Giovanni Francesco Albani (19)

Da EFL - Società Storica Lombarda.

(ca. 1663 † post 1711)

[Genealogia]

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Vittore Ghislandi (Fra' Galgario). Ritratto del conte Giovanni Francesco Albani (19). (1708/11) Olio su tela (cm 114x93). Milano, Museo Poldi Pezzoli (cat. n. 491, inv. n. 1546)

Figlio del conte GIOVANNI e di Lelia Poncini

Sp. Paola Marenzi

Figli: GIOVANNI GEROLAMO (ca. 1700 + 1763). Sacerdote Canonico del Capitolo della Cattedrale di Bergamo MARIO GEROLAMO (1701 + 1782) Sacerdote. Arcidiacono Canonico del Capitolo della Cattedrale di Bergamo CLEMENTE BONIFACIO (ante 1740 + post 1762) Condottiero di armati veneti. Sp. Camilla Ugoni. ESTORE

Maria Cristina Bozzoli Vittore Ghislandi detto Fra’ Galgario, ne I Pittori Bergamaschi. Il Settecento, vol. I, p. 120, scheda 119:

Ritratto di Giovanni Francesco Albani Olio su tela (cm 114x93) Milano, Museo Poldi Pezzoli (cat. n. 491, inv. n. 1546) Reca un’iscrizione in capitali dorate che forma un ovale intorno alla figura dell’effigiato: «IO. FRANC: ALBANUS. CO. ET EQ. PRAEFECTUS AULAE IN REGIONE BERGOMATE ELISABETH CHRISTINAE BRANSUICCENSIS, CAROLI III. HISPANIAE REGIS SPONSAE QUAE, IN ARCE SUA URGNANI PRANDENS DIE 30 MAI 1708 EUM REGALI MUNERE CONDECORAVIT AETA AN. 45». Il dipinto, in ottimo stato di conservazione, proviene dalla quadreria di Gian Giacomo Poldi Pezzoli. Ricordato dal Tassi, che lo giudicava «non inferiore al Vitellio», nel gruppo di opere dipinte tra il ritorno a Bergamo e la frequentazione milanese dello studio dell’Adler, il ritratto deve essere anticipato rispetto alla datazione tradizionale al 1715 (Caversazzi, Mazzini, Russoli). Anche ammettendo che l’iscrizione sia posteriore al dipinto, essa deve infatti cadere tra il 1708, anno in cui Elisabetta Cristina di Brunswick, promessa sposa di Carlo d’Asburgo proclamatosi re di Spagna col titolo di Carlo in, soggiorna in Italia, entrando solennemente in Milano l’11 giugno (Salmon, «Lo stato presente di tutti i paesi e popoli del mondo» Venezia 1751, XIX, p. 23), e il 1711, quando Carlo diviene imperatore del Sacro Romano Impero col nome di Carlo VI. L’estrema finitezza della stesura pittorica concorda d’altra parte con una datazione precoce. Esposto a Bordeaux nel 1956 (n. 9). Bibl.: F. M. Tassi 1793, II, p. 60; G. Berlini 1881, p. 18, n. 11; G. Moratti ms. 1900, I, p. 429; Museo Poldi Pezzoli 1911, p. 65, n. 491; E. Fornoni ms. s. d. (ca. 1915-20), IV, p. 82, n. 54; C. Caversazzi 1927, p. 136; A. Morassi 1936, p. 23, n. 491; F. Russoli 1951, p. 17, n. 491; id. 1955, p. 162, n. 491, fig. 54; De Tiepolo a Goya 1956, p. 6, n. 9; G. Testori 1970, tav. 1; AA.VV. 1972, p. 275, fig. 497; G. Butazzi 1977, p. 110, tav. 159.