Pietro Maria Pesenti: differenze tra le versioni

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Cavaliere di S. Marco a Venezia
 
Cavaliere di S. Marco a Venezia
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[dalla scheda a cura di Luisa Vertova ne I pittori bergamaschi – Il Seicento II, p. 570, 683]
 
[dalla scheda a cura di Luisa Vertova ne I pittori bergamaschi – Il Seicento II, p. 570, 683]
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Firmato e datato 1650.
 
Firmato e datato 1650.
 
Accanto allo stemma dei Pesenti si legge: «Carolus Ceresa Pic(to)r». Mentre i parenti si sono fatti ritrarre tutti a mezza figura, per i venturi anni del rampollo di Gerolamo, destinato a portare avanti le fortune familiari, hanno voluto il ritratto a figura intera. Il Ceresa ha capito, e ha sostituito la grigia parete dietro il tavolo e il tendaggio con uno squarcio di aperta campagna, dove un cacciatore solitario coglie un uccello al volo. L’inserzione nello sfondo di una scenetta relativa al personaggio in primo piano è abbastanza frequente nella pittura sacra del Ceresa; ma questo è il solo caso a noi noto in cui egli l’adotta in un ritratto. Anche il giovane non è presentato in posa statica ma in azione, mentre raccoglie dal tavolo la lettera indirizzata «Al Sig. Pietro Maria Pisenti / Bergamo». La sua identità è meglio specificata dall’iscrizione che corre lungo il margine inferiore: «PETRUS MARIA FILIUS HIERONIMI DE PESENTIS / ANNO A NATIVITATE DOMINI MDCXXXXVIIIII AETATIS SUAE XXI».
 
Accanto allo stemma dei Pesenti si legge: «Carolus Ceresa Pic(to)r». Mentre i parenti si sono fatti ritrarre tutti a mezza figura, per i venturi anni del rampollo di Gerolamo, destinato a portare avanti le fortune familiari, hanno voluto il ritratto a figura intera. Il Ceresa ha capito, e ha sostituito la grigia parete dietro il tavolo e il tendaggio con uno squarcio di aperta campagna, dove un cacciatore solitario coglie un uccello al volo. L’inserzione nello sfondo di una scenetta relativa al personaggio in primo piano è abbastanza frequente nella pittura sacra del Ceresa; ma questo è il solo caso a noi noto in cui egli l’adotta in un ritratto. Anche il giovane non è presentato in posa statica ma in azione, mentre raccoglie dal tavolo la lettera indirizzata «Al Sig. Pietro Maria Pisenti / Bergamo». La sua identità è meglio specificata dall’iscrizione che corre lungo il margine inferiore: «PETRUS MARIA FILIUS HIERONIMI DE PESENTIS / ANNO A NATIVITATE DOMINI MDCXXXXVIIIII AETATIS SUAE XXI».
 
Bibl.- M. Valsecchi 19/2, s.p.; U.Ruggeri 19/9, pp. 39, 1 /9, fig. 239; L. Verteva 1983, i). 49.
 
Bibl.- M. Valsecchi 19/2, s.p.; U.Ruggeri 19/9, pp. 39, 1 /9, fig. 239; L. Verteva 1983, i). 49.

Versione delle 18:48, 23 mag 2007

(1629 † 1716)

[Genealogia]

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Carlo Ceresa. Ritratto di Pietro Maria di Gerolamo Pesenti a 21 anni". Olio su tela (cm 232x116) Bergamo, collezione privata. Datato 1650

Cavaliere di S. Marco a Venezia


[dalla scheda a cura di Luisa Vertova ne I pittori bergamaschi – Il Seicento II, p. 570, 683]

Firmato e datato 1650. Accanto allo stemma dei Pesenti si legge: «Carolus Ceresa Pic(to)r». Mentre i parenti si sono fatti ritrarre tutti a mezza figura, per i venturi anni del rampollo di Gerolamo, destinato a portare avanti le fortune familiari, hanno voluto il ritratto a figura intera. Il Ceresa ha capito, e ha sostituito la grigia parete dietro il tavolo e il tendaggio con uno squarcio di aperta campagna, dove un cacciatore solitario coglie un uccello al volo. L’inserzione nello sfondo di una scenetta relativa al personaggio in primo piano è abbastanza frequente nella pittura sacra del Ceresa; ma questo è il solo caso a noi noto in cui egli l’adotta in un ritratto. Anche il giovane non è presentato in posa statica ma in azione, mentre raccoglie dal tavolo la lettera indirizzata «Al Sig. Pietro Maria Pisenti / Bergamo». La sua identità è meglio specificata dall’iscrizione che corre lungo il margine inferiore: «PETRUS MARIA FILIUS HIERONIMI DE PESENTIS / ANNO A NATIVITATE DOMINI MDCXXXXVIIIII AETATIS SUAE XXI». Bibl.- M. Valsecchi 19/2, s.p.; U.Ruggeri 19/9, pp. 39, 1 /9, fig. 239; L. Verteva 1983, i). 49.