Piola

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Piola (Teatro genealogico, II, f. 67v)
Piola Daverio (Spreti, vol. V, p. 385

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. V, pp. 385-386:

PIOLA DAVERIO.

I Piola, antichi patrizi milanesi, aggiunsero al loro cognome quello della famiglia Daverio nel 1748, per effetto del testamento del marchese Gio. Battista Daverio, zio materno di Ottavio Piola, al quale il Daverio lasciò tutti i suoi beni, sotto condizione che assumesse il cognome e le insegne della sua famiglia. Ottavio, infatti, ottenne, con decreto 3 agosto 1770 del Tribunale Araldico di Lombardia, che il suo stemma gentilizio fosse registrato nel Codice Araldico, con l’inquarto dello stemma Daverio.

Secondo le tradizioni familiari, i Piola, anticamente Piora, sarebbero venuti dalla Francia in Milano al principio del XII secolo; ma poiché nel 1199 un GUIDO de Piora figura tra i consiglieri della città di Alessandria e come ambasciatore della stessa città compare nel trattato di pace stipulato a Milano il 13 giugno dello stesso anno 1199 tra i comuni di Milano, Piacenza, Vercelli, Alessandria ed Asti, da una parte, e Bonifacio marchese del Monferrato e suo figlio Guglielmo, dall’altra (cfr.: Manaresi, Gli atti del comune di Milano fino all’anno 1216, Milano, 1919, pag. 317), è probabile che la famiglia milanese sia una diramazione della alessandrina, stabilitasi a Milano nel sec. XI. Il Caffi (Dell’abbazia di Chiaravalle, Milano, 1842, pag. 73-74) riferisce, infatti, che a Milano i Piola ebbero l’ufficio di dare dall’alto del carroccio il segnale delle mosse, battendo col martello la campana che sorgeva su quello.

Alla fine del glorioso periodo del comune, i Piola furono fedeli seguaci dei Torriani; ma dopo la sconfitta da questi subita a Desio (22 gennaio 1277) dovettero astenersi da qualsiasi ingerenza politica. Un METELLO de Piora, morto nel 1276, fu sepolto a Chiaravalle presso la tomba dei della Torre.

Nel 1340, come riferisce il Fagnani (Familiarum Commenta Manuscripta, volume VII, c. 206) PREVOSTO Piola figura tra i decurioni di Milano che elessero Leone Dugnani e Guido del Calice perché si recassero presso il pontefice Benedetto XII a impetrare l’assoluzione dall’interdetto in cui Milano era incorsa per aver favorito Ludovico il Bavaro.

Tra gli altri personaggi ricordati dal Fagnani, vanno segnalati: PIETRO (1386, 1393), che fu dei XII di Provvisione; MARCOLO, venuto in sospetto al Duca di Milano nel 1404 per ragioni politiche.

La genealogia, documentata nel 1816, in occasione della conferma della nobiltà concessa al giureconsulto collegiato don GIUSEPPE con Sovrana Risoluzione 10 aprile dello stesso anno, risale alla seconda metà del secolo XV e comincia da un ROSSINO, consigliere ducale, dal quale venne in luce GIOVANNI, consigliere ducale al tempo dì Gian Galeazzo Maria Sforza, che gli concesse un privilegio per estrazione d’acqua dal Naviglio della Martesana destinata ad alimentare il suo mulino d’Inzago (1480). Da Giovanni nacquero CESARE ed IPPOLITO, a favore dei quali Ludovico il Moro confermò un privilegio d’immunità concesso da Francesco I Sforza all’avo Rossino. Cesare, «post celebres triumphos innumerosque militiae gradus», come si legge sulla lapide del suo sepolcro nel Monasterolo d’Inzago, morì verso il 1535. Da Ippolito ebbe i natali ALESSANDRO, dottore collegiato di Milano, che fu padre di OTTAVIO, regio luogotenente della città di Milano nel 1630, e di INNOCENZO, cavaliere dell’Ordine di Malta, ricevuto nel 1627, come dal processo delle prove che nel 1816 si conservava nell’archivio dell’Ordine a Torino. Da Alessandro nacquero IPPOLITO ed OTTAVIO, il primo dei quali fu giureconsulto collegiato e vicario di Provvisione di Milano nel 1661; il secondo fu uno dei nobili cittadini dì Milano che nel 1649, a nome della città, si recarono ad ossequiare la regina Marianna d’Austria. Da Ippolito sortì i natali il giureconsulto GIUSEPPE MARIA, che fu padre di un altro OTTAVIO, giudice delle strade nel 1716. Da Ottavio nacque GIUSEPPE, confermato nell’antica nobiltà nel 1816.

Degno di memoria è GABRIO, nato a Milano nel 1794 e ivi morto nel 1850, figlio di don Giuseppe e della nobile Angiola dei conti Casati, celebre matematico e che fu presidente dell’Istituto Lombardo di scienze e lettere e membro di accademie estere. I suoi concittadini gli eressero un monumento nel cortile del Palazzo di Brera e gli dedicarono una piazza in Milano. Sposò nel 1826 la nobile Luigia Pettazzi, donna assai colta, poetessa e scrittrice.

Fu suo figlio GIUSEPPE, nato a Milano nei 1826 e ivi morto nel 1904, uomo di profonda cultura letteraria e storica e che lasciò opere notorie di filosofia e di diritto ecclesiastico. Fu deputato al Parlamento, assessore per l’istruzione al Comune di Milano e senatore del Regno. Sposò nel 1855 la nobile Teresa dei liberi baroni Porta dei Signori di Geronico al Piano, ultima di questa antica casata comasca.

PIERO, nato a Milano il 15 gennaio 1860 ed ivi morto l’11 novembre 1920, figlio di Giuseppe, ingegnere architetto, di bella cultura artistica, fu direttore tecnico delle Esposizioni Riunite di Milano nel 1906, consigliere di detto Comune nella Giunta Ponti, presidente delle Ferrovie del Mediterraneo e Nord Milano, membro apprezzato della Navigazione Fluviale Interna, deputato al Parlamento Nazionale per il collegio di Busto Arsizio, volontario nella grande guerra 1915-1918 assimilato al grado di maggiore, dove rese preziosi servizi per la sua vasta competenza in materia di acque. Era insignito di parecchie onorificenze. Sposò nel 1902 la nobile Gina Robaglia, vedova del conte Vittorio Melzi di Cusano, dalla quale non ebbe discendenza.

Fratello di Piero è LUIGI, vivente, dottore in legge, celibe, ultimo della famiglia.

La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Nob. Ital. col titolo di patrizio milanese (m.), trattamento di don e donna, ed è rappresentata da: LUIGI, n. Milano, S. Babila, 16 marzo 1858, di Giuseppe (n. Milano, S. Francesco da Paola, 20 dicembre 1826, † 24 febbraio 1904; sp. Milano, S. Eufemia, 1° aprile 1855 con Teresa dei baroni Porta, 1837-1919), di Gabrio (n. Milano, S. Francesco da Paola, 5 luglio 1794; sp. con D. Luigia Pettazzi), di Giuseppe.

f. f. [Francesco Forte]


Ivi, Appendice, Parte II, p. 474:

Con la morte del Conte LUIGI, n. a Milano 16 marzo 1858, di Giuseppe, di Gabrio, di Giuseppe, avvenuta a Giussano Brianza il 30 agosto 1934, si è estinta questa antica e nobilissima famiglia lombarda.

v. s. [Vittorio Spreti]


Genealogia

Genealogia Piola

Genealogia Piola Daverio


Teatro genealogico delle famiglie nobili milanesi: manoscritti 11500 e 11501 della Biblioteca Nacional di Madrid, a cura di Cinzia CREMONINI, Mantova: Gianluigi Arcari, 2003

Stemmi

PIOLA DAVERIO:

ARMA: Partito: nel 1° interzato in fascia; a) d’oro, all’aquila di nero, coronata del campo; b) di rosso, a due fasce innestate di argento e d’azzurro; c) d’oro al martello (plora) di nero, posto in palo (Piola); nel 2° è fasciato di rosso e d’argento, col capo d’oro, carico di un’aquila di nero coronata del campo (Daverio). (Cod. Arald. Lomb., pag. 45; ricon. 4 agosto 1770).

CIMIERO: Il guerriero che tiene il martello con la destra, nascente.

Stemmi famiglia Piola

Storia

Personaggi

Dimore

Milano e Giussano

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Archivi di famiglie e di persone: materiali per una guida, 2: Lombardia-Sicilia, a cura di Giovanni Pesiri, Micaela Procaccia, Irma Paola Tascini, Laura Vallone, Roma, Ministero BBAAC, 1998 (Pubblicazioni degli archivi di Stato. Strumenti; 133), n° 1462.

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/silvio-piola_%28Dizionario-Biografico%29/

http://www.treccani.it/enciclopedia/piola-gabrio_%28Dizionario-delle-Scienze-Fisiche%29/

Sitografia

Documenti

Collezioni

Note