Sombreno - Villa Pesenti Agliardi. Il Giardino: differenze tra le versioni
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| + | '''''I grandi Alberi. Monumenti vegetali della terra bergamasca''. A cura di Gabriele Rinaldi. Provincia di Bergamo, Grafo, 2006, p. 108:''' | ||
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| + | Il carpino bianco è una latifoglia caducifoglia autoctona spontanea nei boschi collinari e planiziali che dispongano di un buon grado di umidità nel terreno. | ||
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| + | Non è facile individuare grandi esemplari in ambienti naturali poiché ha crescita piuttosto lenta, raggiunge dimensioni contenute e raramente prevale in altezza o volume sulle altre specie spontanee, le querce in particolare; è quindi comunque sfavorita nella competizione. La bellezza del tronco e del fogliame, specialmente in autunno, e la grande capacità di sopportare potature e sagomature ripetute, ne hanno fatto un elemento basale dell’arte del giardino. I parchi storici, ma anche i roccoli, raramente ne sono privi. A Sombreno, nel Parco della Villa Pesenti-Agliardi, vi sono esemplari rari per le dimensioni considerevoli, uno dei quali forma sette ramificazioni poderose già a pochi metri dal suolo, tanto da somigliare ad un candelabro. | ||
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| + | Il tronco è eccezionalmente contorto e le costolature sono particolarmente pronunciate; l’aspetto scultoreo è un indice di vetustà, anche se le proporzioni non danno l’impressione di un grande albero. La forma della chioma è espansa, appiattita in alto, orientata nella crescita dalla mano sapiente del giardiniere; ancora oggi, ogni 4-5 anni è soggetta ad una potatura di contenimento che interessa tutti i rami minori e che permette, quindi, la conservazione della forma voluta. | ||
Versione delle 19:45, 6 ott 2009
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I grandi Alberi. Monumenti vegetali della terra bergamasca. A cura di Gabriele Rinaldi. Provincia di Bergamo, Grafo, 2006, p. 108:
I CARPINI BIANCHI (Carpinus betulus)
Il carpino bianco è una latifoglia caducifoglia autoctona spontanea nei boschi collinari e planiziali che dispongano di un buon grado di umidità nel terreno.
Non è facile individuare grandi esemplari in ambienti naturali poiché ha crescita piuttosto lenta, raggiunge dimensioni contenute e raramente prevale in altezza o volume sulle altre specie spontanee, le querce in particolare; è quindi comunque sfavorita nella competizione. La bellezza del tronco e del fogliame, specialmente in autunno, e la grande capacità di sopportare potature e sagomature ripetute, ne hanno fatto un elemento basale dell’arte del giardino. I parchi storici, ma anche i roccoli, raramente ne sono privi. A Sombreno, nel Parco della Villa Pesenti-Agliardi, vi sono esemplari rari per le dimensioni considerevoli, uno dei quali forma sette ramificazioni poderose già a pochi metri dal suolo, tanto da somigliare ad un candelabro.
Il tronco è eccezionalmente contorto e le costolature sono particolarmente pronunciate; l’aspetto scultoreo è un indice di vetustà, anche se le proporzioni non danno l’impressione di un grande albero. La forma della chioma è espansa, appiattita in alto, orientata nella crescita dalla mano sapiente del giardiniere; ancora oggi, ogni 4-5 anni è soggetta ad una potatura di contenimento che interessa tutti i rami minori e che permette, quindi, la conservazione della forma voluta.
| 16 ottobre 1906. Fidanzamento di Elena Agliardi con Antonio Pesenti | |||
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| Ottobre 1906. Elena, Laura, Battista e Maria Agliardi alla fontana della ninfa |
Irma Gandini. L'obelisco, 1918-19 ca. Erbusco, coll. privata |
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