Diana e Endimione: differenze tra le versioni
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| − | [[Carlo Innocenzo Carloni]] ''Diana e Endimione'' Affresco. Bergamo, Palazzo Agliardi (via Pignolo, 86), Salone centrale al pianoterra. | + | [[Carlo Innocenzo Carloni]] ''Diana e Endimione'' Affresco. Bergamo, [[Palazzo Agliardi]] (via Pignolo, 86), Salone centrale al pianoterra. |
Lo stesso soggetto è stato raffigurato dal Carloni in una sala di palazzo Gallarati Scotti a Milano. | Lo stesso soggetto è stato raffigurato dal Carloni in una sala di palazzo Gallarati Scotti a Milano. | ||
Ambedue gli affreschi sono stati eseguiti alla metà del 1700, in un periodo in cui il colorito chiarissimo e sfumato adottato dall’artista, le linee nervose e la leggerezza delle forme, fanno pensare all’influenza veneziana della corrente del Pellegrini. | Ambedue gli affreschi sono stati eseguiti alla metà del 1700, in un periodo in cui il colorito chiarissimo e sfumato adottato dall’artista, le linee nervose e la leggerezza delle forme, fanno pensare all’influenza veneziana della corrente del Pellegrini. | ||
Endimione, eroe leggendario della mitologia greca, appare amato da Selene; da Zeus avrebbe avuto la possibilità di sostituire la morte col sonno. Secondo altre versioni tale facoltà gli sarebbe stata data dal dio Ipno o dalla stessa Selene. Nell’arte antica fu soggetto di straordinaria bellezza, raffigurato più che come eroe, come avvenente pastore o cacciatore. | Endimione, eroe leggendario della mitologia greca, appare amato da Selene; da Zeus avrebbe avuto la possibilità di sostituire la morte col sonno. Secondo altre versioni tale facoltà gli sarebbe stata data dal dio Ipno o dalla stessa Selene. Nell’arte antica fu soggetto di straordinaria bellezza, raffigurato più che come eroe, come avvenente pastore o cacciatore. | ||
Versione delle 20:26, 30 apr 2007
Carlo Innocenzo Carloni Diana e Endimione Affresco. Bergamo, Palazzo Agliardi (via Pignolo, 86), Salone centrale al pianoterra.
Lo stesso soggetto è stato raffigurato dal Carloni in una sala di palazzo Gallarati Scotti a Milano. Ambedue gli affreschi sono stati eseguiti alla metà del 1700, in un periodo in cui il colorito chiarissimo e sfumato adottato dall’artista, le linee nervose e la leggerezza delle forme, fanno pensare all’influenza veneziana della corrente del Pellegrini. Endimione, eroe leggendario della mitologia greca, appare amato da Selene; da Zeus avrebbe avuto la possibilità di sostituire la morte col sonno. Secondo altre versioni tale facoltà gli sarebbe stata data dal dio Ipno o dalla stessa Selene. Nell’arte antica fu soggetto di straordinaria bellezza, raffigurato più che come eroe, come avvenente pastore o cacciatore.
