Porro

Da EFL - Società Storica Lombarda.

ARMA: Bandato di oro e di rosso a tre porri d’argento, fogliati di verde, attraversanti e posti in fascia, col capo d’oro carico di un’aquila di nero, rostrata, membrata e coronata del campo. (Stemmario del Trib. di Provvisione della città di Milano, pag. 91). CIMIERO: Una donna tenente nella destra un arco e nella sinistra una bandiera. DIMORA: Milano. Questa famiglia fu ammessa al Patriziato milanese con deliberazione 16 giugno 1772 dei Conservatori degli Ordini della città in persona di VINCENZO, che nel 1778 fu anche eletto dei XII di Provvisione. Ottenne poi la conferma della nobiltà con Risoluzione Sovrana 2 novembre 1816. La genealogia, come risulta dagli atti relativi alla deliberazione del 1772, conservati nell’Archivio Storico Civico di Milano (Famiglie, cart. 1208), comincia da un GIO. ANTONIO (1499, 1516), di Giacomo, di Tomaso, oriundo del luogo di Lentate. Gio. Antonio, da sua moglie Caterina Carcano, ebbe il figlio GIO. ANGELO (1502, 1583), marito di Caterina Omodei, dalla quale nacque ERCOLE (1611). Da questi e da Margherita Cusani, sua moglie, venne in luce GIULIO, che fu marito di Cornelia Chiesa e padre di OTTAVIO. Da Ottavio, che sposò Caterina Caimi, nacque LUIGI, che fu marito di Maria Castellani e padre di VINCENZO, già menzionato. La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Nob. Ital. col titolo di patrizio milanese (m.), trattamento di don e donna, ed è rappresentata da: EMILIO, n. a Perego il 19 novembre 1859, figlio di Eugenio (n. a Milano il 24 settembre 1827, † a Milano il 30 settembre 1883; sp. con Giuseppa Redaelli, di Luigi), di Giovanni (n. a Milano il 22 dicembre 1773; † 1845; sp. con Laura Besozzi, di Giuseppe), di Vincenzo (sp. con Elena Coppi). Fratelli: Marianna, n. a Perego il 30 giugno 1858; ACHILLE, n. a Perego il 30 marzo 1864; ERCOLE, n. a Perego il 10 luglio 1870. Figli di Achille: Giuseppa, in Longoni; EMILIO.

f. f. [Francesco Forte]

  • PORRO.

ARMA: Bandato di oro e di rosso a tre porri, al naturale, bene ordinati; col capo d’oro carico di un’aquila di nero, coronata del campo. (Ricon. 1896 e 1919). DIMORA: Rovello Porro e Milano. Questo ramo della famiglia Porro è insignito del titolo di conte per concessione fatta con diploma 29 luglio 1729 dall’imp. Carlo VI a Giovanni Gaspare Caimi, a sua figlia Marianna e al marito di costei Francesco Porro e ai legittimi discendenti maschi dei detti coniugi per linea di primogenitura. Non ebbe luogo per questo titolo l’acquisto del feudo, perché la contessa Marianna Caimi, all’invito rivoltole dal Magistrato Politico Camerale il 22 marzo 1786, si offerse, insieme col figlio Gio. Battista, di pagare, come poi fece, il vallimento in luogo dell’acquisto del feudo. Deriva invece l’altro titolo di conte di S. Maria della Bicocca nel Novarese dalla concessione di quel feudo col titolo comitale fatta, con diploma 12 maggio 1744, da Carlo Emanuele III, re di Sardegna, allo stesso Francesco Porro, marito di Marianna Caimi, e ai suoi discendenti primogeniti, e dal successivo diploma di quel sovrano dell’8 luglio 1769 col quale Gio. Battista Porro, figlio del detto conte Francesco, fu nuovamente investito del feudo. Quest’ultimo titolo, pur senza il predicato, venne confermato dall’Austria a Gio. Pietro, figlio del detto Gio. Battista, con Sovrana Risoluzione 21 novembre 1816. Entrambi i titoli furono riconosciuti dal Governo Italiano con D. M. 14 marzo 1896 a Livio, di Francesco, e con D. M. 6 novembre 1919 a Carlo, fratello di detto Livio. Il ramo è originario di Induno, dove viveva al principio del sec. XVII FRANCESCO, di Benedetto, sposato nel 1619 a Caterina Montalbetti, e padre a CARLO GIUSEPPE, che fu marito di Valeria Maderni. Da Carlo Giuseppe nacque quel FRANCESCO, che, avendo sposato Marianna Caimi, fu elevato al titolo comitale nel 1729 e poscia ottenne anche dal re di Sardegna il titolo di conte di S. Maria della Bicocca. Ebbe per fratello DAVIDE ANTONIO, cardinale di S. R. C., del quale ereditò la sostanza. Da Francesco sortì i natali GIO. BATTISTA, che prese in moglie Daria Lucini Passalacqua e che generò Gio. pietro, nato a Como, S. Fedele, il 20 giugno 1773. Questi fu per molti anni podestà della sua città natale; ebbe in moglie Barbara Verri. Da lui nacquero FRANCESCO (n. Como, 1811) e ALESSANDRO (n. Milano, 26 aprile 1814), dai quali diramano le due linee oggi fiorenti. Il detto Alessandro fu membro del Governo Provvisorio di Milano nel 1848 e presidente della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, la quale sorse per iniziativa di suo padre, il conte Gio. Pietro. La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. coi titoli di conte (mpr.) ricon. 1896; conte di S. Maria della Bicocca (mpr.); trattamento di don e donna, in persona di: CARLO, di Francesco, di Giovanni Pietro, n. a Como il 25 febbraio 1860, sp. il 15 agosto 1890 con Adele Pezzana (†). Figli: 1) Maria Luigia, n. a Torino, 7 dicembre 1891; sp. a Milano il 19 febbraio 1912 con Francesco Carnevali; 2) FRANCESCO, n. a Rovello (Como), 20 maggio 1894: sp. a Volciano (Brescia) il 6 settembre 1923 con Carlotta Ottolini; 3) Barbara, n. a Torino, il 20 gennaio 1897; sp. a Rovello (Como) il 30 settembre 1918 col marchese Federico Honorati, defunto. CARLO, di Alessandro, di Gio. Pietro, n. a Milano il 3 ottobre 1854; sp. ivi l’11 settembre 1886 con Angiola Piola Daverio. Porta il nome di battesimo dello zio paterno, fatto prigioniero dagli Austriaci nelle Cinque Giornate ed ucciso a Melegnano, ed è cugino germano del conte Gian Pietro Porro, esploratore nell’Harrar e trucidato con tutta la spedizione presso Gildezza nel 1885. È generale d’Armata e senatore del Regno. Uscito dalla Scuola di Applicazione d’artiglieria e genio quale sottotenente nel 1885, ha seguito la carriera militare prima nell’arma di artiglieria, poi nello Stato Maggiore ed è stato insegnante di storia militare e di geografìa alla Scuola di Guerra di Torino. Ha comandato il 61° Fanteria ed è stato poi agli ordini diretti del generale Saletta, Capo di S. M. dell’Esercito, con delicatissime mansioni. Sottosegretario alla Guerra nel 1905 e poi successivamente generale comandante la Scuola di Guerra di Torino, comandante le Divisioni Militari di Verona e di Milano, ha declinato nel 1914 l’offerta del portafoglio della Guerra per non essere state accettate le sue proposte circa la messa in efficenza e la riorganizzazione dell’Esercito. Dopo aver comandato il 6° Corpo d’Armata di Bologna, procedendo nell’inverno 1914-15 agli studi preparatorii sulla frontiera orientale, coperse dal 1° aprile 1915 al 9 novembre 1917 la carica di Sottocapo di S. M. dell’Esercito con piena soddisfazione del Capo di S. M. Gen. Cadorna e di S. M. il Re, che gli conferiva di motu proprio l’Ordine Mil. di Savoia ed il Gran Cordone dei SS. Maurizio e Lazzaro in riconoscimento degli alti e apprezzati servizi resi in guerra quale fedele e prezioso collaboratore del Comando Supremo. Senatore dal 1916, ha in Italia ed all’estero larga fama di scienziato per le sue numerose attività e pubblicazioni specialmente nel campo geografico e glaciologico, per cui gli veniva conferita il 15 settembre 1928 dalla facoltà di Scienze fisiche, matematiche e naturali della R. Università di Torino la laurea di «Dottore Honoris Causa» in Scienze geografiche. Egli è membro dell’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere e del Consiglio Naz. delle Ricerche, presidente dal 1915 in poi della Sezione Scienze militari agli annuali Congressi della Società Italiana per il’progresso delle Scienze, socio attivo e corrispondente di accademie italiane ed estere, consigliere da molti anni del T. C. I., membro del Comitato Direttivo dell’Istituto Treccani al posto già occupato dal Maresciallo Cadorna, svolge in tutti i campi una intensa attività di scienziato, di militare, di patriota; la sua opera è particolarmente apprezzata in Italia ed all’estero. È amato ed attivissimo presidente della Casa «Umberto I» per i Veterani delle Guerre Nazionali in Turate (Como). È fregiato delle maggiori decorazioni nazionali e delle principali di Francia, Inghilterra, Belgio, Bulgaria, Rumenia e Serbia, oltre a quelle russe e garmaniche. Nel maggio 1932 è stato nominato Ministro di Stato. Figlie: 1) Teresa, n. a Rovello (Como), il 30 giugno 1887; sp. ivi il 16 giugno 1919 con Anchise Mucci; 2) Alessandra, n. a Bergamo il 17 aprile 1892; sp. il 19 maggio 1926 con il dott. Gaetano Facchi; 3) Maria Angiola, n. a Giussano (Como) il 13 agosto 1897; sp. il 16 giugno 1919 con l’avv. Arnaldo Paleologo Oriundi; 4) Maria Luisa, n. a Roma il 15 giugno 1904. CESARE, di Alessandro, di Giovanni Pietro, n. a Milano il 12 marzo 1865; sp. ivi il 4 febbraio 1907 con Barberina Cornaggia Medici Castiglioni. socio corrispondente dell’Ist. Lomb. di Scienze e Lettere. Figli: 1) ALESSANDRO, n. a Milano il 29 marzo 1908; 2) Anna Maria, n. a Carate Lario (Como), il 6 aprile 1909; 3) CARLO, n. a Milano il 2 febbraio 1911; 4) PIETRO, n. a Milano il 28 dicembre 1911; 5) Angela Teresa, n. a Milano il 30 marzo 1913; 6) LUIGI, n. a Rovello (Como) 20 ott. 1919.

c. m. [Cesare Manaresi]

  • PORRO SCHIAFFINATI.

ARMA: Bandato di oro e di rosso a tre porri al naturale, ordinati in fascia, attraversanti; col capo d’oro carico dell’aquila di nero coronata del campo all’imperiale. Lo scudo accollato all’aquila dell’impero. DIMORA: Milano, Sant’Albino e Monza. Il capostipite di questa illustre famiglia oriunda da Lentate, è un BELTRAMOLO, vivente nel 1348, il quale fu padre di STEFANO, consigliere dell’imper. Carlo IV, che con privilegio dato a Modena il 27 agosto 1368 lo creò conte palatino con tutti i suoi discendenti maschi. (Cfr. in Archivio di Stato in Milano, Registro Panigarola C, c. 94-95 t.). Questo Stefanolo fece edificare la chiesa di S. Stefano di Lentate e fu del Consiglio Segreto di Gian Galeazzo Visconti, il quale lo investì del feudo di Pollenzo. I figli di lui, ANTONIO, GIOVANNI e GALEAZZO, il 16 marzo 1385 furono da Gian Galeazzo Visconti investiti del feudo della Valtrebbia e pertinenze, già appartenuto ad Azzone e Federico Malaspina ed eretto in marchesato; ottennero poi da Venceslao re dei Romani la conferma di detta investitura con privilegio dato a Norimberga il 18 agosto 1387 (registrato il 10 ottobre 1472 nel Reg. Panigarola S, c. 224-229). Il predetto Antonio fu uno dei personaggi più importanti alla corte di Gian Galeazzo Visconti, del quale nel 1398 tenne alla cresima i figli Giovanni Maria e Filippo Maria. Da Galeazzo, di Stefanolo, sortì i natali ANTONIO (1438, 1447, 1454), marito di Chiara de Crispis, che gli diede il figlio STEFANO. Da Stefano nacque LUIGI (1501, 1503, 1524), che fu padre di BARTOLOMEO (1524, 1533, 1570), marito di Cornelia Vimercati. Dai predetti coniugi venne in luce ALESSANDRO (1565, 1571, 1586, 1609), che sposò Lucrezia Caccia, figlia dell’avvocato fiscale Bartolomeo. Suo primogenito fu un altro BARTOLOMEO, che contrasse matrimonio con Dorotea de Arnulphis e ne ebbe PIETRO FRANCESCO (1643, † 1674). Da Pietro Francesco e da sua moglie Bianca della Torre, nacque GAETANO (1681, 1705; † 4 agosto 1730), il quale fu questore del Magistrato ordinario e con decreto 19 agosto 1720 ottenne dal Magistrato straordinario di essere iscritto nel Catalogo dei Titolati. Gaetano sposò D. Costanza Schiaffinati, del conte Alfonso, ultima superstite della sua famiglia, onde il figlio di lui, ALFONSO, aggiunse al proprio il cognome Schiaffinati. Un fratello di Alfonso, a nome ANTONIO, morto nel 1732, fu dei XII di Provvisione. Da Alfonso nacque un altro GAETANO, che fu marito di Isabella Giudici. Questi fu membro della Repubblica Cisalpina ed autore dell’editto con cui nel 1797 fu ordinato che fossero distrutti tutti gli emblemi araldici e nobiliari. L’Austria, con Sovrana Risoluzione 21 novembre 1816, confermò a favore di ALFONSO, figlio del predetto Gaetano, nato a Milano il 23 gennaio 1798, il titolo di nobile e quello di conte, restringendo per errore quest’ultimo ai soli maschi primogeniti, errore che fu sanato con Decreto Presidenziale del 4 ottobre 1926, col quale i fratelli ALFONSO e LORENZO ottennero il riconoscimento del titolo di conte per maschi insieme con quello di patrizio milanese, pure per maschi. La famiglia quindi è stata iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. coi titoli di conte palatino (m.), patrizio milanese (m.), trattamento di don e donna ed è rappresentata da: ALFONSO, n. a Milano il 1° aprile 1887 (sp. a Brescia il 21 dicembre 1916 con Augusta Paola Maria (Federica) Cadeo, fu Federico), figlio di Gaetano (n. a Monza, S. Gerardo il 21 dicembre 1852; sp. con D. Elisa Dal Verme, di Giorgio), di Alfonso (sp. con Felicita Ratti), di Gaetano. Figli: GAETANO; n. a Chiari il 27 ottobre 1918; LUCHINO, n. a Brescia il 14 febbraio 1921. Fratelli: Cia, n. a Milano il 28 marzo 1889; sp. a Ottone Barnenheur; LORENZO, n. a Milano il 21 giugno 1891; sp. il 25 marzo 1920 con Olga Maggi. Figli di Lorenzo: GALEAZZO, n. a Canzo (Lecco) il 5 agosto 1922; Emma, n. a Milano il 1 dicembre 1924.

f. f. [Francesco Forte]


Genealogia

Genealogia Porro

Teatro genealogico delle famiglie nobili milanesi: manoscritti 11500 e 11501 della Biblioteca Nacional di Madrid, a cura di Cinzia CREMONINI, Mantova: Gianluigi Arcari, 2003

Stemmi

Stemmi famiglia Porro

Storia

Personaggi

Dimore

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodfamiglia&Chiave=28022&RicPag=33&RicSez=prodfamiglie&RicVM=indice&RicTipoScheda=pf

Archivi di famiglie e di persone: materiali per una guida, 2: Lombardia-Sicilia, a cura di Giovanni Pesiri, Micaela Procaccia, Irma Paola Tascini, Laura Vallone, Roma, Ministero BBAAC, 1998 (Pubblicazioni degli archivi di Stato. Strumenti; 133), n° 1469.

Bibliografia

Porro di Greco

Edoardo Rossetti, I Porro di Greco e la roggia Certosa Porro. Ascese sociali e trasformazioni del territorio nel Rinascimento, in Il paese dell’acqua. I Luoghi pii elemosinieri di Milano e le loro terre: un itinerario nel paesaggio dal medioevo ai nostri giorni, a cura di Lucia Aiello, Marco Bascapè, Sergio Rebora, Milano, ASP Golgi Redaelli – Como, Nodo Libri, 2013, pp. 211-221, albero geneal. p. 218

Sitografia

Documenti

Collezioni

Note