Gerolamo Pesenti: differenze tra le versioni
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| − | [dalla scheda a cura di Luisa Vertova ne I pittori bergamaschi – Il Seicento II, p. 570, 648] | + | Figlio di '''[[Francesco Pesenti]]''' e di Elena Correggi |
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| − | Accanto a una piccola finestra che si apre su un paesaggio dominato da una rocca, si legge la scritta: «HIERONIMUS FILIUS FRANCISCI DE | + | |
| − | Questo dipinto è il più antico ritratto datato del pittore e sarebbe una pietra miliare per la ricostruzione della ritrattistica ceresiana, se fosse giunto a noi in condizioni migliori. Purtroppo il volto appare | + | Accanto a una piccola finestra che si apre su un paesaggio dominato da una rocca, si legge la scritta: «HIERONIMUS FILIUS FRANCISCI DE PESENTIS / ANNO A NATIVITATE D(OMI)NI MDCXXVIII. AETAT(IS) SUAE XXVIII». Secondo gli archivi di famiglia, Francesco Pesenti, padre dell’effigiato, ebbe tre figli in prime nozze (uno solo dei quali fece fortuna, v. scheda, 103) e poi altri due figli dalla seconda moglie, Elena Correggi: Giovanni, nato nel 1588 e ritratto dal Ceresa nel 1650 (v. scheda 104 e ill. p. 682} e Girolamo, nato ben dodici anni dopo (1600), qui immortalato in giovane età, forse perché ricco di promesse, forse in occasione delle sue nozze con Teodora Agazzi, o per altri motivi a noi ignoti. Nulla sappiamo, infatti, di questo giovane tendente alla pinguedine, dallo sguardo ansioso sotto la fronte aggrottata, se non che fu padre di Pietro Maria e di Anna Maria, effigiati dallo stesso Ceresa nel 1650 e nel 1657 (v. schede 106, 107). |
| − | Bibl.: U. Ruggeri | + | |
| + | Questo dipinto è il più antico ritratto datato del pittore e sarebbe una pietra miliare per la ricostruzione della ritrattistica ceresiana, se fosse giunto a noi in condizioni migliori. Purtroppo il volto appare impiastrato di cerume come quello di un attore; le mani sono rifatte alla meglio; colletto, polsini, capelli sono ritoccati; né si capisce perché lo stemma dei Pesenti sia dipinto due volte in modo identico, nell’angolo superiore sinistro e di nuovo sotto la finestra. Al Ceresa si può far risalire l’impianto della figura e una certa intensità espressiva del problematico volto; tuttavia, per tentare un giudizio sulla capacità ritrattistica del Ceresa diciannovenne, conviene esaminare piuttosto gli offerenti nella pala di Fuipiano al Brembo (v. ill. p. 644). | ||
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| + | Bibl.: U. Ruggeri 1979, pp. 8, 109, fig 103. | ||
Versione attuale delle 03:54, 22 nov 2016
(30 settembre 1600 † 23 giugno 1650)
Torna a Pesenti
Figlio di Francesco Pesenti e di Elena Correggi
Sposò il 28 gennaio 1625 Teresa Agazzis, da cui ebbe:
1) Elena (1625 † 1693) che sposò nel 1646 il N.H. Bragadin
2) Margherita (1627 † 1666)
3) Pietro Maria (29-4-1629 † 1716)
4) Caterina (1631 † 1667) che sposò Gerolamo Tussi di Brescia
5) Anna Maria (1636 † post 1657). Monaca
[dalla scheda a cura di Luisa Vertova ne I pittori bergamaschi – Il Seicento II, p. 570, 648]:
Datato 1628.
Accanto a una piccola finestra che si apre su un paesaggio dominato da una rocca, si legge la scritta: «HIERONIMUS FILIUS FRANCISCI DE PESENTIS / ANNO A NATIVITATE D(OMI)NI MDCXXVIII. AETAT(IS) SUAE XXVIII». Secondo gli archivi di famiglia, Francesco Pesenti, padre dell’effigiato, ebbe tre figli in prime nozze (uno solo dei quali fece fortuna, v. scheda, 103) e poi altri due figli dalla seconda moglie, Elena Correggi: Giovanni, nato nel 1588 e ritratto dal Ceresa nel 1650 (v. scheda 104 e ill. p. 682} e Girolamo, nato ben dodici anni dopo (1600), qui immortalato in giovane età, forse perché ricco di promesse, forse in occasione delle sue nozze con Teodora Agazzi, o per altri motivi a noi ignoti. Nulla sappiamo, infatti, di questo giovane tendente alla pinguedine, dallo sguardo ansioso sotto la fronte aggrottata, se non che fu padre di Pietro Maria e di Anna Maria, effigiati dallo stesso Ceresa nel 1650 e nel 1657 (v. schede 106, 107).
Questo dipinto è il più antico ritratto datato del pittore e sarebbe una pietra miliare per la ricostruzione della ritrattistica ceresiana, se fosse giunto a noi in condizioni migliori. Purtroppo il volto appare impiastrato di cerume come quello di un attore; le mani sono rifatte alla meglio; colletto, polsini, capelli sono ritoccati; né si capisce perché lo stemma dei Pesenti sia dipinto due volte in modo identico, nell’angolo superiore sinistro e di nuovo sotto la finestra. Al Ceresa si può far risalire l’impianto della figura e una certa intensità espressiva del problematico volto; tuttavia, per tentare un giudizio sulla capacità ritrattistica del Ceresa diciannovenne, conviene esaminare piuttosto gli offerenti nella pala di Fuipiano al Brembo (v. ill. p. 644).
Bibl.: U. Ruggeri 1979, pp. 8, 109, fig 103.