La città - L’agglomerato urbano tra continuità e crescita

Da EFL - Società Storica Lombarda.

di François Menant

(da Dai Longobardi agli esordi del Comune, in A.A .VV. Storia economica e sociale di Bergamo, Bergamo, Fondazione per la Storia Economica e Sociale di Bergamo. Istituto di Studi e Ricerche, Vol. 2 – I Primi millenni.* Dalla Preistoria al Medioevo (2007), p. 735


Grazie all’abbondanza della sua documentazione archivistica, Bergamo è senza dubbio una delle città italiane di cui meglio si possono analizzare l’economia e la società prima dell’età comunale. Tuttavia questo studio è senza dubbio di ineguale difficoltà a seconda dei temi: le nostre fonti concernono essenzialmente gli affari fondiari di proprietari cittadini e ne consegue che la campagna è - paradossalmente - molto meglio documentata della città, le attività agricole dell’artigianato o del commercio; non identifichiamo davvero bene che qualche dozzina di proprietari di cui possiamo, nel migliore dei casi, seguire la discendenza e gli affari sull’arco di due o tre generazioni. È egualmente necessario tenere presente che più indietro risaliamo nel tempo, e più la ricostruzione storiografica riposa su di un piccolo numero di testi, e va dunque considerata con precauzione: la recente scoperta da parte di A. Zonca di un inventario di complessi patrimoniali rurali anteriori all’inizio del X secolo ha così condotto a rivedere sensibilmente l’idea che ci si faceva di un settore essenziale dell’economia di questa epoca . Caso estremo, senza dubbio, ma che illustra le incertezze del campo che abborderemo. La difformità della documentazione sfuma d’altra parte in buona misura lo spessore cronologico di questi tre o quattro secoli: in mancanza di fonti dettagliate, sarà necessario privilegiare spesso l’aspetto strutturale e statico dei fenomeni che analizziamo, quando essi hanno senza alcun dubbio subito evoluzioni importanti, per quanto mal individuabili. Infine, le prime fonti scritte non sono anteriori alla metà dell’VIII secolo, e noi siamo praticamente impossibilitati a parlare del lungo periodo anteriore se non per estrapolazioni a partire da situazioni esterne, a loro volta documentate in modo assai vago.

L’agglomerato urbano tra continuità e crescita

La topografia urbana

È a G. P. Brogiolo che compete, in questo stesso volume, la presentazione dettagliata del quadro urbanistico nel quale vivono i bergamaschi dell’Altomedioevo; ci sia sufficiente qui ricordare che la cinta muraria romana che corona la Città Alta racchiude ancora, sino al XII secolo, la maggior parte della popolazione cittadina, e che include vasti spazi non edificati. Bergamo è sfuggita alle distruzioni delle incursioni ungariche e delle guerre intestine che hanno danneggiato più di una città padana nel X secolo ; solo l’assalto condotto dal re Arnolfo nell’894 ha provocato dei danni . I testi non ci offrono qualche notizia puntuale che a partire dalla fine del IX secolo: essi mostrano ancora vigne e giardini infra muros , ma rivelano anche che il prezzo della terra aumenta molto più rapidamente in città che in campagna, cosa che suggerisce una rapida crescita della popolazione urbana . Altro indizio di questa crescita: le menzioni di abitanti della città originari di un villaggio di cui portano il nome, spesso qualificati come habitatores di Bergamo; queste menzioni che appaiono alla metà del X secolo si fanno sempre più numerose in proporzione al numero di persone citate dagli atti e attestano così la forza d’attrazione crescente esercitata dalla città . Le zone abitate oltrepassano le mura molto prima del Mille e si estendono nelle direzioni in cui si addolciscono le balze della città vecchia. Le scarpate che prolungano la collina a est e a ovest (i futuri borgo S. Andrea e borgo S. Stefano) sono precocemente popolate e forse vengono fortificate già prima dell’età comunale o in ogni caso ai suoi esordi (secondo una lettura consueta di un passo di Mosè del Brolo) . Altri poli di sviluppo suburbano: la corte regia di Murgula, in cui risiedono i sovrani in occasione del loro passaggio in città, e la località vicina di Palatium; e borgo Canale, quartiere molto vecchio che si sviluppa all’ombra della cattedrale di S. Alessandro e del monastero di S. Grata inter Vites. Un poco più lontano dai contrafforti e ad un livello inferiore, altri insediamenti, che prefigurano i borghi dell’età comu