Castello di Cenate Sotto - AFFRESCHI: differenze tra le versioni

Da EFL - Società Storica Lombarda.
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Versione delle 20:39, 21 mag 2008

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Gabriele Medolago – Francesco Macario, IL CASTELLO DI CENATE SOTTO E LA FAMIGLIA LUPI, pp. 80-97:


GLI AFFRESCHI

Gli affreschi coprono l’arco cronologico dal XV-XVI al XIX secolo.

Durante l’intervento iniziato nel 1997 quelli della parte nord furono tutti restaurati, o spesso semplicemente puliti, dall’impresa La Torre restauri di Bergamo, sotto la guida di Antonio Moretti che decorò ex novo alcuni locali dei mezzanini.


AFFRESCHI DELL’ALA NORD

Le tre stanze al primo piano dell’ala nord sono ornate da pregevoli affreschi, i più antichi di tutto il castello e di alto livello qualitativo.

Le pareti della prima, quella verso ovest, presentano decorazioni con specchiature con cornice in finta pietra di Sarnico, all’interno specchiature in finto marmo con al centro un tondo e due semitondi. I tondi ospitano medaglioni con ritratti: entrando partendo da sinistra manca l’affresco, abbiamo poi un guerriero, una dama, un guerriero, la finestra, una dama, manca l’ultimo guerriero.

La cornice floreale, visibilmente ritoccata, mostra un rapace che cattura un agnello od una lepre. Il soffitto presenta decorazioni con tondi e rombi, dipinti in colori chiari. Sul listello si trova la caratteristica greca dei Lupi con i tre colori dello stemma: bianco, rosso e verde, presente anche al di sotto dei torciglioni ed in molti affreschi e decorazioni, e lateralmente i tradizionali dentelli triangolari. Sul lato esterno la porta era corniciata da riquadro affrescato di cui restano tracce. Gli affreschi sono rovinati in corrispondenza del caminetto.

Anche le pareti della seconda stanza presentano decorazioni con lesene recanti una sirena come cariatide e riquadri vuoti. Probabilmente Don Dentella, dicendo che l’antica ala nord, benché sfuggita ai rimaneggiamenti, fu guastata nelle figure da vandali e nelle cornici lignee del soffitto da chi aveva asportato gli affreschi per venderli , si riferisce a queste due stanze. Come pure qui, a quanto si tramanda, alcune figure sono state rovinate dai contadini che abitarono in queste stanze, in quanto considerate demoniache.

Senza dubbio la stanza più interessante è la terza, che presenta pregevoli affreschi, purtroppo rovinati in corrispondenza delle due porte attuali e della finestra verso ovest sul lato nord. Lungo tutto il perimetro, subito sotto il soffitto, corre un’alta cornice affrescata con motivi floreali e medaglioni. Al centro del lato sud vi è un medaglione con una testa di giovine biondo con i capelli lunghi, di fronte quello di una giovane donna posta di tre quarti. Sulle pareti scendevano festoni floreali con bacche rosse, forse un simbolo relativo alle nozze, legati ad anelli, vi erano poi lesene e corniciature, ancora in piccola parte visibili dopo il restauro.

Negli altri medaglioni, all’interno di decorazioni floreali, vi sono, su fondo verde, rosso e giallo, scudi a testa di cavallo con stemmi. Sulla parete sud troviamo a sinistra uno stemma Mazzucconi de Rivola, a destra una lacuna, sulla parete ovest uno stemma non ben leggibile, forse con scaglione, uno Lupi, ed uno Caleppio, sulla parete nord ancora uno stemma Lupi ed uno Caleppio, sulla parete est uno stemma non identificato, uno Lupi ed infine uno Rota della Pianca.

Araldicamente gli stemmi vengono così descritti:

Troncato: nel 1° d’oro al castello d’argento, turrito di tre pezzi tondi merlati alla guelfa, quello laterale più alto, aperto del campo, nel 2° di verde. Mazzucconi de Rivola , di persona non identificata, si potrebbe ipotizzare si tratti della prima moglie di Detesalvo.

Stemma poco leggibile che sembra presentare uno scaglione.

Inquartato: nel 1° e 4° d’argento al giglio fiorito d’argento, ingambito e fogliato di due pezzi di verde, posto in palo, fasciato di rosso; nel 2° e nel 3° ondato d’argento di rosso e di verde. Si tratta dello stemma Lupi.

Di rosso al leone rampante d’oro . Certamente di Ursina Caleppio, moglie di Girardo.

Troncato: nel 1° d’argento, nel secondo sbarrato d’oro e di rosso. Non identificato.

Di rosso a tre monti di verde caricati di una testa di moro al naturale rivolta verso destra, bendata d’argento col capo d’argento alla ruota di sei raggi di rosso.

Si tratta probabilmente dello stemma di Bona Rota della Pianca, seconda moglie di Detesalvo.

Si può ipotizzare che questa decorazione faccia riferimento al matrimonio fra Girardo Lupi, figlio del condottiere Detesalvo, ed Ursina Caleppio, avvenuto anteriormente al 1477. In quell’anno la proprietà dell’edificio pervenne proprio a Girardo e gli stemmi raffigurati sembrano coerenti con l’ipotesi. Nel medaglione centrale nord vi è probabilmente il ritratto di Ursina, affiancata dallo stemma del marito e dal proprio. I due stemmi affrontanti sui lati orientale ed occidentale verso nord potrebbero essere quelli del padre e della madre della sposa, ad ovest Caleppio e ad est [...]. Sulla parete sud si trova invece forse il ritratto di Girardo, lo stemma a destra dovrebbe essere quello Lupi e quello a sinistra quello della madre. Sul lato est invece è collocato lo stemma Rota della Pianca e di fronte un altro. Al centro delle due pareti si trova lo stemma Lupi.

La datazione di questi affreschi può oscillare fra la seconda metà del XV secolo ed i primi anni del successivo. Nel caso in cui l’identificazione proposta fosse valida, la datazione risalirebbe a prima del 1477.

Da alcuni questi dipinti sono stati avvicinati all’opera di Bartolomeo Suardi detto Bramantino (1465?-1530) o della sua scuola.

Il portico al pian terreno presenta decorazioni sopra tutte le cinque porte con riquadri a motivi floreali e la cornice dei Lupi, risalenti probabilmente all’inizio del XVI secolo, al momento della realizzazione del portico, ritoccate alla fine del XVII secolo e negli anni ‘20 del XX. I contorni degli archi sono graffiti e colorati. Di particolare interesse è la decorazione dipinta del sopraporta verso est, recante un tempo al centro uno stemma Lupi.


AFFRESCHI DELLO SCALONE NORD

Il plafone dello scalone della parte nord è ornato da affreschi a trompe l’oeil a tre scomparti, quello centrale quadrato e due minori ai lati, con un alto fregio che si estende con mensole, sagome ed ornati lungo le pareti.

Nel riquadro centrale sta il Tempo, un vecchio alato, che rapisce ed abbraccia una giovane donna (forse la Giovinezza, la Bellezza o la Vita), a lato vi è un angioletto con falce e serpente che si morde la coda in forma di cerchio (simbolo dell’eterno ritorno del tempo e della circolarità dello stesso), in basso vi sono una figura che sembra la Medusa, forse la Perfidia, ed una vecchia con una fiaccola accesa ed un pugnale, forse la Discordia. Nel riquadro verso nord si trova una donna con clipeo, spada, elmo, affiancata da un personaggio che cavalca un animale in forma di drago o di leone, reggendo con la destra le redini dell’animale e con la sinistra un fascio di freccie. Si tratta probabilmente dell’allegoria della Ragione che doma la Bestialità. Al di sopra un amorino regge un drappo. Nei quattro riquadri sono affrescate tabelle pendenti su ognuna delle quali si trova una delle cifre 1692, che insieme indicano la data dell’esecuzione.

Nel riquadro verso sud si trova una vergine con tre putti che pone le briglie ad un unicorno, in ognuna di quattro altre tabelle sta una lettera della parola ANNO.

Nella cornice delle pareti si trovano alcuni monocromi verdi con scene mitologiche. Sulla parete nord si vedono un uomo con le vesti svolazzanti, un cane e due astanti; sulla parete est a nord Europa sul toro ed a sud Ercole che uccide l’Idra; su quella sud un centauro con una donna dormiente, forse Deianira; su quella ovest a sud un centauro che sorprende una donna dietro le spighe ed a nord una donna ed un uomo barbuto seduti e con una lancia.

AFFRESCHI DELL’ALA OCCIDENTALE

Nell’ala occidentale quasi tutte le sale sono affrescate con figure allegoriche.

L’ingegner Angelini ha ipotizzato cartoni di Antonio Cifrondi (1656-1730) riportati sulle pareti da un collaboratore. Questo pittore nel 1691 eseguì affreschi nella canonica di Trescore, datati appunto MDCXCI.

Il pian terreno presenta stanze con pavimento alla veneziana e soffitti a volta decorati da affreschi. Nella sala da pranzo la volta è tripartita all’interno di corniciature. Nel riquadro verso sud abbiamo un putto alato con aquila e fulmini, simbolo di Giove, in quello centrale due putti reggenti una clava e con a destra un’arpia, a ricordare Ercole, in quello nord un puttino coronato di tralci di vite con bastone e tralci d’uva ed una leoparda, simboli di Bacco.

Nella cornice dipinta si trovano alcuni busti e medaglioni con scenette. Partendo dall’angolo sud-est abbiamo due donne di cui una coronata, un mezzo busto di Mercurio, due donne ed una figura al centro, un busto femminile, Zeus con due donne, un mezzobusto d’uomo, tre donne delle quali quella al centro con corona d’alloro, forse le tre Grazie, un busto di donna, Amore e Psiche, un mezzobusto maschile in abito romano, tre donne di cui una con ramo d’ulivo.

Nella stanza centrale abbiamo un affresco al centro della volta, pesantemente ritoccato nel restauro Taragni, raffigu


Affreschi della seconda sala
Affreschi della seconda sala
Parete sud della sala quattrocentesca
Parete est della sala quattrocentesca
Parete nord della sala quattrocentesca
Medaglione della sala quattrocentesca raffigurante forse Gerardo Lupi
Medaglione della sala quattrocentesca, raffigurante forse Ursina Calepio
Stemma Mazzucconi de Rivola nella sala quattrocentesca, probabilmente della prima moglie di Detesalvo Lupi
Stemma probabilmente di Bona Rota della Pianca nella sala quattrocentesca, seconda moglie di Detesalvo Lupi
Stemma non identificato nella sala quattrocentesca
Stemma di Ursina Calepio, moglie di Girardo Lupi, nella sala quattrocentesca
Il riquadro sud del soffitto dello scalone
Il riquadro centrale del soffitto dello scalone
Il riquadro nord del soffitto dello scalone
Sala con camino (lato ovest)
Sala con camino (lato nord)
Sala con camino (lato est)