Tosi (Milano): differenze tra le versioni

Da EFL - Società Storica Lombarda.
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ARMA: Partito: nel 1° troncato: sopra di azzurro al sole raggiante d’oro; sotto d’argento al ramo di rosa fiorito di tre e fogliato al naturale, sormontato da una palomba in volo, con la fascia d’oro sulla partizione caricata di tre rose araldiche di rosso; nel 2°: d’argento al cavallo spaventato di rosso sormontato da tre stelle di sei raggi d’azzurro, 1 e 2.
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[[Immagine:Tosi (Spreti).jpg|thumb|Spreti, vol. VI, p. 686]]
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'''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, 1928-32, vol. VI, p. 686:'''
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DIMORA: Roma.
 
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Famiglia originaria da Milano, trapiantatasi a Roma fin dal secolo XVI. Conta vari personaggi, resisi noti nella storia per aver preso parte ad importanti fatti d’armi e per aver ricoperto alti uffici di dignità. GIOVANNI BATTISTA, detto il Capitano Palombara, colonnello di S. R. C. e vincitore del Torneo di Belvedere (1565), combattè sotto il comando di Pompeo Colonna contro i Turchi a Malta e con Giacomo Boncompagni a Piperno, Sezze, Velletri ed altri luoghi, finché nel 1582 fu nominato da Virginio Orsini suo luogotenente generale nel Ducato dell’Amatrice; MARIO, cavaliere aurato e dottore in «utroque», fu alfiere di S. R. C. al Conclave di San Pio V; GIUSEPPE, lancia spezzata di Clemente IX; PIETRO PAOLO, giudice collaterale del Campidoglio, nel 1770 creato cavaliere aurato e conte palatino; LUIGI nel 1801 aggregato con tutti i suoi discendenti al patriziato sabino.
 
Famiglia originaria da Milano, trapiantatasi a Roma fin dal secolo XVI. Conta vari personaggi, resisi noti nella storia per aver preso parte ad importanti fatti d’armi e per aver ricoperto alti uffici di dignità. GIOVANNI BATTISTA, detto il Capitano Palombara, colonnello di S. R. C. e vincitore del Torneo di Belvedere (1565), combattè sotto il comando di Pompeo Colonna contro i Turchi a Malta e con Giacomo Boncompagni a Piperno, Sezze, Velletri ed altri luoghi, finché nel 1582 fu nominato da Virginio Orsini suo luogotenente generale nel Ducato dell’Amatrice; MARIO, cavaliere aurato e dottore in «utroque», fu alfiere di S. R. C. al Conclave di San Pio V; GIUSEPPE, lancia spezzata di Clemente IX; PIETRO PAOLO, giudice collaterale del Campidoglio, nel 1770 creato cavaliere aurato e conte palatino; LUIGI nel 1801 aggregato con tutti i suoi discendenti al patriziato sabino.
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ARMA: Partito: nel 1° troncato: sopra di azzurro al sole raggiante d’oro; sotto d’argento al ramo di rosa fiorito di tre e fogliato al naturale, sormontato da una palomba in volo, con la fascia d’oro sulla partizione caricata di tre rose araldiche di rosso; nel 2°: d’argento al cavallo spaventato di rosso sormontato da tre stelle di sei raggi d’azzurro, 1 e 2.

Versione delle 13:02, 26 mar 2020

Spreti, vol. VI, p. 686

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. VI, p. 686:

DIMORA: Roma. Famiglia originaria da Milano, trapiantatasi a Roma fin dal secolo XVI. Conta vari personaggi, resisi noti nella storia per aver preso parte ad importanti fatti d’armi e per aver ricoperto alti uffici di dignità. GIOVANNI BATTISTA, detto il Capitano Palombara, colonnello di S. R. C. e vincitore del Torneo di Belvedere (1565), combattè sotto il comando di Pompeo Colonna contro i Turchi a Malta e con Giacomo Boncompagni a Piperno, Sezze, Velletri ed altri luoghi, finché nel 1582 fu nominato da Virginio Orsini suo luogotenente generale nel Ducato dell’Amatrice; MARIO, cavaliere aurato e dottore in «utroque», fu alfiere di S. R. C. al Conclave di San Pio V; GIUSEPPE, lancia spezzata di Clemente IX; PIETRO PAOLO, giudice collaterale del Campidoglio, nel 1770 creato cavaliere aurato e conte palatino; LUIGI nel 1801 aggregato con tutti i suoi discendenti al patriziato sabino. La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. col titolo di patrizio sabino (mf.), in persona di PIETRO PAOLO, di Giuseppe, di Gaetano, di Luigi. Fratelli: Adele, Francesca, Teresa in Del Pero Pardi e RODOLFO (†). Figlie di Rodolfo: Adriana e Bianca. Altro ramo. ATTILIO, di Luigi, di Gaetano, di Luigi. Fratelli: CARLO e MARIO, dott. in giurisprudenza, cancelliere della Consulta Araldica del Regno, grand’ufficiale dell’Ordine del S. Sepolcro di Gerusalemme, comm. della Corona d’Italia, ecc. Figli di Carlo: LUIGI, GIUSEPPE e Beatrice. Figlio di Mario: GUSTAVO. Altro ramo. MARIO, di Filippo, di Mario, di Luigi. Sorelle: Francesca e Maria.

e. p. u. [Edoardo Persichetti Ugolini]

ARMA: Partito: nel 1° troncato: sopra di azzurro al sole raggiante d’oro; sotto d’argento al ramo di rosa fiorito di tre e fogliato al naturale, sormontato da una palomba in volo, con la fascia d’oro sulla partizione caricata di tre rose araldiche di rosso; nel 2°: d’argento al cavallo spaventato di rosso sormontato da tre stelle di sei raggi d’azzurro, 1 e 2.