Pietro (Pedrino) Lupi (04): differenze tra le versioni
| (2 versioni intermedie di uno stesso utente non sono mostrate ) | |||
| Riga 9: | Riga 9: | ||
Figlio di '''[[Detesalvo Lupi (03)]]''' (ca 1390-1461) e Bona Rota (post 1445-1462 | Figlio di '''[[Detesalvo Lupi (03)]]''' (ca 1390-1461) e Bona Rota (post 1445-1462 | ||
| − | Sposato con Maddalena Rivola | + | Sposato con Maddalena Rivola (ante 1460- post 1482), da cui: |
Giovanni Maria 1477/1482-1560 | Giovanni Maria 1477/1482-1560 | ||
| Riga 20: | Riga 20: | ||
'''GABRIELE MEDOLAGO, ''Il castello di Cenate Sotto e la Famiglia Lupi'', Amministrazione Comunale di Cenate Sotto, 2003, p. 270''': | '''GABRIELE MEDOLAGO, ''Il castello di Cenate Sotto e la Famiglia Lupi'', Amministrazione Comunale di Cenate Sotto, 2003, p. 270''': | ||
| − | Nacque fra il 1459 ed il 1461 | + | Nacque fra il 1459 ed il 1461 ['''1764'''] dal generale Detesalvo e da Bona di Guglielmo Rota. |
Fu come gli altri suoi fratelli al soldo dei Veneziani; militò parecchi anni dopo la morte del padre in minor grado e fu poi creato conestabile. | Fu come gli altri suoi fratelli al soldo dei Veneziani; militò parecchi anni dopo la morte del padre in minor grado e fu poi creato conestabile. | ||
| − | Nel 1484 fu inviato dalla Signoria alla difesa dell’importantissimo posto di Brembate Sotto con l’incarico di conestabile con 100 paghe della Val Seriana Superiore. Egli però lasciò quella terra ai milanesi e per questo venne sospettato di tradimento e con Ducale del 9 febbraio 1485 (1486 more veneto) fu privato dell’incarico e cassato, si stabilì anche che non avrebbe mai potuto avere custodia di città o luogo e che non avrebbe potuto essere graziato se non con 3/4 dei voti del Consiglio dei X. | + | Nel 1484 fu inviato dalla Signoria alla difesa dell’importantissimo posto di Brembate Sotto con l’incarico di conestabile con 100 paghe della Val Seriana Superiore. Egli però lasciò quella terra ai milanesi e per questo venne sospettato di tradimento e con Ducale del 9 febbraio 1485 (1486 more veneto) fu privato dell’incarico e cassato, si stabilì anche che non avrebbe mai potuto avere custodia di città o luogo e che non avrebbe potuto essere graziato se non con 3/4 dei voti del Consiglio dei X ['''1765''']. |
Successivamente furono però riconosciute la sua fedeltà e probità e, dileguato ogni sospetto, il 28 agosto 1489 il doge Agostino Barbarigo con Ducale diretta a Bernardino Bembo, dottore e cavaliere, podestà, ed a Giovanni Marcello capitano di Bergamo, riammise Pedrino nella condotta con 30 paghe. | Successivamente furono però riconosciute la sua fedeltà e probità e, dileguato ogni sospetto, il 28 agosto 1489 il doge Agostino Barbarigo con Ducale diretta a Bernardino Bembo, dottore e cavaliere, podestà, ed a Giovanni Marcello capitano di Bergamo, riammise Pedrino nella condotta con 30 paghe. | ||
| Riga 30: | Riga 30: | ||
Il 26 maggio 1492 nella vicinia di Antescolis a Bergamo nella sala della sua residenza, Pietro e Federico fratelli fu Giovanni Rivola si obbligarono, a nome anche di Gabriele e Giovanni Marco e Marc’Antonio nipoti fu Francesco, a pagargli 82 ducati d’oro di dote per la loro sorella Maddalena. Il 2 marzo 1495 “in vicinia di Arena o di Antescolis” nella sala grande della casa di sua residenza, egli diede quietanza ai fratelli Rivola. | Il 26 maggio 1492 nella vicinia di Antescolis a Bergamo nella sala della sua residenza, Pietro e Federico fratelli fu Giovanni Rivola si obbligarono, a nome anche di Gabriele e Giovanni Marco e Marc’Antonio nipoti fu Francesco, a pagargli 82 ducati d’oro di dote per la loro sorella Maddalena. Il 2 marzo 1495 “in vicinia di Arena o di Antescolis” nella sala grande della casa di sua residenza, egli diede quietanza ai fratelli Rivola. | ||
| − | Fu nel Consiglio di Bergamo dal 10 maggio 1495. Nella raccolta di poesie per le nozze Brembati-Lupi, in una nota ad un sonetto del conte Antonio Fugaccia, si dice, citando documenti di casa Lupi, che Pedrino era stato a servizio dei Duchi di Milano ed aveva ottenuto per i suoi meriti il privilegio di aggiungere alla antiche armi della sua famiglia anche le rose. | + | Fu nel Consiglio di Bergamo dal 10 maggio 1495. Nella raccolta di poesie per le nozze Brembati-Lupi, in una nota ad un sonetto del conte Antonio Fugaccia, si dice, citando documenti di casa Lupi, che Pedrino era stato a servizio dei Duchi di Milano ed aveva ottenuto per i suoi meriti il privilegio di aggiungere alla antiche armi della sua famiglia anche le rose ['''1771''']. |
Spirò nel 1496. | Spirò nel 1496. | ||
| + | |||
| + | |||
| + | '''NOTE''' | ||
| + | |||
| + | ['''1764'''] PCB 4590 Pedrino e Detesalvo nel 1477 avevano un’età compresa fra i 14 e i 18 anni. | ||
| + | |||
| + | ['''1765'''] Angelini “Sommario…” 158; Lupi “Memorie…” 185 che stranamente afferma che fu inviato nel 1485; Belotti III, 138. | ||
| + | |||
| + | ['''1771'''] “Poesie… Coriolano Brembati… Lupi” XIV. Viene ricordato come condottiero al servizio dei Duchi di Milano anche a XLI. | ||
Versione attuale delle 16:30, 9 gen 2008
Torna a Lupi
Vai a genealogia
Nato tra 1459 e 1461
Deceduto nel 1496
Figlio di Detesalvo Lupi (03) (ca 1390-1461) e Bona Rota (post 1445-1462
Sposato con Maddalena Rivola (ante 1460- post 1482), da cui:
Giovanni Maria 1477/1482-1560
Giovanni Girolamo 1480/1496
Giovanni Francesco 1482/1496-1500/
GABRIELE MEDOLAGO, Il castello di Cenate Sotto e la Famiglia Lupi, Amministrazione Comunale di Cenate Sotto, 2003, p. 270:
Nacque fra il 1459 ed il 1461 [1764] dal generale Detesalvo e da Bona di Guglielmo Rota. Fu come gli altri suoi fratelli al soldo dei Veneziani; militò parecchi anni dopo la morte del padre in minor grado e fu poi creato conestabile.
Nel 1484 fu inviato dalla Signoria alla difesa dell’importantissimo posto di Brembate Sotto con l’incarico di conestabile con 100 paghe della Val Seriana Superiore. Egli però lasciò quella terra ai milanesi e per questo venne sospettato di tradimento e con Ducale del 9 febbraio 1485 (1486 more veneto) fu privato dell’incarico e cassato, si stabilì anche che non avrebbe mai potuto avere custodia di città o luogo e che non avrebbe potuto essere graziato se non con 3/4 dei voti del Consiglio dei X [1765].
Successivamente furono però riconosciute la sua fedeltà e probità e, dileguato ogni sospetto, il 28 agosto 1489 il doge Agostino Barbarigo con Ducale diretta a Bernardino Bembo, dottore e cavaliere, podestà, ed a Giovanni Marcello capitano di Bergamo, riammise Pedrino nella condotta con 30 paghe.
Sposò Maddalena figlia di Giovanni Rivola, da cui ebbe il figlio Giovan Maria. Il 26 maggio 1492 nella vicinia di Antescolis a Bergamo nella sala della sua residenza, Pietro e Federico fratelli fu Giovanni Rivola si obbligarono, a nome anche di Gabriele e Giovanni Marco e Marc’Antonio nipoti fu Francesco, a pagargli 82 ducati d’oro di dote per la loro sorella Maddalena. Il 2 marzo 1495 “in vicinia di Arena o di Antescolis” nella sala grande della casa di sua residenza, egli diede quietanza ai fratelli Rivola.
Fu nel Consiglio di Bergamo dal 10 maggio 1495. Nella raccolta di poesie per le nozze Brembati-Lupi, in una nota ad un sonetto del conte Antonio Fugaccia, si dice, citando documenti di casa Lupi, che Pedrino era stato a servizio dei Duchi di Milano ed aveva ottenuto per i suoi meriti il privilegio di aggiungere alla antiche armi della sua famiglia anche le rose [1771].
Spirò nel 1496.
NOTE
[1764] PCB 4590 Pedrino e Detesalvo nel 1477 avevano un’età compresa fra i 14 e i 18 anni.
[1765] Angelini “Sommario…” 158; Lupi “Memorie…” 185 che stranamente afferma che fu inviato nel 1485; Belotti III, 138.
[1771] “Poesie… Coriolano Brembati… Lupi” XIV. Viene ricordato come condottiero al servizio dei Duchi di Milano anche a XLI.