Pesenti di Alzano ("Pesentelli"): differenze tra le versioni

Da EFL - Società Storica Lombarda.
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Il Senatore e Cavaliere del Lavoro Antonio (1880+1967), che fu per 23 anni presdente della Camera di Commercio, Deputato, Presidente della CRI di Bergamo e anche mecenate, portò la già florida industria cementiera di famiglia a livello nazionale ed oltre, diventata Italcementi. Egli era detto anche Pisentù …ma guarda caso questo scotum (soprannome in bergamasco) era un tempo distintivo di uno dei due rami dei Pesenti Crotto che abitavano in via Porta Dipinta 7, palazzo che egli acquistò quando si sposò con Elena Agliardi, che discendeva anche dai “Pisentù”. Ma questo scotum fu citato da Luigi Pelandi per altro Antonio.
 
Il Senatore e Cavaliere del Lavoro Antonio (1880+1967), che fu per 23 anni presdente della Camera di Commercio, Deputato, Presidente della CRI di Bergamo e anche mecenate, portò la già florida industria cementiera di famiglia a livello nazionale ed oltre, diventata Italcementi. Egli era detto anche Pisentù …ma guarda caso questo scotum (soprannome in bergamasco) era un tempo distintivo di uno dei due rami dei Pesenti Crotto che abitavano in via Porta Dipinta 7, palazzo che egli acquistò quando si sposò con Elena Agliardi, che discendeva anche dai “Pisentù”. Ma questo scotum fu citato da Luigi Pelandi per altro Antonio.
 
Dopo l’ultima guerra l’Ing. Carlo, Cavaliere del Lavoro come suo figlio Gian Piero e suo nipote Carlo jr., continuarono ed estesero anche nel settore finanziario il prestigio del nome Pesenti. '''[GPA]'''
 
Dopo l’ultima guerra l’Ing. Carlo, Cavaliere del Lavoro come suo figlio Gian Piero e suo nipote Carlo jr., continuarono ed estesero anche nel settore finanziario il prestigio del nome Pesenti. '''[GPA]'''
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'''AA.VV., ''Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato''. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, pp. 154-156:'''
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Famiglia originaria di Brembilla in valle Brembana, di lei la storia ci tramanda che appartenne al partito ghibellino, per poi passare alla fazione che sosteneva i '''[[Suardi]]'''. Sono citati alla fine del Trecento il ghibellino Garippa Pesenti, mentre Persevallo di Cornalba fu ucciso dai guelfi della valle. Il casato si dividerà poi in due rami: uno con il titolo di conte e un altro detto dei “Pesentelli”. Entrambe le linee ebbero possedimenti a Sombreno al Brembo e si arricchirono nel commercio. In Bergamo una residenza dei Pesenti si trovava in via Gombito, sul lato sinistro, tra l’incrocio di Gombito e Piazza Vecchia. L’edificio è identificato come “domus mercatorum” da una lapide sulla facciata. La storia di Bergamo annovera '''[[Vincenzo Pesenti (Padre Eliseo)|Eliseo]]''', frate cappuccino e grammatico del Cinquecento, Giuseppe, abate e scrittore vissuto nel XVIII secolo, Giovanni Battista e Francesco di Piazzo Basso (San Pellegrino), garibaldini dei Mille. Un ramo collaterale della famiglia nel 1780 si trasferirà da Gerosa, in val Brembilla, ad Alzano Lombardo, dove Pietro continuò a fabbricare e a commerciare carta. Sarà poi Luigi, verso la metà dell’Ottocento, a costruire la cartiera ad Alzano Sopra; i nipoti Carlo, Cesare e Daniele intrapresero nel 1878 l’attività nell’industria delle calci e dei cementi facendo in pochi anni la fortuna economica della famiglia e dando origine all’Italcementi.
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Le famiglie Pesenti bergamasche sono 1.618, diffuse in particolare a Zogno e Brembilla; in Italia 2.572.

Versione delle 18:46, 22 ago 2008

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Grande importanza ha avuto per Bergamo tra il XIX e XX secolo la famiglia Pesenti di Alzano dei grandi industriali cartari e cementieri e poi finanzieri. Verso il 1780 Pietro figlio di Carlo lasciò Villa D’Ogna e si stabilì ad Alzano Lombardo entrando nella cartiera Sonzogni; i suoi pronipoti Carlo (1853†1911), Cavaliere del Lavoro, Luigi (1857†1911), Cesare (1861†1933), ingegnere e Cavaliere del Lavoro, ed Augusto oltre che all’industria cartaria diedero grande impulso a quella cementiera. Quella pregiata di cemento Portland dei Pesenti si fuse nel 1905 con la Soc. Bergamasca Fabbricazione Cementi e Calci fondata nel 1864 dal dott Giuseppe Piccinelli e che aveva già incorporato nel 1888 la ditta Giuseppe Guffanti. Loro fratello Daniele (1861†1911) si dedicò attivamente alla Cartiera Pigna, fondata da Paolo Pigna in Alzano nel 1870 e ne derivò la famiglia Pesenti Pigna, unendo al suo cognome quello della moglie; loro figlio Carillo sarà anche podestà di Bergamo (1935-1939).

Il Senatore e Cavaliere del Lavoro Antonio (1880+1967), che fu per 23 anni presdente della Camera di Commercio, Deputato, Presidente della CRI di Bergamo e anche mecenate, portò la già florida industria cementiera di famiglia a livello nazionale ed oltre, diventata Italcementi. Egli era detto anche Pisentù …ma guarda caso questo scotum (soprannome in bergamasco) era un tempo distintivo di uno dei due rami dei Pesenti Crotto che abitavano in via Porta Dipinta 7, palazzo che egli acquistò quando si sposò con Elena Agliardi, che discendeva anche dai “Pisentù”. Ma questo scotum fu citato da Luigi Pelandi per altro Antonio. Dopo l’ultima guerra l’Ing. Carlo, Cavaliere del Lavoro come suo figlio Gian Piero e suo nipote Carlo jr., continuarono ed estesero anche nel settore finanziario il prestigio del nome Pesenti. [GPA]


AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, pp. 154-156:

Famiglia originaria di Brembilla in valle Brembana, di lei la storia ci tramanda che appartenne al partito ghibellino, per poi passare alla fazione che sosteneva i Suardi. Sono citati alla fine del Trecento il ghibellino Garippa Pesenti, mentre Persevallo di Cornalba fu ucciso dai guelfi della valle. Il casato si dividerà poi in due rami: uno con il titolo di conte e un altro detto dei “Pesentelli”. Entrambe le linee ebbero possedimenti a Sombreno al Brembo e si arricchirono nel commercio. In Bergamo una residenza dei Pesenti si trovava in via Gombito, sul lato sinistro, tra l’incrocio di Gombito e Piazza Vecchia. L’edificio è identificato come “domus mercatorum” da una lapide sulla facciata. La storia di Bergamo annovera Eliseo, frate cappuccino e grammatico del Cinquecento, Giuseppe, abate e scrittore vissuto nel XVIII secolo, Giovanni Battista e Francesco di Piazzo Basso (San Pellegrino), garibaldini dei Mille. Un ramo collaterale della famiglia nel 1780 si trasferirà da Gerosa, in val Brembilla, ad Alzano Lombardo, dove Pietro continuò a fabbricare e a commerciare carta. Sarà poi Luigi, verso la metà dell’Ottocento, a costruire la cartiera ad Alzano Sopra; i nipoti Carlo, Cesare e Daniele intrapresero nel 1878 l’attività nell’industria delle calci e dei cementi facendo in pochi anni la fortuna economica della famiglia e dando origine all’Italcementi. Le famiglie Pesenti bergamasche sono 1.618, diffuse in particolare a Zogno e Brembilla; in Italia 2.572.