Capilupi: differenze tra le versioni
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'''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, 1928-32, vol. II, p. 284:''' | '''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, 1928-32, vol. II, p. 284:''' | ||
| + | Antica famiglia mantovana le cui memorie risalgono al sec. XII. Le istorie trevigiane ricordano diversi personaggi di questa famiglia che rivestirono la carica di Console e di consigliere della repubblica fino oltre la metà del sec. XIII. Circa in quest’epoca si stabilirono in Mantova definitivamente; durante la dominazione dei Gonzaga, e cioè dal 1328 al 1707, parecchi furono ambasciatori e segretari di Stato presso corti straniere, due furono governatori di Casale, due presidenti del Magistrato di Mantova, uno fu ministro ed uno podestà di Viadana. Dette numerosi maggiordomi, protonotari apostolici e camerieri d’onore a varii pontefici nel XVI secolo. GIULIO, IPPOLITO, CAMILLO, ALFONSO e LELIO si distinsero per i loro scritti italiani e latini, sì che il Tasso e l’Ariosto li ricordano nelle loro rime. IPPOLITO, vescovo di Fano nel 1561, nunzio con podestà cardinalizia presso la Repubblica Veneta per la Santa Sede ed internunzio a Roma ed a Napoli del re e della regina di Svezia, fu una delle figure più eminenti, di questa famiglia. I Capilupi furono riconosciuti nobili da Lodovico Gonzaga; ebbero il titolo di marchese dal duca Carlo II Gonzaga nel 1650 e che fu riconfermato successivamente nel 1739, nel 1772, ed in fine nel 1825. | ||
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Versione delle 02:28, 3 mag 2017
Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. II, p. 284:
Antica famiglia mantovana le cui memorie risalgono al sec. XII. Le istorie trevigiane ricordano diversi personaggi di questa famiglia che rivestirono la carica di Console e di consigliere della repubblica fino oltre la metà del sec. XIII. Circa in quest’epoca si stabilirono in Mantova definitivamente; durante la dominazione dei Gonzaga, e cioè dal 1328 al 1707, parecchi furono ambasciatori e segretari di Stato presso corti straniere, due furono governatori di Casale, due presidenti del Magistrato di Mantova, uno fu ministro ed uno podestà di Viadana. Dette numerosi maggiordomi, protonotari apostolici e camerieri d’onore a varii pontefici nel XVI secolo. GIULIO, IPPOLITO, CAMILLO, ALFONSO e LELIO si distinsero per i loro scritti italiani e latini, sì che il Tasso e l’Ariosto li ricordano nelle loro rime. IPPOLITO, vescovo di Fano nel 1561, nunzio con podestà cardinalizia presso la Repubblica Veneta per la Santa Sede ed internunzio a Roma ed a Napoli del re e della regina di Svezia, fu una delle figure più eminenti, di questa famiglia. I Capilupi furono riconosciuti nobili da Lodovico Gonzaga; ebbero il titolo di marchese dal duca Carlo II Gonzaga nel 1650 e che fu riconfermato successivamente nel 1739, nel 1772, ed in fine nel 1825.
La famiglia è iscritta nell’Elenco nob. uff. con titolo di marchese (mpr.), in persona di:
GIULIO CESARE, di Luigi, di Carlo, coi suoi fratelli Clara, Ippolita ved. Gobio, ALBERTO e ALFONSO.
v. s. [Vittorio Spreti]
Indice
Genealogia
Stemmi
ARMA: D’oro alla testa di lupo di nero, posata sopra tre palle d’argento poste in fascia.
Storia
Personaggi
Dimore
Mantova
Iconografia
Dipinti e Ritratti
Archivio fotografico
Fonti
Bibliografia
http://www.treccani.it/enciclopedia/capilupi/