Altre case e palazzi Lupi in Bergamo: differenze tra le versioni

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Abbiamo notizia di altre case della famiglia Lupi, alcune in proprietà, altre in affitto.
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Nel 1542 e nel 1553 in vicinia di San Matteo troviamo l’abitazione di Alessandro Lupi di proprietà di Marco di Lodovico Suardi.  Nel 1542 però la troviamo indicata come casa di proprietà ed abitazione di Alessandro.
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Almeno dal 1576 Pietro fu Detesalvo Lupi abitò nella vicinia di Sant’Alessandro della Croce in casa d’affitto, con il figlio Adriano. Abbiamo anche un inventario dei mobili di questa casa nel 1587.  Nel 1592 anche i figli ed eredi di Adriano abitavano in questa vicinia.
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Una polizza presentata il 14 luglio 1579 e l’8 febbraio 1580 risulta che Giovanni Battista Lupi possedeva una casa in Sant’Alessandro della Croce, coppata, cilterata e cortiva con confinanti ad est Marc’Antonio Carrara speziale ed a sud la strada, del valore di 800 lire, il cui affitto annuo era di 50 lire.
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Il 17 settembre 1585 Orazio di Pietro affittò la casa nella vicinia di Sant’Alessandro della Croce, già di Guerino Lupi, con clausole in caso di guerra.
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Il 16 marzo 1604 troviamo l’estimo di Giovanni Maria di Gerolamo Lupi, abitante nella vicinia di Sant’Alessandro della Croce, nel quale si cita una casa nella stessa vicinia per suo uso confinante a nord con la strada ed a sud con Prospero Sale.
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Il 20 giugno 1628 Gerolamo, Flaminio, Fortunato, Giulio e Giovanni, figli legittimi e naturali del fu Orazio fu Gerolamo Lupi, che già da sei anni circa aveva fatto le divisioni con atto di Giovanni Battista Bottani, perfezionarono la divisione stessa. A Flaminio toccò una casa di più corpi, ortiva e cortiva ed apotecata nel Borgo di Sant’Antonio, vicinia di Sant’Alessandro della Croce, con ad est Gerolamo Zanchi ed in parte Giovanni Viscardi, a sud la strada, ad ovest il Consorzio di San Giovanni ed in parte Paolo Trebucchini, a nord la commenda di San Giovanni dell’Ospedale, per un valore di 1˙200 scudi.
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Il dottor Vittorio nel 1596 acquistò da Orazio Cologno una casa in Borgo San Tomaso.
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Il 10 luglio 1725 Vittorio fu Adriano Lupi abitava in una casa in Borgo San Tomaso, composta da diversi corpi, acquistata dal curatore dell’eredità della fu Giulia Locatelli Lupi, madre di Vittorio fu Corrado Lupi, il 17 aprile 1674 e pervenutagli per divisioni con il fratello il 18 agosto 1708.
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Nella parrocchia di San Michele dell’Arco troviamo un ramo della famiglia Lupi dal 1573 al 1795. Esso aveva un’abitazione in contrada di Corsarola o San Matteo vicinia San Michele d’Arco. La casa ci viene descritta in divisioni del 1628  e 1630  ed è citata anche in seguito.

Versione delle 22:00, 22 ott 2007

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Gabriele Medolago, Il Castello di Cenate Sotto e la Famiglia Lupi, Amministrazione Comunale di Cenate Sotto, 2003, p. 170:

di Gabriele Medolago

Abbiamo notizia di altre case della famiglia Lupi, alcune in proprietà, altre in affitto. Nel 1542 e nel 1553 in vicinia di San Matteo troviamo l’abitazione di Alessandro Lupi di proprietà di Marco di Lodovico Suardi. Nel 1542 però la troviamo indicata come casa di proprietà ed abitazione di Alessandro. Almeno dal 1576 Pietro fu Detesalvo Lupi abitò nella vicinia di Sant’Alessandro della Croce in casa d’affitto, con il figlio Adriano. Abbiamo anche un inventario dei mobili di questa casa nel 1587. Nel 1592 anche i figli ed eredi di Adriano abitavano in questa vicinia. Una polizza presentata il 14 luglio 1579 e l’8 febbraio 1580 risulta che Giovanni Battista Lupi possedeva una casa in Sant’Alessandro della Croce, coppata, cilterata e cortiva con confinanti ad est Marc’Antonio Carrara speziale ed a sud la strada, del valore di 800 lire, il cui affitto annuo era di 50 lire. Il 17 settembre 1585 Orazio di Pietro affittò la casa nella vicinia di Sant’Alessandro della Croce, già di Guerino Lupi, con clausole in caso di guerra. Il 16 marzo 1604 troviamo l’estimo di Giovanni Maria di Gerolamo Lupi, abitante nella vicinia di Sant’Alessandro della Croce, nel quale si cita una casa nella stessa vicinia per suo uso confinante a nord con la strada ed a sud con Prospero Sale. Il 20 giugno 1628 Gerolamo, Flaminio, Fortunato, Giulio e Giovanni, figli legittimi e naturali del fu Orazio fu Gerolamo Lupi, che già da sei anni circa aveva fatto le divisioni con atto di Giovanni Battista Bottani, perfezionarono la divisione stessa. A Flaminio toccò una casa di più corpi, ortiva e cortiva ed apotecata nel Borgo di Sant’Antonio, vicinia di Sant’Alessandro della Croce, con ad est Gerolamo Zanchi ed in parte Giovanni Viscardi, a sud la strada, ad ovest il Consorzio di San Giovanni ed in parte Paolo Trebucchini, a nord la commenda di San Giovanni dell’Ospedale, per un valore di 1˙200 scudi. Il dottor Vittorio nel 1596 acquistò da Orazio Cologno una casa in Borgo San Tomaso. Il 10 luglio 1725 Vittorio fu Adriano Lupi abitava in una casa in Borgo San Tomaso, composta da diversi corpi, acquistata dal curatore dell’eredità della fu Giulia Locatelli Lupi, madre di Vittorio fu Corrado Lupi, il 17 aprile 1674 e pervenutagli per divisioni con il fratello il 18 agosto 1708. Nella parrocchia di San Michele dell’Arco troviamo un ramo della famiglia Lupi dal 1573 al 1795. Esso aveva un’abitazione in contrada di Corsarola o San Matteo vicinia San Michele d’Arco. La casa ci viene descritta in divisioni del 1628 e 1630 ed è citata anche in seguito.