Sombreno - Villa Pesenti Agliardi. Il Giardino: differenze tra le versioni
| Riga 1: | Riga 1: | ||
Torna a '''[[Villa Pesenti Agliardi - Sombreno]]''' | Torna a '''[[Villa Pesenti Agliardi - Sombreno]]''' | ||
| − | '''<Center>Un commento al giardino dalla villa Pesenti Agliardi di Sombreno | + | '''<Center>Un commento al giardino dalla villa Pesenti Agliardi di Sombreno''' |
| + | |||
| + | '''di Gian Paolo Agliardi</center>''' | ||
| − | |||
Ne segnalo tre aspetti in ordine cronologicamente inverso. | Ne segnalo tre aspetti in ordine cronologicamente inverso. | ||
| + | |||
Il primo è quello che esamina dell’aspetto odierno quello prettamente botanico e gli ovvii risvolti estetici, di alcun grandi alberi, che esso accoglie e che il tempo ha forgiato nei circa centotrenta anni trascorsi dal loro impianto e un certo numero di essenze minori per spettacolarità di sviluppo e importanza botanica, ma pur significative. | Il primo è quello che esamina dell’aspetto odierno quello prettamente botanico e gli ovvii risvolti estetici, di alcun grandi alberi, che esso accoglie e che il tempo ha forgiato nei circa centotrenta anni trascorsi dal loro impianto e un certo numero di essenze minori per spettacolarità di sviluppo e importanza botanica, ma pur significative. | ||
| + | |||
Ma vi è correlato quello dell’architettura del verde; infatti gli alberi più antichi e prestigiosi oggi condividono il ruolo di protagonisti con i monumenti che sono disseminati nel giardino . | Ma vi è correlato quello dell’architettura del verde; infatti gli alberi più antichi e prestigiosi oggi condividono il ruolo di protagonisti con i monumenti che sono disseminati nel giardino . | ||
Monumenti che, come la villa, fanno parte del progetto originario di Leopoldo Pollach. | Monumenti che, come la villa, fanno parte del progetto originario di Leopoldo Pollach. | ||
| Riga 13: | Riga 16: | ||
Il secondo aspetto è il significato culturale che esso ha, sia come documento di architettura dei giardini,sia in termini botanici: scelta delle essenze, loro collocazione e sviluppo, infatti riguarda anche un tentativo d’analisi del evolversi dei criteri delle piantumazioni. | Il secondo aspetto è il significato culturale che esso ha, sia come documento di architettura dei giardini,sia in termini botanici: scelta delle essenze, loro collocazione e sviluppo, infatti riguarda anche un tentativo d’analisi del evolversi dei criteri delle piantumazioni. | ||
Questa nostra è una breve ricerca che, per quanto possibile, tenta una documentazione della datazione e delle motivazione progettuali degli interventi più significativi e della evoluzione della “moda” nella scelta delle essenze, soprattutto per quelle esotiche. | Questa nostra è una breve ricerca che, per quanto possibile, tenta una documentazione della datazione e delle motivazione progettuali degli interventi più significativi e della evoluzione della “moda” nella scelta delle essenze, soprattutto per quelle esotiche. | ||
| + | |||
Mi sembra anche importante notare come lo sviluppo, imponente specialmente di talune piante, sia interessante non solo nel suo aspetto biologico, ma per gli effetti che comporta nel evolversi dei rapporti spaziali del giardino stesso e quindi anche nel modo di vederlo e di fruirlo. | Mi sembra anche importante notare come lo sviluppo, imponente specialmente di talune piante, sia interessante non solo nel suo aspetto biologico, ma per gli effetti che comporta nel evolversi dei rapporti spaziali del giardino stesso e quindi anche nel modo di vederlo e di fruirlo. | ||
Questo aspetto, che è tipico del giardino romantico, per il giardino di Sombreno sembra anche più evidenziato dal fatto che esso è il risultato della sovrapposizione di due progetti uno classico più statico e uno romantico appunto più dinamico. | Questo aspetto, che è tipico del giardino romantico, per il giardino di Sombreno sembra anche più evidenziato dal fatto che esso è il risultato della sovrapposizione di due progetti uno classico più statico e uno romantico appunto più dinamico. | ||
| + | |||
Per far un po’ di luce su questi interessanti aspetti è di grande aiuto la ricca documentazione fotografica, soprattutto quella degli anni 1865-1900-1960 , nonché di due acquarelli del pittore Madone (uno è datato 1883, l’altro evidentemente coevo). | Per far un po’ di luce su questi interessanti aspetti è di grande aiuto la ricca documentazione fotografica, soprattutto quella degli anni 1865-1900-1960 , nonché di due acquarelli del pittore Madone (uno è datato 1883, l’altro evidentemente coevo). | ||
Versione delle 15:32, 12 ott 2009
Torna a Villa Pesenti Agliardi - Sombreno
Ne segnalo tre aspetti in ordine cronologicamente inverso.
Il primo è quello che esamina dell’aspetto odierno quello prettamente botanico e gli ovvii risvolti estetici, di alcun grandi alberi, che esso accoglie e che il tempo ha forgiato nei circa centotrenta anni trascorsi dal loro impianto e un certo numero di essenze minori per spettacolarità di sviluppo e importanza botanica, ma pur significative.
Ma vi è correlato quello dell’architettura del verde; infatti gli alberi più antichi e prestigiosi oggi condividono il ruolo di protagonisti con i monumenti che sono disseminati nel giardino . Monumenti che, come la villa, fanno parte del progetto originario di Leopoldo Pollach. Merita di ricordare che il committente conte Pietro Pesenti , patriota Cisalpino, aveva posto come tema progettuale l’ospitalità e l’agricoltura, tema felicemente interpretato da Pollach ed evidenziato dalle scritte latine in facciata e simboleggiato dalle sottostanti due statue dello scultore Gelpi e dallo stesso progetto della villa che prevedeva otto “suite” per ospiti, poi non realizzate.
Il secondo aspetto è il significato culturale che esso ha, sia come documento di architettura dei giardini,sia in termini botanici: scelta delle essenze, loro collocazione e sviluppo, infatti riguarda anche un tentativo d’analisi del evolversi dei criteri delle piantumazioni. Questa nostra è una breve ricerca che, per quanto possibile, tenta una documentazione della datazione e delle motivazione progettuali degli interventi più significativi e della evoluzione della “moda” nella scelta delle essenze, soprattutto per quelle esotiche.
Mi sembra anche importante notare come lo sviluppo, imponente specialmente di talune piante, sia interessante non solo nel suo aspetto biologico, ma per gli effetti che comporta nel evolversi dei rapporti spaziali del giardino stesso e quindi anche nel modo di vederlo e di fruirlo. Questo aspetto, che è tipico del giardino romantico, per il giardino di Sombreno sembra anche più evidenziato dal fatto che esso è il risultato della sovrapposizione di due progetti uno classico più statico e uno romantico appunto più dinamico.
Per far un po’ di luce su questi interessanti aspetti è di grande aiuto la ricca documentazione fotografica, soprattutto quella degli anni 1865-1900-1960 , nonché di due acquarelli del pittore Madone (uno è datato 1883, l’altro evidentemente coevo).
Il terzo aspetto è più storico e riguarda l’esame del progetto neoclassico iniziale del 1796-97 che, anche se modificato dall’intervento del 1875-80, ha comunque lasciato una profonda traccia. Di questo primo progetto esiste poi una completa e interessantissima documentazione grafica progettuale (piante e prospetti acquerellati) e vari studi che tra l’altro esaminano le correlazioni con altri giardini dall’epoca.
(Agosto 2005)
I grandi Alberi. Monumenti vegetali della terra bergamasca. A cura di Gabriele Rinaldi. Provincia di Bergamo, Grafo, 2006, p. 108:
I CARPINI BIANCHI (Carpinus betulus)
Il carpino bianco è una latifoglia caducifoglia autoctona spontanea nei boschi collinari e planiziali che dispongano di un buon grado di umidità nel terreno.
Non è facile individuare grandi esemplari in ambienti naturali poiché ha crescita piuttosto lenta, raggiunge dimensioni contenute e raramente prevale in altezza o volume sulle altre specie spontanee, le querce in particolare; è quindi comunque sfavorita nella competizione. La bellezza del tronco e del fogliame, specialmente in autunno, e la grande capacità di sopportare potature e sagomature ripetute, ne hanno fatto un elemento basale dell’arte del giardino. I parchi storici, ma anche i roccoli, raramente ne sono privi. A Sombreno, nel Parco della Villa Pesenti-Agliardi, vi sono esemplari rari per le dimensioni considerevoli, uno dei quali forma sette ramificazioni poderose già a pochi metri dal suolo, tanto da somigliare ad un candelabro.
Il tronco è eccezionalmente contorto e le costolature sono particolarmente pronunciate; l’aspetto scultoreo è un indice di vetustà, anche se le proporzioni non danno l’impressione di un grande albero. La forma della chioma è espansa, appiattita in alto, orientata nella crescita dalla mano sapiente del giardiniere; ancora oggi, ogni 4-5 anni è soggetta ad una potatura di contenimento che interessa tutti i rami minori e che permette, quindi, la conservazione della forma voluta.
| 16 ottobre 1906. Fidanzamento di Elena Agliardi con Antonio Pesenti | |||
|---|---|---|---|
| Ottobre 1906. Elena, Laura, Battista e Maria Agliardi alla fontana della ninfa |
Irma Gandini. L'obelisco, 1918-19 ca. Erbusco, coll. privata |
||