ''I pittori bergamaschi – Il Seicento II'', p. 569, 681]
+
Figlio di '''[[Giovanni Battista Pesenti]]''' (1523-1603) e della Nob Caterina Pedretti Morandi
  
Il dipinto di Ceresa è firmato e datato 1650.
 
In alto presso lo stemma dei Pesenti con l’aquila e la stadera, si legge:
 
«BATTISTA FILIUS IOVANNIS DE PESENTIS AETATIS ANNOR. LXX». La data 1650 appare accanto alla firma del Ceresa («CAROS CERESA PIC.S MDCL»). Questa apocrifa iscrizione ha fuorviato M. Valsecchi e, sulle sue orme, U. Ruggeri.
 
Nell’albero genealogico dei Pesenti troviamo un Giovanni di Pasino, o Giovanni I, vissuto agli inizi del Cinquecento, sposato due volte, padre di sei femmine e di un unico maschio. Quel maschio, avuto dalla prima moglie Antonia Belli, è il Battista qui effigiato, che sposò una Caterina Morandi e fu padre di Francesco, discusso nella scheda seguente.
 
Il qui effigiato Battista è quindi il nonno del Cavaliere Gerosolimitano Giovanni Paolo, di Giovanni e di Girolamo, rispettivamente nati nel 1579, nel 1588 e nel 1600 ( v. schede 703, 704, 705). Nella sua cronologia del Ceresa, M. Valsecchi sostiene che secondo gli archivi Agliardi il nostro Battista - unico figlio di Giovanni Pesenti e Antonia Belli e nonno dei suddetti - sarebbe nato il 16 ottobre 1580. Siccome i nomi «Giovanni» e «Giovanni Battista» appaiono presso i Pesenti ad ogni generazione, è chiaro che il Valsecchi non si è accorto dì avere saltato due generazioni. Lo conferma la circostanza che in casa Pesenti, dalla fine del Quattrocento alla fine del Seicento, il solo «Battista figlio di Giovanni» è il padre dello strabico Francesco. E in verità, un principio di strabismo si osserva anche nella sua effigie.
 
È un ritratto insolitamente insipido e inerte, che dimostra lo scarso interesse del pittore a ritrarre personaggi defunti. Forse non aveva neppure un modello da seguire - un qualche rozzo ritratto, come nel caso di Francesco (v. scheda seguente) e dovette inventare le fattezze di questo Battista in base a vaghe indicazioni dei suoi discendenti. Non sarebbe il primo caso di un ritrattista costretto a dare un volto a un antenato dei suoi committenti, lavorando di fantasia. Il confronto con un’analoga effigie di settantenne, quella di Alessandro Vertova, eseguita cinque anni più tardi (v. scheda 99, ill. p. 688), serve a sottolineare il diverso impegno del ritrattista e a stabilire che a metà del Seicento molti vecchi indossavano abiti e mantelletti neri, con semplicissimi colletti bianchi, di una modestia monacale.
 
  
Bibl.: M. Valsecchi 1972, s.p. [cronologia], fig, I /; M. Gregori 1979, p. 715; U. Ruggeri 1979, pp. 40, 179, fig  217.
+
Padre cappuccino, erudito in lettere greche ed ebraiche e scrittore. Il Belotti lo definisce emulo del Calepio per dottrine e conoscenza di lingue.
  
{| border="1" cellspacing="0"
+
Autore di un dizionario Latino-ebraico intitolato “SAL” [del sale] in quattro volumi conservati nella Biblioteca Civica di Bergamo; inoltre di una grammatica ebraica  intitolata  “FAVUS MELLIS” [favo di miele].
! [[Immagine:Pesenti 10 Giovanni Battista (Ceresa) (restaurato).jpg|thumb|[[Carlo Ceresa]]. Ritratto postumo di Giovanni Battista Pesenti (1650) olio su tela (cm 100x84)]]
+
 
|-
+
L’incisione che lo rappresenta è tratta dalla ''Storia dei Cappuccini'' di P. Valdamerio da Bergamo.
 +
 
 +
 
 +
'''Bortolo Belotti, ''Storia di Bergamo e dei bergamaschi'', a cura della Banca Popolare di Bergamo, 1959 (con prefazione di Tommaso Gallarati Scotti). 3ª Ed., Bergamo, Bolis, 1989, vol. VI, pp. 28-30:'''
 +
 
 +
“Tra i grammatici e gli annotatori di classici ricorderemo [] Eliseo Pesenti, cappuccino nato nel 1564 e morto nel 1637, emulo del Calepino per dottrine e conoscenza delle lingue, e che, morendo, lasciò un dizionario latino-ebraico di quattro volumi in folio, oggi posseduti, colla relativa grammatica, dalla Civica Biblioteca di Bergamo. In perfetta armonia con lo stile del tempo, il dizionario del Pesenti si intitola ''Sale (Sal Elisei viri divini ecc.)'' e la grammatica si intitola ''Favo di miele'' (''Favus mellis exfloribus delibatis ecc.'').

Versione attuale delle 03:47, 22 nov 2016

Ritratto di Padre Eliseo Pesenti dalla Storia dei Cappuccini di P. Valdamerio da Bergamo
Frontespizio del dizionario Latino-ebraico “Sal”
Frontespizio della grammatica ebraica “Favus Mellis”

(12 dicembre 1564 † 19 febbraio 1637))

Vai alla pagina Pesenti

Genealogia

Figlio di Giovanni Battista Pesenti (1523-1603) e della Nob Caterina Pedretti Morandi


Padre cappuccino, erudito in lettere greche ed ebraiche e scrittore. Il Belotti lo definisce emulo del Calepio per dottrine e conoscenza di lingue.

Autore di un dizionario Latino-ebraico intitolato “SAL” [del sale] in quattro volumi conservati nella Biblioteca Civica di Bergamo; inoltre di una grammatica ebraica intitolata “FAVUS MELLIS” [favo di miele].

L’incisione che lo rappresenta è tratta dalla Storia dei Cappuccini di P. Valdamerio da Bergamo.


Bortolo Belotti, Storia di Bergamo e dei bergamaschi, a cura della Banca Popolare di Bergamo, 1959 (con prefazione di Tommaso Gallarati Scotti). 3ª Ed., Bergamo, Bolis, 1989, vol. VI, pp. 28-30:

“Tra i grammatici e gli annotatori di classici ricorderemo […] Eliseo Pesenti, cappuccino nato nel 1564 e morto nel 1637, emulo del Calepino per dottrine e conoscenza delle lingue, e che, morendo, lasciò un dizionario latino-ebraico di quattro volumi in folio, oggi posseduti, colla relativa grammatica, dalla Civica Biblioteca di Bergamo. In perfetta armonia con lo stile del tempo, il dizionario del Pesenti si intitola Sale (Sal Elisei viri divini ecc.) e la grammatica si intitola Favo di miele (Favus mellis exfloribus delibatis ecc.).