Suardi

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Stemma antico (Spreti, vol. VI, p. 501)
Ramo di Trescore (Spreti, vol. VI, p. 506)
Ramo di Ranzanico (Spreti, vol. VI, p. 506)

V. anche Suardo

“Gens Suardorum”

Hanno antichissima origine che risale ad Andrea, estimatore nel 1011, e Giovanni (morto prima del 1024) da cui discende Lazzaro, che invece secondo la genealogia in Belotti (ed 1959) discenderebbe da Lanfranco da Pompiniano Giudice nel 995. Lazzaro era Giudice di Sacro Palazzo (996-1011) ed ebbe due figli: da Attone, notaio (1044-1081) derivarono i Colleoni, mentre da Pietro (in atti 1031-1075) detto Siwardo discese numerosissima prosapia detta in antico “gens Suardorum”.

Dei suoi numerosi figli le discendenze più significative sono quella di Guglielmo († ante 1140) da cui derivano i Martinoni, di Giovanni da cui i Ficeni.

Quella di Ulrico console a Bg nel 1117-18 dal cui nipote Ruggero, figlio di Teutaldo I, derivarono i Suardi Ruggeri suddivisi in seguito in Suardo da Teutaldo II, i Suardi da Guglielmo; mentre da Pietro (1542) discendente di Baldo Consigliere di Bg 1250 ca. i Secco Suardo, un ramo dei quali detti Leonini si estinse in casa Marenzi.

Da Regolato altro figlio di Teutaldo I derivarono i Suardi Regolati.

Quanto ai rami emigrati in altre città, dai discendenti di Testa II (1219) vi sono i rami di Rimini e di Udine. Dal pronipote di Baldo, quel Giovanni che si dice avesse venduto Bergamo ai Malatesta, derivò quello di Mantova. Da Alberico II, quadrisnipote di Regolato, quelli di Milano, di Romano Lombardo e di Napoli. I Suardo ramo primogenito, i Suardi e i Secco Suardo sono poi qui trattati per singole famiglie e richiedono attenzione non solo per le interessanti notizie soriche, ma perché spesso la distinzione tra Suardo e Suardi non è fatta con precisione.

Questa presentazione è fatta con riferimento alla citata genealogia in Belotti (ed 1959), anche per evidenziare le notizie diverse che sono in questi anni emerse.

Per quanto riguarda il ruolo politico dei Suardo in età Comunale e Viscontea, meritano molta attenzione le notizie sotto riportate provenienti dalla biblioteca Civica Angelo Mai. Le notizie sui principali personaggi si potranno meglio comprendere dagli alberi genealogici e, dove vi siano adeguate notizie, tramite le rispettive schede. Così anche per le numerose dimore.

La famiglia Suardo si affacciò alla ribalta della vita politica cittadina tra il 1160 e il 1210 e, insieme con i Rivola e i Colleoni, si sostituì alle famiglie preminenti nella cosiddetta epoca aurea del Comune. I Suardo, strenui oppositori dei guelfi Rivola, furono alla guida della fazione ghibellina bergamasca, e il potere e il seguito di cui godettero furono tali che i podestà tentarono più volte di sottrarsi alla loro influenza. Quando, sul finire del Duecento, il potere della “pars Suardorum” risultò gravemente compromesso, essi cercarono l’alleanza con i Visconti, signori di Milano, imprimendo così un nuovo corso alla storia cittadina. I Visconti concessero loro i favori che solitamente riservavano ai ghibellini. I precedenti filoviscontei furono causa, nel 1438, del confino di tutti i Suardo nelle varie città della repubblica veneziana e di una lunga serie di bandi ed esili; nonostante ciò, i Suardo rimasero sempre tra le famiglie più importanti della vita cittadina.

Riporto poi anche una interessantissima presentazione fatta da Mons Locatelli con un una lettera al conte Ernesto Suardo che suo figlio conte Gianmaria mi ha dato.

[GPA]


Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. VI, pp. 501-507:

SUARDI, SUARDO, SECCO SUARDO

La famiglia Suardi di Bergamo, grande fino dal Medio Evo, «Magna Suardorum Domus», può narrare e dimostrare le origini e le vicende luminose della sua nobiltà millenaria, non solo perché possiede antichi e ben forniti archivi, ma anche perché ha avuto la fortuna meritata di trovare nel secolo XVIII due ben degni storici, cioè il canonico Mario Lupo, il più insigne storico bergamasco, autore del Codice Diplomatico della Chiesa di Bergamo, ed il conte Giuseppe Ercole Mozzi, lo «Scrutator Antiquitatum», maestro delle ricerche archivistiche, particolarmente di quelle genealogiche. Il Lupo ha compilato un’opera in tre volumi, intitolata: Genealogia della famiglia Suardi di Bergamo. È rimasta inedita; una copia fedele si conserva nella Biblioteca Civica di Bergamo. Contiene alberi genealogici coi relativi documenti che illustrano la prima origine della famiglia e quella di cinque diramazioni; poi tutta la discendenza dei Leonini estinta nei conti Marenzi verso la metà del secolo scorso. Il Mozzi ha pure compilato ed illustrato con documenti la genealogia Suardi in un volume che si conserva nell’archivio del conte Dino Secco Suardo ed, in copia, in quello del conte Guidino Suardi.

Ma già nel 1612, l’insigne tipografo bergamasco Comin Ventura, pubblicò un’operetta intitolata: De genealogia illustrissimae Suardorum familiae, del canonico Pietro Bonoreno-Corbella; questi fece tesoro di quanto aveva già pubblicato Francesco Sansovino nell’opera: Della origine et de fatti delle famiglie illustri d’Italia, nel 1582, Venezia, Salicato, pagina 306 e seguenti.

Più tardi, il padre Donato Calvi, nel Campidoglio de’ Guerrieri, Milano, Vigone, 1668, pag. 1-15, dava notizia de’ condottieri di casa Suardi, e nella Scena letteraria, Bergamo, Rossi, 1654, illustrava alcuni letterati della stessa famiglia.

I Suardi sono sempre ricordati in tutti i documenti che riguardano la storia di Bergamo e quasi in ogni pagina delle Cronache bergamasche; la storia loro si può dire la storia di Bergamo.

Il Diario di Castello Castelli dall’anno 1378 al 1407, pubblicato con prefazione e note e documenti dal can. Giovanni Finazzi, Bergamo, Colombo, 1870, è una miniera di notizie per la famiglia Suardi.

Nel 1853 il sac. Giovanni Suardi pubblicò alcuni Cenni intorno ai personaggi più distinti delle chiarissime famiglie Suardi e Lupi. Accurate notizie si trovano pure nell’Annuario della Nobiltà Italiana, 1898, pag. 1194-1200 (vedi: Bollettino della Civica Biblioteca, anno V, 1904, pag. 129 e seguenti; anno XI, 1917, pag. 1 e seguenti: «Visconti, Pusterla e Suardi nei documenti della Civica Biblioteca di Bergamo»).

I Suardi sono longobardi: quando cominciarono a formarsi i cognomi più antichi, essi l’ebbero nella forma più classica da un PIETRO detto Suardo (1031-1078), figlio di Lazzaro, giudice del Sacro Palazzo (976-1011), e abbiatico di Lanfranco, pure giudice, il quale professava «natione mea lege vivere longobardorum». Da questo Pietro ebbe dunque origine la famiglia Suardi; ma la nobiltà era anteriore all’origine del cognome, perché nobile era l’ufficio di giudice del Sacro Palazzo.

I discendenti di Pietro detto Suardo, si moltiplicarono in modo sorprendente e diedero origine a varie diramazioni e a nuove denominazioni.

Si denominarono: «Martinoni dei Suardi» i discendenti di MARTINO, 1142, figlio di Guglielmo, 1101; «Regolati» i discendenti di REGOLATO, 1171-1175, figlio di Teutaldo, 1130-1142; «Ruggeri» i discendenti di RUGGERO, 1176, figlio di Teutaldo, 1130-1142; «Testa dei Suardi» i discendenti di Testa, 1213-1234, figlio di Lanfranco, 1181-1188, del ramo dei Ruggeri; «Secco-Suardo» i discendenti di MARCO detto Lurano, figlio di Lodovico del ramo dei Ruggeri e di Maria Secco, per testamento del padre di questa, Socino, 1517; «Leonini» i discendenti di GIULIO Leonino, 1607-1608, figlio di Giulio, 1584-1590, del ramo pure dei Ruggeri. (Gli anni quivi citati si riferiscono ai documenti recati dal Lupi).

Ogni diramazione, anzi ogni generazione di esse, diede personaggi illustri in ogni campo: civile, politico, militare ed ecclesiastico.

Sempre ghibellini, ebbero spesso i Suardi nelle mani la sorte della loro Città.

BONIFACIO, 1177, figlio di Guglielmo, 1101, fu prevosto della Chiesa di Bergamo; VASCO, 1202, figlio di Martino, 1142, arcidiacono; GUISCARDO, 1273-1280, figlio di Girardo de Martinoni, fu arcidiacono, poi vescovo di Bergamo.

Furon consoli di Bergamo: LANFRANCO, 1181-1200, figlio di Ruggero, 1176; MARTINO, 1203, figlio di Guglielmo, 1174; ALBERIGO, 1204-1211, figlio di Regolato, 1171-1175; TESTA, 1213-1234, figlio di Lanfranco; PIEVANO, 1223-1237, figlio di Alberico, 1204-1211; ALBERICO, 1235-1237, figlio di Gerardo de Martinoni.

Furono podestà: a Cremona, LANFRANCO, 1181-1200, figlio di Ruggero, 1176; a Parma, 1266 ed a Verona, 1268, ALBERICO, figlio di Pievano del ramo dei Regolati; a Pavia, LANFRANCO, 1271, figlio di Teutaldo de Ruggeri, già ambasciatore del duca di Milano ad Alfonso di Spagna; a Verona, 1295, MERINO, fra Gaudente, figlio di Testa; a Novara, 1315, AMEO, figlio di Lanfranco de Ruggeri; a Siena, Firenze e Milano, ALBERTO, 1314-1373, figlio di Merino dei Testa, cittadino di Venezia, ambasciatore al duca di Milano, poi senatore a Roma; a Lodi, MERINO, 1373, figlio di Detesalvo dei Regolati; a Cremona ed a Padova, GUGLIELMO, milite, I341-1393, figlio di Ameo dei Ruggeri, ad Alessandria, GUIDINO, 1391,1404, già capitano del popolo di Bergamo, figlio di Antonio, 1357, della discendenza di Guglielmo Marasca; a Vercelli, GIACOMO, 1385, poi senatore a Siena, 1392, figlio di Romelio della discendenza dei Marasca; a Vicenza, ENRICO, 1389-1411, figlio di Guglielmo de Ruggeri; ad Ostiglia, 1431, GIOVANNI, figlio di Guglielmo; a Mantova, Urbino, Ancona, Como, Siena, GIOVAN FRANCESCO, figlio di Giovanni de Ruggeri, dopo il 1455 senatore in Roma; a Trento, 1461, MAFFEO, figlio di Pietro; a Mantova ed a Siena, 1455, MARTINO, figlio di Pietro de Ruggeri; ancora a Mantova, 1473, ARMACHIDE, figlio di Marco dei Testa.

Furono capitani: a Genova, 1291, LANFRANCO, figlio di Baldo dei Ruggeri; a Milano, SUARDINO, 1323-1324, figlio di Ciprio; a Tortona, 1386, GIOVANNI, figlio di Romelio.

Inoltre: ALBERICO, 1292-1309, figlio di Detesalvo dei Regolati, fu capo dei ghibellini di Bergamo e mediatore di pace, 1307; GIOVANNI, milite, 1389-1402, figlio di Baldino de Ruggeri, fu consigliere intimo del duca di Milano Barnabò Visconti e ambasciatore ai duchi di Savoia, 1391; PIETRO, 1393-1407, figlio di Guglielmo, fu podestà di Alessandria e delegato da Barnabò Visconti a ricevere la consegna di Siena, 1402; GIOVANNI, 1393-1431, figlio di Guglielmo, ebbe il comando della Cittadella di Bergamo quando, come capo dei ghibellini, giurò fedeltà al duca di Milano e si obbligò a consegnare la Cittadella a Pandolfo Malatesta, 1407; DEFENDENTE, 1467-1504, figlio di Pietro de Ruggeri, fu ambasciatore al re di Francia e senatore di Monferrato; PIETRO, 1564-1567, figlio di Ludovico, fu ambasciatore al duca di Milano.

Furon governatori di Bergamo e di Brescia: LODOVICO, 1493-1514, figlio di Marco de Ruggeri, luogotenente dell’imperatore Massimiliano; di Roma, GIOVANNI FRANCESCO, 1528-1534, figlio di Armachide dei Testa, protonotario apostolico; di Crema, FRANCESCO, 1560-1589, figlio di Pietro, capitano generale della Repubblica Veneta; di Brescia e di Crema, FELICE, 1612-1630, figlio di Galeazzo de Ruggeri; di Verona, BARTOLOMEO, 1612-1630, fratello di Felice.

Furono condottieri: ALBERICO, 1290-1296, capo dei ghibellini bergamaschi; TEUTALDO, figlio di Gualtiero, 1330; ALBERTO, che andò incontro al re Giovanni di Boemia, 1331; SCIPIONE, 1393-1394, figlio di Romerio detto Mazzolo, capo dei ghibellini; GIACOMO, fratello di Scipione, morto nel 1402; GIOVAN RUGGERO, figlio di GUGLIELMO, 1407; FRANCESCO, figlio di Giovan Ruggero; altro FRANCESCO, figlio di Pietro, capitano della Serenissima, succeduto a Galeazzo Pallaviana, 1589; PIETRO GIACOMO, che combattè contro gli Ugonotti in Fiandra; BARTOLOMEO, che nel 1626 si segnalò nell’assedio di Breda; FELICE, fratello di Bartolomeo; GIUSEPPE, che compì atti di valore nella difesa di Mantova.

Così, ai tempi nostri, hanno tenuto ben alto l’onore della famiglia Suardi, nelle pubbliche amministrazioni e nel Governo dello Stato: GIANFORTE, 1854-1931, figlio di Giuseppe, già sindaco di Bergamo nel 1884, deputato dal 1890, sottosegretario di Stato e finalmente senatore dal 1919. (Vedi: Rivista di Bergamo, 1931, pag. 242 e seguenti; Quarantacinque anni di vita bergamasca, Bergamo, Bolis, 1928, 2 voll. in-8); GIACOMO, deputato dal 1923, capo del Fascismo bergamasco, organizzatore della Milizia, pioniere di ogni opera benefica, sottosegretario alla Presidenza ed al Ministero dell’Interno, senatore dal 1929 (vedi: Rivista di Bergamo, 1924, p. 1679 e 1929, pag. 20 e seguenti); ERNESTO, podestà di Bergamo dal 1932, anima del rinnovamento edilizio cittadino (vedi: Rivista, di Bergamo, 1924, pag. 1840: «Il centro di Bergamo»); GUIDINO, figlio di Gianforte, mastro delle Cerimonie di Corte di S. Maestà il Re, commissario di S. Ecc. il Governatore di Roma alla Azienda per il Giardino Zoologico di Roma.

Tra i letterati si distinsero: GIOVAN ANTONIO, ricordato come celebre giurista nella Cronaca di Michele Alberto Carrara, 1460; GIOVAN FRANCESCO, 1455-1468, autore di un Canzoniere in lingua volgare, ricordato nella storia della letteratura italiana dell’ab. Girolamo Tiraboschi; AGOSTINO, Domenicano, autore di un memoriale dei suoi tempi, lodato dal Pellegrino nella «Vigna»; ANTONIO, 1474, autore di un poema leggendario illustrato a penna, conservato inedito nella Biblioteca Civica di Bergamo; PAOLO, autore di un volume di apologia, pubblicato in Bergamo da Comin Ventura nel 1598; LORENZO, autore di un manuale educativo, pubblicato in Padova dal Comino nel 1755; BARTOLOMEO Secco-Suardo, 1816-1848, autore di prose e poesie; sacerdote GIOVANNI, 1837-1873, autore di dissertazioni, discorsi, opuscoli storici e poesie e illustratore del distretto di Trescore.

Coltivarono la poesia: Secco-Suardo Giulia, 1587; GABRIELLO, 1717; GIULIO Secco-Suardo, 1733; LEONINO Secco-Suardo, 1741-1775; GIOVANNI Secco-Suardo, I743-I747; GIOVAN ANTONIO, 1754-1784; GIOVANNI Secco-Suardo, 1760-1781; GIANFORTE, 1764-1781; ZACCARIA, 1764-1776; GIROLAMO, 1767-1771; GIROLAMO Secco-Suardo, 1767-1775; PIETRO, 1781-1784; GIACOMO, 1787; ma sopra tutti ebbe fama di poetessa illustre nel secolo XVIII, Paolina Secco-Suardo tra gli arcadi Lesbia Cidonia, sposata Grismondi nel 1764, alunna dell’erudito letterato Giuseppe Beltramelli. Nel 1820 venne stampato un volume delle sue poesie ed in seguito un altro delle sue lettere. Ebbe corrispondenza letteraria coll’ab. Zaverio Bettinelli, con Ippolito Pindemonte, con Clementino Vannetti e con molti altri letterati del suo tempo, italiani e stranieri, ma sopra tutto con Lorenzo Mascheroni, che la rese celebre col suo «Invito a Lesbia».

Di teologia scrissero: PAOLO CARLO, Venezia, Conzatti, 1673; Secco-Suardo sac. GIOVAN GIROLAMO, 1699-1707, Padova; di ingegneria e matematica: GIAMBATTISTA, 1752-1764; di storia: Secco-Suardo GIROLAMO, 1894-1903, autore di un volume intorno al palazzo della Ragione ed all’antica cattedrale di Bergamo; di tecnologia: Secco-Suardo GIOVANNI, maestro del restauro dei dipinti, 1866-1870, autore del manuale «Il Restauratore», il cui autografo si conserva nella Biblioteca Civica di Bergamo, vedi: Bollettino della Civica Biblioteca di Bergamo, anno XI, 1917, pag. 29.

Tra i religiosi è ricordato: CARLO, della Compagnia di Gesù, vedi: Micheletti sac. don V., Cenni biografici, 1912; tra gli artisti è noto il BRAMANTINO, cioè Bartolomeo Suardi.

A tanto merito non mancarono titoli onorifici e splendori cavallereschi. TEUTALDO, 1330, figlio di Gualterio del ramo di Guglielmo detto Marasca, venne creato conte palatino dall’imperatore Lodovico; LANFRANCO e GIACOMO, 1386, fratelli e figli di Gentilino, del ramo dei Ruggeri, furono «Domicelli» ossia gentiluomini della Corte pontificia; FRANCESCO, 1560-1587, venne creato cavaliere dalla Repubblica veneta, conte e cavaliere dell’imperatore; GALEAZZO, LODOVICO, FRANCESCO e GIULIO, 1584, figli di Pietro, vennero creati conti e cavalieri coi loro discendenti; FRANCESCO, figlio di Lodovico, fu cavaliere gerosolimitano, 1611; BARTOLOMEO, 1612-1630, figlio di Galeazzo, fu cavaliere aurato; ANDREA, 1696-1705, figlio di Leonino, fu gentiluomo del duca di Savoia; BARTOLOMEO e FELICE, 1626, ebbero da Venezia la collana d’oro. Venne così confermato lungo i secoli il privilegio di Lodovico il Bavaro del 30 gennaio 1330, da Rodolfo, 4 dicembre 1584; da Venezia, Decreto 22 dicembre 1640, Ducale 6 ottobre 1663, parte del Senato, 6 giugno 1772.

Non mancò alla famiglia lo splendore dei parentadi: Andriola Casati fu moglie di AMEO, 1310-1351; Margherita, figlia di Vercellino Visconti, sposò GENTILINO, 1330-1334; Pasquina de’ Beccaria fu moglie di GHISALBERTO, 1330-1336, figlio di Ciprio; Franceschina de’ Longhi, pronipote del card. Guglielmo, sposò LEONE, 1333-1336, figlio di Ciprio; Bianca de’ Cajmi, sposò GUGLIELMO, milite, 1341-1393, figlio di Ameo; Giovanna Ponzoni, sposò BALDINO, 1341-1395, altro figlio di Ameo; Lucia e Riccabona Gonzaga, sposarono ROLANDO e GUGLIELMO Suardi, 1374; Luchina Malaspina, sposò ENRICO, 1389-1396, figlio di Guglielmo de’ Ruggeri; Bernarda, figlia di Barnabò Visconti sposò nel 1376 GIOVANNI, figlio di Baldino. Vedi: Archivio Storico Lombardo, 1906, anno XXXIII, fasc. 10; Antonia Secco fu seconda moglie di Pietro, 1393-1407, figlio di Guglielmo; Elisabetta Spinola sposò LANFRANCO, 1382, figlio di Gentilino; Agnese di Doara fu terza moglie di PIETRO, 1393-1407, figlio di Guglielmo; Mobilia Tiene sposò GIOVANNI, 1393-1431; Orsina Orsini di Barbiano, sposò FRANCESCO, figlio di Giovanni, 1393-1431; Franceschina Tiene sposò PONCINO, 1398, figlio di Baldino; Fresca dei conti di Lomello, 1402, sposò in seconde nozze LANFRANCO, figlio di Gentilino; Maria Secco sposò LODOVICO, 1433-1514, figlio di Marco; Susanna Malatesta, figlia di Pandolfo, sposò GIOVAN FRANCESCO, 1450; Anna Gonzaga sposò ARMACHIDE, 1472-1478; Caterina de’ Capitani di Scalve fu moglie di FRANCESCO, 1495-1498, figlio di Matteo; Porzia Brembati, vedova di Luigi Visconti, sposò LODOVICO, 1584-1590.

Così una Caterina Suardi sposò Ambrogio Malaspina, 1469-1514 (Litta, «Famiglie celebri d’Italia») ed altre Suardi si maritarono in Gonzaga, Morosini, Oldofredi d’Iseo, S. Severino, Pasqualigo, Anguissola, Pusterla, Malabarba, ecc.

Ovunque, dentro il vecchio recinto della città di Bergamo, si vedono gli avanzi dei palazzi e delle molte case Suardi. Prima del 1296, la stessa Torre Comunale era dei Suardi e sotto al piede della medesima, vedesi ancora la «Volta Suardorum»; il palazzo già del Tribunale, ora del Museo, a ponente di Piazza Vecchia, era di Gentilino, dietro questo, v’era la casa di PIETRO e dietro ancora il Grumello dei Suardi colla casa di GUGLIELMO detto Marasca. In cima a via Tassis, a destra di chi scende, erano altre case Suardi, ed ancor oggi se ne vede lo stemma sopra un capitello quattrocentesco. All’imboccatura di via S. Agata, si vedono gli avanzi di un palazzo Suardo, vi abitava LODOVICO, 1584-1590, figlio di Lodovico. GIOVANNI, 1386, figlio di Romelio detto Mazzolo e discendente da Guglielmo detto Marasca, abitava presso S. Francesco, sul così detto Mercato del Fieno; GUIDINO abitava presso il Mercato Vecchio nel palazzo dove ora è la stazione superiore della funicolare. (Vedi: «Bollettino della Civica Biblioteca di Bergamo», anno XIV, 1920, pag. 7; anno XX, 1926, pag. 185). I Secco-Suardo abitavano presso S. Salvatore in un palazzo già di Antonio Bonghi e poi di Socìno Secco e finalmente di MARCO Secco-Suardo, che diede origine a questo ramo della nobile famiglia. (Vedi: «Bollettino della Civica Biblioteca», 1931, anno XXV, n. 2).

Anche nel territorio bergamasco e fuori, i Suardi ebbero feudi e vasti possedimenti. VINCENZO, 1322-1333, figlio di Detesalvo, fu signore di Romano e di Brembate inferiore; GIOVANNI, 1393-1431, figlio di Guglielmo, fu feudatario di Morengo; PIETRO, 1393-1407, figlio di Guglielmo, ebbe vasti possessi in Zanica; MARCO, 1558, Secco-Suardo, figlio di Lodovico, fu signore di Lurano; GALEAZZO, LODOVICO, PIETRO e FRANCESCO, 1483-1502, figli di Marco, furono investiti di Moasca nel territorio di Asti. Ebbero castelli in Romano, Vercello, Verdellino, Bariano, Spirano, Ponte S; Pietro, Albegno, Sforzatica, Dalmine, Grumello del Monte, Chiuduno, Mologno, Cicola, Trescore e Bianzano. Questo è abbastanza conservato; se ne ha notizia fin dal 1234.

Diedero origine a diramazioni, fuori di Bergamo: PAOLO, 1372, figlio di Alberto dei Testa, in Udine; ENRICO, 1389-1396, figlio di Guglielmo, in Vicenza, GIOVAN BATTISTA, figlio di Merino olim Giovanni detto il Bello, 1444, del ramo dei Regolati, in Napoli; la discendenza si è estinta nei duchi di Castellatola, poi in quelli di Guevara duchi di Bovino; PIETRO, 1657-1689, figlio di Giulio Leonino, in Brescia.

Le linee tuttora fiorenti, sono quelle dei conti Suardi, dei conti Suardo, dei conti Secco-Suardo e dei nobili Suardi.

g. l. [Giuseppe Locatelli]


Ramo di Trescore

I conti Suardi di Trescore discendono dal conte Teutaldo (1330) (vedi famiglia precedente). Hanno palazzo in Trescore ed a Bergamo in via Pignolo. Due lapidi sulla facciata, ricordano le visite dei Sovrani d’Italia.

Il 23 settembre 1712, vennero iscritti nel Libro d’Oro di Venezia, col titolo di conte: SUARDO, STEFANO, GIUSEPPE e LODOVICO quondam Gianforte. Il conte GIANFORTE, figlio di Giuseppe I, entrò nel consiglio di Bergamo nel 1755.

GIANFORTE IV, figlio di Giuseppe II, ottenne la conferma della nobiltà il 24 novembre 1820 ed è iscritto nell’Elenco 1828 e 1840, col titolo di conte che compete a tutti i discendenti.

Uguale conferma, coll’iscrizione nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, ottenne GIANFORTE V il 26 giugno 1916.

Da GIANFORTE III, consigliere di Bergamo nel 1755, è nato GIUSEPPE II; da questi e dalla contessa Benedetta Vertova è nato il 12 maggio 1799, GIANFORTE IV; da Gianforte IV e dalla nobile contessa Giulia Roncalli è nato il 6 marzo 1832, GIUSEPPE III che dalla contessa Antonietta Lupi, ebbe in Bergamo il 19 giugno 1854, GIANFORTE V.

Questi, nel 1882, sposò Eugenia nobile Busca Arconati Visconti dei marchesi di Lomagna e dei patrizi milanesi che morì il 21 marzo 1883. Il 14 febbraio 1884, sposò Antonia Ponti, figlia del cav. fu Andrea Ponti e sorella del fu senatore marchese Ettore Ponti, già sindaco di Milano.

Da questo matrimonio sono nati: GUIDINO a Milano il 15 novembre 1885; GIAN RUGGERO a Bergamo l’11 agosto 1888; Andreina a Roma il 20 maggio 1897.

Il conte Gianforte fu dottore in giurisprudenza, cavaliere di Gran Croce, decorato del Gran Cordone della Corona d’Italia, grande ufficiale dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, cavaliere d’Onore e Devozione del Sov. Militare Ordine di Malta. Fu due volte sindaco di Bergamo, 1884-1889; pro-sindaco, 1906-1908; deputato al Parlamento, 1890-1919, per i collegi di Bergamo, Lovere e Trescore; sotto-segretario all’Agricoltura nel ministero Rudini, 1896-1898; membro e presidente di molte commissioni parlamentari, e senatore del Regno dal 19 ottobre 1919.

Quale presidente del Consiglio di Amministrazione dedicò molte cure al teatro Donizetti che venne rifatto ed ebbe alla fine una degna facciata, alla sistemazione della Fiera, alle Case Popolari, all’Accademia Carrara ed all’Arci-Confraternita dei Bergamaschi in Roma. Morì nel 1931.

Il conte Guidino, dottore in giurisprudenza, tenente della Croce Rossa Italiana, mastro delle cerimonie di Corte di S. M. il Re, commendatore dei SS. Maurizio e Lazzaro e della Corona d’Italia, commendatore dell’Ordine Coloniale della Stella d’Italia, grande ufficiale del Merito Civile di Bulgaria, di Leopoldo II del Belgio e del Nilo, commendatore della Corona di Quercia del Lussemburgo e di S. Carlo di Monaco Principato, cavaliere ufficiale della Legion d’Onore ecc., venne insignito di medaglia d’oro al merito della Croce Rossa Italiana e di medaglia di bronzo per le benemerenze acquistate in occasione del terremoto Marsicano, 1915. Fa parte di parecchie commissioni, di pubbliche amministrazioni, in Bergamo, ed in Roma.

Il conte Gian Ruggero, dottore in giurisprudenza, capitano di complemento nel I Reggimento Cavalleria-Nizza, era fregiato della Croce di Guerra per la campagna 1915-1918, decorato di medaglia d’argento per il terremoto Marsicano; il 18 febbraio 1922 sposò, a Roma la nobile Laura dei marchesi Patrizi Montoro. Morì a Roma il 19 gennaio 1928.

La contessa Andreina sposò a Roma il 3 febbraio 1921 il cav. don Luigi Sanjust dei baroni di Teulada.

La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. coi titoli di nobile (mf.), conti (mf.), ed è rappresentata da GUIDINO, di Gianforte, di Giuseppe, di Gianforte.

Sorella: Andreina, in Luigi Sanjust dei baroni di Teulada.

Altro ramo

Questo ramo della famiglia Suardi possiede ancora il castello di Trescore ed aveva la casa sul viale Vittorio Emanuele, presso porta S. Agostino, in Bergamo. Nell’elenco 1840, è iscritto ANNIBALE.

Da Annibale son nati GIACOMO e Lucrezia in Colombo.

Da Giacomo discendono gli attuali rappresentanti questo ramo che è iscritto nell’EI. Uff. Nob. Ital. col titolo di nobile (mf.), in persona di GIOVANNI (Suardi), n. 2 agosto 1861, di Giacomo, di Annibale, e di Erminia Lanzi, spos. 29 dicembre 1886 con Sofia Montanari.

Fratelli: GIUSEPPE, n. 1° aprile 1868, spos. 2 marzo 1891, con Carolina Boglietti; ANNIBALE, n. 25 aprile 1872; CELSO, n. 26 febbraio 1874, spos. 17 maggio 1909 con Maria Deleidi.

Figli di Giuseppe: Maria, n. 3 dicembre 1891; Erminia, n. n ottobre 1893; Bianca, n. 29 dicembre 1896; Sofia.

Figli di Celso: GIACOMO, n. 24 febbraio 1911; Giuseppina, n. 30 gennaio 1912.


Ramo di Ranzanico

Ramo della precedente famiglia, riconosciuto nel Regno col titolo di nobile per i discendenti d’ambo i sessi.

Ramo primogenito

È iscritto nell’El. Uff. Nob. Ital. col titolo di nobile (mf.), ed è rappresentato da GIACOMO (Suardi), n. a Ranzanico 25 marzo 1862, di Rocco (n. 1° ottobre 1820, qm. Giacomo e Caterina Medaschi) e di Maddalena Bertoni, sp. a Ranzanico 22 gennaio 1888.

Figli: Maria, n. Ranzanico 30 gennaio 1890; Maddalena, n. ivi 3 giugno 1891; Giulia, n. ivi 10 febbraio 1893; Itala, n. ivi 20 settembre 1894; Anna, n. ivi 13 agosto 1898; ROCCO, n. ivi 30 gennaio 1900; CAMILLO, n. ivi 4 novembre 1901.

Fratello: GIOVANNI, n. Ranzanico 14 febbraio 1864, sp. a Borgo di Terzo 8 aprile 1899 con Lucia Plebani Madasco.

Figli di Giovanni: LORENZO, n. Endine giugno 1900; Maria Maddalena, n. ivi maggio 1901; Maria, n. ivi 5 settembre 1905.

Ramo secondogenito

iscritto nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana e nell’El. Uff. Nob. Ital. col titolo di nobile (mf.), D. P. di ric. 1° maggio 1929.

LUDOVICO (Suardi), n. Ranzanico 8 settembre 1871, di Quirino (n. 25 luglio 1832) (qm. Giacomo e Caterina Medaschi) e di Maria Luigia Brevi, sp. 27 ottobre 1906 con Luigia Valselli.

Figli: QUIRINO, n. a Ranzanico 25 luglio 1907; Maria, n. Ranzanico 21 novembre 1908; Ghia, n. ivi 10 novembre 1911, francesco giuseppe, n. ivi 27 novembre 1915; Claudina, n. ivi 3 maggio 1927.

Ramo terzogenito

iscritto nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. col titolo di nobile (mf.), D. P. di ric. 29 febbraio 1928.

ERNESTO (Suardi), rag., n. a Ranzanico 9 gennaio 1870, di Pietro (n. 5 giugno 1836) (qm. Giacomo e Caterina Medaschi) e di Carolina Suardi; sp. 23 gennaio 1907 con Giulia Maria Maddalena Crescenzi.

Figli: Alma, n. Ranzanico 30 gennaio 1899; Carolina, n. Milano 27 giugno 1907.

Fratello e sorella: CARLO GIUSEPPE, n. Ranzanico 4 novembre 1881; Francesca, n. ivi 11 novembre 1883.

g. l. [Giuseppe Locatelli]


Genealogia

Genealogia Suardi

N. B. Per la genealogia si è seguito quella pubblicata in MEDOLAGO, GABRIELE. Il castello di Cenate Sotto e la Famiglia Lupi, Amministrazione Comunale di Cenate Sotto, 2003.

Genealogia Suardi

Gabriele Medolago. Biografia del Canonico Mario Lupo - Opere: la genealogia Suardi

Stemmi

ARMA ANTICA: Di rosso al leone di oro con le zampe anteriore e posteriore destre di argento (Racc. Camozzi, n. 3010).


Ramo di Trescore

ARMA: Troncato: sopra d’oro all’aquila coronata di nero; sotto di rosso al leone coronato d’oro. (D. M. Ricon. 1916).

MOTTO: Vim vi.

CIMIERO: Un leone d’oro coronato. (Raccolta Camozzi, n. 2867. Stemma presentato per il riconoscimento della nobiltà nell’anno 1819).


Ramo di Ranzanico

ARMA: Troncato, nel 1° d’oro all’aquila coronata di nero; nel 2° di rosso al leone troncato d’oro e d’argento.


Storia

I Suardi e il castello di Cenate di Gabriele Medolago

Personaggi

Ramo dei Suardi Ruggeri

Dimore

Bergamo, Trescore Balneario, Brescia e Roma

Ranzanico

Castello di Chiuduno

Castello di Mologno

Castello di Cenate Sotto

Iconografia

Ritratti e dipinti

Archivio fotografico

Fonti

Giampiero Tiraboschi - ANAGRAFE DELLE PERSONE DELL’ALBINESE incontrate in documenti del XV – XVII secolo


Presso la Biblioteca Civica 'A. Maj' di Bergamo sono conservate le pergamene relative alle seguenti persone (per maggiori dettagli vai al sito):

Suardi Ruggero fu Alessandro, 1207 perg 0650

Suardi (famiglia), 1210 perg 1860

Suardi Adelasia, di Bergamo, 1125 perg 0545

Suardi Alessandro fu Marco, 1494 perg 1010

Suardi Antonio fu Ciprio, ab. Spirano, 1456 perg 0977

Suardi Attone fu Olrico, 1130 perg 0366

Suardi Baldino fu Lanfranco, di Bergamo, nobile, 1350 perg 1600

Suardi Bartolomeo, notaio, 1385 perg 0323

Suardi Bertramo, canonico e cimeliarca Chiesa di Bergamo, 1272 perg 0568 0I (tergo)

Suardi Bertramo, giudice ecclesiastico, 1268 perg 0579 0A-0B (tergo)

Suardi Bertramo, ab. Bergamo, 1117 perg 0328

Suardi Bonifacio, canonico Chiesa di Bergamo, 1326 perg 0358

Suardi Cipro fu Pantaleone, 1504 perg 0830

Suardi Consalvo fu Bonazio, di Bergamo, 1278 perg 1221

Suardi Consolato fu Bonazio, di Bergamo, 1278 perg 1249

Suardi Cristoforo fu Ludovico, 1567 perg 1044

Suardi Diolaguardi vedova di Giselberto d. Bencius, 1319 perg 1596

Suardi Donna, 1401 perg 0744

Suardi Fioravanti (+), notaio, 1505 perg 1162

Suardi Francesco fu Pantaleone, dottore in legge, 1504 perg 0830

Suardi Fulchino fu Bertolino, di Bergamo, 1366 perg 1758

Suardi Giacomo, giudice di Bergamo, 1481 perg 1504

Suardi Giacomo di Giovanni, notaio, 1527 perg 0876

Suardi Giacomo fu Giovanni, notaio, 1529 perg 1756

Suardi Giacomo fu Teutaldo, 1460 perg 0792 0C

Suardi Giacomo fu Teutaldo, di Bergamo, 1460 perg 0792

Suardi Giovanni di Greppo, 1207 perg 0650

Suardi Giovanni fu [...] d. Mazza, di Bergamo, 1394 perg 0849

Suardi Giovanni fu Giacomo, di Bergamo, 1505 perg 1162

Suardi Guglielmo, ab. Bergamo, 1117 perg 0328

Suardi Guglielmo di Ruggero, di Bergamo, dominus, 1244 perg 0260

Suardi Guglielmo fu Giovanni, di Bergamo, 1125 perg 0545

Suardi Guglielmo fu Giovanni, di Bergamo, 1125 perg 0568 0I

Suardi Guiscardo, arcidiacono Chiesa di Bergamo, 1261 perg 1173

Suardi Guiscardo, arcidiacono Chiesa di Bergamo, 1264 perg 1176

Suardi Guiscardo, vescovo di Bergamo, 1272 perg 0896

Suardi Lanfranco, ab. Bergamo, chierico, 1117 perg 0328

Suardi Lanfranco di Girardo, 1284 perg 1303

Suardi Lanfranco fu Giacomino, notaio, 1460 perg 0792

Suardi Lanfranco fu Giacomo, notaio, 1485 perg 0993

Suardi Lanfranco fu Giovanni, di Bergamo, chierico, 1125 perg 0568 0I

Suardi Lanfranco fu Girardo, 1245 perg 1290

Suardi Lanfranco fu Girardo, di Bergamo, 1284 perg 0322

Suardi Lanfranco fu Girardo Guglielmo, 1240 perg 1370

Suardi Leonardo fu Bertramo, di Bergamo, nobile, 1410 perg 0978

Suardi Ludovico fu Fioravanti, notaio, 1505 perg 1162

Suardi Maffeo, console di giustizia Comune di Bergamo, 1407 perg 0905

Suardi Martino fu Giovanni, di Bergamo, 1234 perg 0649

Suardi Merino, dominus, 1290 perg 0418

Suardi Oberto, ab. Bergamo, 1117 perg 0328

Suardi Olrico, ab. Bergamo, 1117 perg 0328

Suardi Ottobona, conversa Ospedale S. Grata, 1328 perg 0005

Suardi Pantaleone, console di Giustizia, 1469 perg 0842

Suardi Pantaleone fu Ciprio, ab. Spirano, 1456 perg 0977

Suardi Pietro, 1371 perg 1755

Suardi Prevostino, 1154 perg 0549

Suardi Sozzo fu Lanfranco Martino, di Bergamo, 1202 perg 1226

Suardi Suardo di Lanfranco, di Bergamo, 1284 perg 0322

Suardi Suardo fu Testa, 1244 perg 0713

Suardi Testa, di Bergamo, 1253 perg 0701

Suardi Testa (eredi di -), 1249 perg 0594

Suardi Testa fu Lanfranco Rogerio, 1224 perg 1263

Suardi Teutaldo di Giacomino, notaio, 1457 perg 0032

Suardi Teutaldo fu Olrico, 1130 perg 0366

Suardi Urlinda moglie di Guglielmo, di Bergamo, 1125 perg 0545

Suardi Viscardo, arcidiacono Chiesa di Bergamo, 1249 perg 0594

Suardi Zaccaria fu Mazzolo, conte, 1566 perg 0829

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/suardi/ http://www.treccani.it/enciclopedia/bartolomeo-suardi-detto-il-bramantino/

Documenti

Collezioni