Gerolamo Pesenti: differenze tra le versioni

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[[Immagine:Pesenti 12d Giovanni (Ceresa) (restaurato).jpg|frame|[[Carlo Ceresa]]. Ritratto di Giovanni di Francesco Pesenti" olio su tela (cm 102x86) Bergamo, coll. priv.)]]
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[[Immagine:Pesenti 12i Gerolamo 1628 (Ceresa) (restaurato).jpg|frame|[[Carlo Ceresa]]. Ritratto di Gerolamo di Francesco Pesenti a 28 anni". Olio su tela (cm 102x86) Bergamo, collezione privata. Datato 1628]]
  
  
[dalla scheda a cura di Luisa Vertova ne I pittori bergamaschi – Il Seicento II, p. 570, 682]
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[dalla scheda a cura di Luisa Vertova ne I pittori bergamaschi – Il Seicento II, p. 570, 648]
Bergamo, collezione privata
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Firmato e datato 1650.
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Datato 1628.
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Accanto a una piccola finestra che si apre su un paesaggio dominato da una rocca, si legge la scritta: «HIERONIMUS FILIUS FRANCISCI DE PE¬SENTIS / ANNO A NATIVITATE D(OMI)NI  MDCXXVIII. AETAT(IS) SUAE XXVIII». Secondo gli archivi di famiglia, Francesco Pesenti, padre dell’effigiato, ebbe tre figli in prime nozze (uno solo dei quali fece fortuna, v. scheda, 103) e poi altri due figli dalla seconda moglie, Elena Correggi: Giovanni, nato nel 1588 e ritratto dal Ceresa nel 1650 (v. scheda 104 e ill. p. 682} e Girolamo, nato ben dodici anni dopo (1600), qui immortalato in giovane età, forse perché ricco di promesse, forse in occasione delle sue nozze con Teodora Agazzi, o per altri motivi a noi ignoti. Nulla sappiamo, infatti, di questo giovane tendente alla pin¬guedine, dallo sguardo ansioso sotto la fronte aggrottata, se non che fu padre di Pietro Maria e di Anna Maria, effigiati dallo stesso Ceresa nel 1650 e nel 1657 (v. schede 106, 107).
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Questo dipinto è il più antico ritratto datato del pittore e sarebbe una pietra miliare per la ricostruzione della ritrattistica ceresiana, se fosse giunto a noi in condizioni migliori. Purtroppo il volto appare impia¬strato di cerume come quello di un attore; le mani sono rifatte alla meglio; colletto, polsini, capelli sono ritoccati; né si capisce perché lo stemma dei Pesenti sia dipinto due volte in modo identico, nell’ango¬lo superiore sinistro e di nuovo sotto la finestra. Al Ceresa si può far risalire l’impianto della figura e una certa intensità espressiva del pro¬blematico volto; tuttavia, per tentare un giudizio sulla capacità ritrat¬tistica del Ceresa diciannovenne, conviene esaminare piuttosto gli offerenti nella pala di Fuipiano al Brembo (v. ill, p. 644).
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Bibl.: U. Ruggeri l979, pp. 8, 109, fig 103.

Versione delle 17:36, 23 mag 2007

(1600 † post 1650)

[Genealogia]

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Carlo Ceresa. Ritratto di Gerolamo di Francesco Pesenti a 28 anni". Olio su tela (cm 102x86) Bergamo, collezione privata. Datato 1628


[dalla scheda a cura di Luisa Vertova ne I pittori bergamaschi – Il Seicento II, p. 570, 648]

Datato 1628. Accanto a una piccola finestra che si apre su un paesaggio dominato da una rocca, si legge la scritta: «HIERONIMUS FILIUS FRANCISCI DE PE¬SENTIS / ANNO A NATIVITATE D(OMI)NI MDCXXVIII. AETAT(IS) SUAE XXVIII». Secondo gli archivi di famiglia, Francesco Pesenti, padre dell’effigiato, ebbe tre figli in prime nozze (uno solo dei quali fece fortuna, v. scheda, 103) e poi altri due figli dalla seconda moglie, Elena Correggi: Giovanni, nato nel 1588 e ritratto dal Ceresa nel 1650 (v. scheda 104 e ill. p. 682} e Girolamo, nato ben dodici anni dopo (1600), qui immortalato in giovane età, forse perché ricco di promesse, forse in occasione delle sue nozze con Teodora Agazzi, o per altri motivi a noi ignoti. Nulla sappiamo, infatti, di questo giovane tendente alla pin¬guedine, dallo sguardo ansioso sotto la fronte aggrottata, se non che fu padre di Pietro Maria e di Anna Maria, effigiati dallo stesso Ceresa nel 1650 e nel 1657 (v. schede 106, 107). Questo dipinto è il più antico ritratto datato del pittore e sarebbe una pietra miliare per la ricostruzione della ritrattistica ceresiana, se fosse giunto a noi in condizioni migliori. Purtroppo il volto appare impia¬strato di cerume come quello di un attore; le mani sono rifatte alla meglio; colletto, polsini, capelli sono ritoccati; né si capisce perché lo stemma dei Pesenti sia dipinto due volte in modo identico, nell’ango¬lo superiore sinistro e di nuovo sotto la finestra. Al Ceresa si può far risalire l’impianto della figura e una certa intensità espressiva del pro¬blematico volto; tuttavia, per tentare un giudizio sulla capacità ritrat¬tistica del Ceresa diciannovenne, conviene esaminare piuttosto gli offerenti nella pala di Fuipiano al Brembo (v. ill, p. 644). Bibl.: U. Ruggeri l979, pp. 8, 109, fig 103.