Pellegrinaggio di Gerusalemme - Parte 1: differenze tra le versioni
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| − | Note a cura di Ottavio de Carli e Beatrice Occhionero de Carli | + | ''Note a cura di Ottavio de Carli e Beatrice Occhionero de Carli |
| − | N. B. Per la trascrizione si è utilizzato il testo della prima edizione del 1615. La seconda edizione del 1628 è sostanzialmente identica alla prima, salvo minime differenze per lo più di ordine grafico. Nel secondo libro essa aggiunge però per intero i testi delle orazioni latine indicate dal Pesenti. Sono queste, evidentemente, le “nove Stelle” orgogliosamente annunciate dall’editore Fontana nella prefazione all’edizione. Abbiamo ritenuto di inserirle in nota ma non nel testo, non solo perché ne appesantirebbero inutilmente la lettura, ma anche perché sono frutto di un’arbitraria interpolazione non prevista dall’autore. | + | N. B. ''Per la trascrizione si è utilizzato il testo della prima edizione del 1615. La seconda edizione del 1628 è sostanzialmente identica alla prima, salvo minime differenze per lo più di ordine grafico. Nel secondo libro essa aggiunge però per intero i testi delle orazioni latine indicate dal Pesenti. Sono queste, evidentemente, le “nove Stelle” orgogliosamente annunciate dall’editore Fontana nella prefazione all’edizione. Abbiamo ritenuto di inserirle in nota ma non nel testo, non solo perché ne appesantirebbero inutilmente la lettura, ma anche perché sono frutto di un’arbitraria interpolazione non prevista dall’autore.'' |
| − | Un ringraziamento particolare all’indimenticato Gian Paolo che aveva intrapreso l’iniziativa di questo lavoro, e a Immacolata Agliardi Lancellotti, ad Alessio e Aiardo Agliardi, che ne hanno attivamente sostenuto il proseguimento. Senza di loro questo libro non sarebbe sicuramente giunto a buon fine, e non avremmo passato indimenticabili settimane immersi in un affascinante e misterioso Oriente seicentesco, alle prese con pirati barbareschi, predoni del deserto, antiche rovine cristiane e mistiche orazioni latine.'' | + | ''Un ringraziamento particolare all’indimenticato Gian Paolo che aveva intrapreso l’iniziativa di questo lavoro, e a Immacolata Agliardi Lancellotti, ad Alessio e Aiardo Agliardi, che ne hanno attivamente sostenuto il proseguimento. Senza di loro questo libro non sarebbe sicuramente giunto a buon fine, e non avremmo passato indimenticabili settimane immersi in un affascinante e misterioso Oriente seicentesco, alle prese con pirati barbareschi, predoni del deserto, antiche rovine cristiane e mistiche orazioni latine.'' |
Versione delle 22:57, 15 set 2009
Trascrizione di Beatrice Occhionero de Carli
Note a cura di Ottavio de Carli e Beatrice Occhionero de Carli
N. B. Per la trascrizione si è utilizzato il testo della prima edizione del 1615. La seconda edizione del 1628 è sostanzialmente identica alla prima, salvo minime differenze per lo più di ordine grafico. Nel secondo libro essa aggiunge però per intero i testi delle orazioni latine indicate dal Pesenti. Sono queste, evidentemente, le “nove Stelle” orgogliosamente annunciate dall’editore Fontana nella prefazione all’edizione. Abbiamo ritenuto di inserirle in nota ma non nel testo, non solo perché ne appesantirebbero inutilmente la lettura, ma anche perché sono frutto di un’arbitraria interpolazione non prevista dall’autore.
Un ringraziamento particolare all’indimenticato Gian Paolo che aveva intrapreso l’iniziativa di questo lavoro, e a Immacolata Agliardi Lancellotti, ad Alessio e Aiardo Agliardi, che ne hanno attivamente sostenuto il proseguimento. Senza di loro questo libro non sarebbe sicuramente giunto a buon fine, e non avremmo passato indimenticabili settimane immersi in un affascinante e misterioso Oriente seicentesco, alle prese con pirati barbareschi, predoni del deserto, antiche rovine cristiane e mistiche orazioni latine.
Hauendo da molti Reverendi Padri Predicatori più volte sentito nelle Prediche loro far mentione de’ luoghi santissimi, ove il nostro Sig. Giesu Christo s’incarnò, visse & patì per la redentione del genere humano; havendo anco letto in diversi libri i tanti miracoli ivi fatti, entrai in grandissimo desiderio di visitar quei siti, che N. Sig, nel corso di sua vita habitò, &: calcò co le sue pretiose piante, ove radunò gli Apostoli, predicò, & seminò la dottrina Evangelica; e facendomisi sempre col tempo più ardente il desiderio, alla fine deposto ogni altro pensiero, risolsi far ogni mio potere per arrivar a sì bramato termine. Correndo dunque la stagione, che più riscalda scrissi ad un mio caro amico in Vinegia (luogo dei più commodi per far tal viaggio) che mi facesse gratia ricercare, se ivi fosse Nave, che caricasse verso l’Isola di Cipro, & per levante; aggiungendovi che l’animo mio era di passar in Terra santa. Hebbi dall’amico felice risposta, cioè, che al principio di Settembre doveasi partire una Nave, chiamata Barca longa, & che era uno de’ migliori Vaselli, che hoggidì solchino questo Mare, & si apparecchiava per andar all’ultima Scala di Levante, ove ancora disegnava andar la Famiglia de’ Rev. Padri Zoccolanti, che ogni tre anni si mutano in Terra santa. Ricevuta la buona nuova, rescrissi, che mi dovesse andar avisando di ciò che succedeva come sempre egli fece. Et approssimandosi il tempo, havute lettere, come senza alcun fallo la Nave partiva a mezzo Settembrino risolutissimo, senza farne con alcuno parola, partitomi da Bergamo il quarto giorno di Settembrio 1612, arrivai a Vinegia il giorno santissimo della Natività della Gloriosa Vergine Maria. Il giorno seguente ritrovato l’amico, cui prima havea scritto, andai con lui a San Francesco della Vigna, Convento delli Reveren. Padri Zoccolanti, e qui ritrovato il Rever. P. Grisostomo Capranica, Commissario, &: Visitatore Apostolico di Terra santa, il quale dovea condurre la Sa