Gabriele Medolago. Biografia del Canonico Mario Lupo - Incarichi vari
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Vedi anche:
Parte 1ª Biografia del Canonico Mario Lupo
Parte 2ª Gli ultimi anni e la morte
Parte 3ª Incarichi e onori
Parte 5ª Opere
Parte 6ª Opere: la genealogia Suardi
Parte 7ª Genealogie e biografie
Parte 8ª Vita di Detesalvo Lupi
Parte 9ª Scritti vari
Parte 10ª Studi di storia bergamasca
Parte 11ª Epistolario
Parte 12ª Il Codex Diplomaticus
Parte 13ª Il Codex Diplomaticus, Critiche e onori
Parte 14ª Il Codex Diplomaticus, Secondo Volume
GABRIELE MEDOLAGO, Il castello di Cenate Sotto e la Famiglia Lupi, Amministrazione Comunale di Cenate Sotto, 2003, p. 236-244:
Incarichi vari
Il 10 maggio 1756 venne eletto deputato per esaminare una supplica di Don Carlo Alberto Vacis con 21 a 3. Il 12 giugno fu eletto per scegliere il Canonico contraddittore.
Il 27 luglio 1758 fu eletto per scegliere i difensori per una controversia con 18 voti a 7, presentò rinunzia unitamente a Giacomo Rivola il giorno 31 parlando nel Capitolo, che all’unanimità la accettò. Il 10 aprile 1759 venne eletto per decidere sulle disposizioni testamentarie del Canonico Gerolamo Pietrasanta con 23 voti contro 7.
Su sua richiesta fu dispensato dalla ballottazione per l’elezione del canevario il 29 dicembre 1763 ed il 29 dicembre 1768.
Il 1° ottobre 1764 come Canonico deputato immise nel possesso del canonicato il conte Giovanni Brembati appena eletto Canonico.
Il 29 dicembre 1769 venne eletto con 22 voti a 2 fra i due Canonici incaricati di trovare la maniera per regolare nel debito modo la residenza nel periodo autunnale e di riferire al Capitolo.
Il 22 luglio 1773 fu unanimemente eletto per i canoni, il 22 luglio 1776 con 22-2 venne eletto, dopo non esser stato confermato con 19-4; il 22 luglio 1779 venne all’unanimità rieletto.
Il 29 dicembre 1773 fu all’unanimità eletto deputato per i cappellani. Il 29 dicembre 1775 unanimemente venne confermato.
Il 5 marzo 1777 venne eletto con 35 voti contro 7 per provvedere alle celebrazioni ed all’orazione in morte del vescovo monsignor Molin.
Il 5 settembre 1778 fu unanimemente eletto deputato per dividere la cappellania di San Giuliano in Cattedrale, goduta da Giovanni Crotta, di iuspatronato del Capitolo, con decorrenza dalla morte del Crotta, e ricavarne due cappellanie.
Il 23 maggio 1782 fu eletto deputato con 20-3 voti per valutare una richiesta di Don Gherardi, prevosto di Sant’Alessandro in Colonna, ed il 2 luglio con 20-6 per esaminare i decreti dei precedenti sinodi diocesani. Il 14 aprile 1783 con 25-13 voti fu eletto per riferire sul mutamento delle ore di residenza, cosa che fece il 19 maggio. Il 30 luglio 1784 fu scelto per esaminare l’istituzione della cappellania dell’Annunziata con 23-5 voti, l’11 agosto con 20-8 voti fu eletto deputato all’esposizione del Santissimo da farsi in cattedrale con sermone, vespri ed altro. Il 20 luglio 1786 con 13-7 voti venne eletto deputato per recuperare denaro pagato dal monte della Cattedrale per Decima dei Canonici.
Venne proposto come deputato anche per vari altri incarichi, anche se non venne poi eletto [vedi tabella].
Deputato per unioni di Benefici
Il Lupi venne scelto dal Capitolo come uno dei deputati per l’unione di Benefici semplici a Benefici parrocchiali. Nella seconda metà del XVIII secolo furono infatti comunissime le unioni di questo tipo per poter permettere un migliore mantenimento dei parroci o per la costituzione di Benefici parrocchiali ove il parroco prima era mercenario.
Ornamenti per i Canonici
Nel 1773, mentre il Lupi si trovava a Venezia per agire a beneficio del Capitolo, monsignor Molin fu eletto e consacrato vescovo di Bergamo. Prima che egli partisse per la sua diocesi, il Lupi pensò di ottenere da lui per i Canonici della cattedrale alcuni ornamenti che distinguessero il loro rango e cioè croce, calzette, fiocco al cappello e collarino paonazzo, come accadeva per altri Capitoli dello Stato veneto. Il vescovo fu d’accordo ed incaricò il Lupi stesso ed il suo agente di stendere la minuta del decreto, conferire con i consultori e farlo approvare dal Senato. Il decreto venne emanato dal palazzo episcopale di Bergamo il 23 marzo 1774 e con esso il vescovo concesse di portare, oltre alla cappa violacea ed al rocchetto, una croce ornata davanti dall’immagine di Sant’Alessandro e sul retro dal monogramma della pace, collare e calze violacei, cappello con ornamenti pure violacei. Il Senato lo approvò il 4 giugno.
Tutta l’operazione venne condotta dal Lupi all’insaputa del Capitolo e di tutti i Canonici ed il vescovo gli diede il decreto con l’incarico di presentarlo al Capitolo, cosa che fece l’11 giugno in una riunione capitolare. I Canonici decisero di ringraziare ufficialmente il vescovo e di porre il decreto in Archivio con i privilegi, oltre che di farlo trascrivere nei registri delle Terminazioni capitolari.
Rifondatore dell’Accademia degli Eccitati
Nel 1748 il Lupi contribuì alla ricostituzione dell’Accademia degli Eccitati, di cui fu anche presidente, alla quale diede impulso e lustro anche con componimenti d’occasione e dove, oltre che nelle scuole pubbliche, fu promotore degli studi patrii.
Fu, unitamente a Giulio Benaglio dei conti di Sanguineto ed al conte Giovanni Battista Gallizioli, membro della commissione che operò per ottenere dalle autorità l’approvazione dell’Accademia. Si presentarono dal Capitano di Bergamo che accondiscese ed il 17 marzo 1749 consegnò loro la Ducale d’approvazione.
Fu, unitamente al conte Marco Tomini Foresti (1713-1793) ed all’abate Don Angelo Mazzoleni (1719-1768), uno dei tre presidenti dell’Accademia eletti il 28 luglio dello stesso anno. Venne rieletto dal 2 aprile 1750 al 22 aprile 1751, quando si rifecero le elezioni, e nuovamente il 28 luglio 1754 per l’anno 1755 rimanendo in carica sino al 1757 ed il 31 luglio 1760 per l’anno 1762 sino al 1764.
Anche nell’Accademia si fece promotore degli studi patri, come ad esempio il 13 luglio 1755 quando in una riunione esortò gli accademici allo studio delle antiche pergamene.
Il 10 settembre 1760 propose l’aggregazione del Canonico Vincenzo Pari di Asola.
Accademico di Padova
I professori abati Gennari e Guerra fecero onorarie relazioni del Codex nell’Accademia delle Scienze, Lettere ed Arti di Padova. Il primo dopo aver esteso un lungo riassunto del Prodromo e fatti encomi all’autore, concluse lodando l’opera come una di quelle che fanno onore all’Italia, invitando a leggerla per rendersene conto, incoraggiando l’autore alla pubblicazione del secondo volume quanto prima ed augurandosi che gli altri Capitoli delle città italiane seguissero l’esempio, per avere una storia ecclesiastica e civile conforme al vero e degna del secolo XVIII, nel quale l’arte diplomatica un tempo sconosciuta aveva fatto grandi progressi. Il secondo fece un riassunto della seconda parte del Codice mescolandolo con erudizioni; terminò dicendo che poche Città e Chiese potevano vantarsi di essere così bene illustrate e paragonò l’opera a quella pubblicata nel 1712 da Federico Ernesto Ketner sui Diplomi d’Imperatori, Bolle dei Papi ed altri monumenti concernenti l’Abbazia imperiale e secolare di Quedelinburgo tratti dagli archivii di detta Abbazia. Anche questi auspicava che tutte le cattedrali avessero un Canonico simile.
Il Lupi venne in seguito aggregato all’Accademia di Padova con rescritto del 27 gennaio 1785, firmato da Marco Carburi presidente, Matteo Franzoja segretario per le scienze e Melchior Cesarotti segretario per le Belle lettere ed in ringraziamento inviò per mezzo dell’Agliardi al bergamasco Don Alessandro Barca, professore di Diritto canonico in quella città e socio dell’Accademia, una copia della sua medaglia d’argento, da consegnarsi all’Accademia, accompagnata da una lettera. Don Barca la presentò subito ai soci che gradirono moltissimo il dono ed ebbe l’incarico di scrivere al Lupi ringraziandolo e congratulandosi.
Patrono della Misericordia Maggiore di Bergamo
Il 24 gennaio 1761 all’unanimità il Consiglio della Misericordia Maggiore di Bergamo lo elesse patrono del Consorzio dalla prima domenica di Quaresima del 1761 a quella del 1762, succedendo al conte Canonico Gerolamo Albani. L’8 febbraio si tenne la cerimonia d’ingresso: il vecchio Consiglio fece entrare il nuovo nella sala consiliare e sedere a sinistra, venne letto il capitolo IV della regola ed il bilancio ed il ministro uscente fece una relazione. Infine il nuovo Consiglio giurò. In quell’occasione fu deputato alla chiesa, all’accademia ed ai carichi e legati.
Il 31 luglio come deputato all’Accademia venne incaricato dalla Mîa di stendere i capitoli ritenuti opportuni per le scuole della Misericordia, che egli preparò in quell’anno stesso. Partendo dai capitoli stesi dal Serassi nel 1747 propose una riforma che venne unanimemente approvata, dopo esser stata letta nel mese di settembre dai deputati incaricati di valutare le proposte presentate al Consorzio. Il Lupi esponeva i problemi e prospettava soluzioni.
Voleva che gli alunni imparassero a leggere e scrivere correttamente e speditamente in latino ed in italiano, prima di lasciare la scuola di grammatica per quella di retorica. Evidenziava alcune mancanze dei docenti e dei dirigenti, l’utilità di insegnare l’italiano, cosa che prima non si faceva, indicandone le modalità ed ammonendo contro il pericolo di inserirvi lombardismi, latinismi e commistioni, secondo lo stile toscano. Proponeva modifiche ai capitoli del 1747 ed alle correzioni del 1759 e delineava le regole per il buon funzionamento dell’Istituto [1511]. Il piano ci è rimasto come Memorie per il regolamento delle Scuole della Misericordia conservato in Biblioteca civica MMB 520, già Lambda IV, 2 (5), f. 304-344, datato 1761.
Il 25 gennaio 1762 il Lupi venne confermato patrono a pieni voti sino alla prima domenica di quaresima del 1763 ed il 28 febbraio fece l’ingresso. Rimase in quell’incarico sino a domenica 20 febbraio, quando, con l’ingresso del nuovo consiglio, venne sostituito da Don Zucchi, arciprete della cattedrale.
Per i diritti del Capitolo sui patroni dell’Ospedale e della Misericordia
Anche se per una malattia doveva tralasciare i suoi studi, nel 1767, dato che a norma della legge veneta del 20 settembre di quell’anno per la quale venivano esclusi dall’amministrazione delle rendite, poderi ed altro dei luoghi pii gli ecclesiastici, non si volevano più accettare i Canonici deputati a Patroni dell’ospedale e della Mîa, stese un’informazione, studiata a lungo, che fu assai encomiata, ed il podestà scrisse in Senato attenendosi interamente al tenore di essa. Non si ottenne però il risultato sperato, poiché non fu fatto alcun passo in Venezia per sostenere questo diritto, mentre il Lupi avrebbe voluto che, appena nata qualche opinione contraria all’elezione nei due consigli dell’Ospedale e della Mîa dei rappresentanti dei Canonici, questi si appellassero subito alla Quarantia. Informazione P L’Ospitale Mag. di Berg.mo cinque carte e cinque bianche MMB 501, già Lambda III, 3, 5.
Cameriere d’onore di Sua Santità extra urbem (1786)
Il Lupi ebbe anche l’onore di essere nominato cameriere d’onore di Sua Santità.
Il cardinal Carrara presentò la mattina di martedì 15 febbraio 1786 la medaglia fatta coniare dal Territorio in onore del Lupi a papa Pio VI, che mostrò molto piacere della cosa e si diffuse nelle lodi della dottrina del Lupi e del Codex. Il cardinale accennò alla possibilità di conferirgli l’onorificenza di Cameriere d’onore ed il papa, che aveva creato solo tre camerieri d’onore extra urbem, con titolo di monsignore ed abito paonazzo, lo prese in parola e diede disposizioni al nipote, monsignor Braschi Onesti, maggiordomo dei Sacri palazzi apostolici, dicendo che il Canonico Lupi era ben degno di questo riconoscimento per la sua virtù e per il suo attaccamento alla Santa Sede. La sera stessa fu recato al cardinal Carrara il biglietto di nomina, dato dalle stanze del Vaticano e contenente espressioni molto onorifiche del Braschi nei confronti del Lupi. Il porporato la mattina successiva comunicò la cosa all’abate Serassi e gli diede il biglietto da spedire al Lupi al quale questi il 18 comunicò la nomina e consigliò di verificare che non ci fossero problemi per l’esecuzione da parte di Venezia o del Capitolo [1517]. Il Lupi accolse la notizia con grande gioia, anche se solo dopo alcuni anni, per le ripetute istanze dei suoi amici, accondiscese ad usare il titolo e qualche volta, ma assai di rado, anche le vesti competenti al grado. Il 18 marzo il Serassi gli spiegò come si conformava l’abito dei camerieri d’onore che portavano la sottana paonazza con fascia di fettuccia larga pure paonazza, il mantellone lungo sino a terra dello stesso colore con le aperture per le braccia, come le mantellette degli altri prelati, anche il collare e le calzette dovevano essere paonazzi. In lettere del 22 aprile e del 20 maggio il Serassi parla delle pratiche per l’approvazione da Venezia, richiesta poi al doge il 12 agosto Natal della Lasta.
Il 24 aprile 1787 il Capitolo gli concesse di tenere veste violacea in coro e funzioni. Il 25 il vescovo acconsentì alla nomina e gli permise di portare l’abito del suo grado. Il decreto papale fu approvato con decreto in Pregadi 19 aprile 1788 ed il giorno 26 in Collegio fu data licenza per l’esecuzione.
Segue Parte 5ª Opere
NOTE
[1511] Valota 117-123, 173. Il Ronchetti RonchBiogr 40-41 dice che questi capitoli furono posti in pratica e si rivelarono utili e che il Lupi li aveva più volte rifatti per adattarli al genio dei colleghi nell’amministrazione.
[1517] Il biglietto si trova in Lettere a M. Lupi. La nomina è ricordata anche da Lupi II, præf. editoris 7. Le vicende sono ricordate nella lettera in: Serassi Minute… R 66 4 (10/2) ripresa anche da RonchBiogr 97-98.
| 13/8/1745 | per leggere le scritture prodotte da Ant. Adelasio e Giacomo Rivola | 7-30 | LT 1734-1746 225v-227 |
|---|---|---|---|
| 21/8/1745 | per Calusco | 14-21 | LT 1734-1746 227-228 |
| 29 /12/ 1745 | per i cappellani | 13-20 | LT 1734-1746 235-235v |
| 21/1/1746 | per elencare le entrate | 17-16 | LT 1734-1746 238-239 |
| 14/4/1746 | per dirimere la controversia fra il Can. Ant. Adelasio e l’arcidiacono Girolamo Grumelli che pretendeva gli fosse prestato un giuramento | 16-23 | LT 1734-1746 245v-246 |
| 30/6/1746 | per Pompiano | 20-21 | LT 1734-1746 248v-252 |
| 30/6/1746 | per Curno | 20-21 | LT 1734-1746 248v-252 |
| 30/6/1746 | per Almè | 18-23 | LT 1734-1746 248v-252 |
| 30/6/1746 | per Stezzano | 15-26 | LT 1734-1746 248v-252 |
| 10/2/1747 | per l’elezione dei cappellani | 4-22 | LT 1747-1764 2v |
| 14/4/1747 | alla ricognizione dei livelli | 14-27 | LT 1747-1764 7v |
| 29 /12/ 1747 | sindaco dell’altare | 15-11 e 17-10 | LT 1747-1764 22-23 |
| 27/1/1748 | per Almè | 13-23 | LT 1747-1764 26-27 |
| 17/2/1748 | per Stezzano | 9-23 | LT 1747-1764 28 |
| 4 luglio 1749 | per Pompiano | 10-22 | LT 1747-1764 52-55 |
| 4 luglio 1749 | per Almè | 16-16 | LT 1747-1764 52-55 |
| 4 luglio 1749 | per Casa e predi di Levate | 15-17 | LT 1747-1764 52-55 |
| 4 luglio 1749 | per Osio | 17-15 | LT 1747-1764 52-55 |
| 4 luglio 1749 | per Stezzano | 14-17, 11-20 | LT 1747-1764 52-55 |
| 5 luglio 1749 | per il campo di Val S. Aless. e Bottanuco | 18-6 | LT 1747-1764 55v-56 |
| 5 luglio 1749 | per la Canonica | 18-8 | LT 1747-1764 55v-56 |
| 4 luglio 1752 | per Levate | 15-7 | LT 1747-1764 97-99v |
| 26 /12/ 1753 | per la fabbrica | 21-12 | LT 1747-1764 112-112v |
| 23/3/1754 | per vedere per l’erezione in parrocchia beneficiale della contrada di Dezzo | 19-13 | LT 1747-1764 116 |
| 30 luglio 1754 | per decidere sull’unione di un beneficio semplice di S. Vittore in Terno al beneficio parrocchiale di Borgo S. Caterina | 12-10 | LT 1747-1764 118v-119 |
| 4 luglio 1755 | per la fabbrica antica | 11-16 | LT 1747-1764 134v-135 |
| 4 luglio 1755 | per Almè | 12-15 | LT 1747-1764 136 |
| 4 luglio 1755 | per Osio | 11-16 | LT 1747-1764 136 |
| 4 luglio 1755 | per Stezzano | 9-18 | LT 1747-1764 137 |
| 7 luglio 1755 | per l’unione della cappellania Unicorna in S. Maria di Rosate al beneficio parrocchiale di Orio | 13-11 | LT 1747-1764 138-138v |
| 24 luglio 1755 | per la fabbrica attuale | 19-5 | LT 1747-1764 138v-139 |
| 12/6/1756 | per la fabbrica attuale | 19-12 | LT 1747-1764 150 |
| 26 /12/ 1757 | fabbrica vecchia | 20-7 | LT1747-1764 167 |
| 26 /12/ 1757 | sindaco dell’altare | 13-13 | LT 1747-1764 168-168v |
| 26 /12/ 1757 | deputato per le elezioni dei cappellani | 9-17 | LT 1747-1764 168-168v |
| 25/1/1758 | per grande umbella | 9-28 | LT 1747-1764 169v-170 |
| 14/7/1758 | conferma come deputato per la Canonica ed apoteche di città | 16-11 | LT 1747-1764 173v-174 |
| 14/7/1758 | per il fondo dell’antica chiesa | 14-3 | LT 1747-1764 173v-174 |
| 14/7/1758 | Pompiano | 14-7 | LT 1747-1764 174v |
| 14/7/1758 | Seriate conferma | 8-19 9-18 | LT 1747-1764 175 |
| 14/7/1758 | Levate | 7-20 | LT 1747-1764 175 |
| 26 /12/ 1758 | patrono dell’ospedale | 14-14 | LT 1747-1764 180-180v |
| 30 /12/ 1758 | sindaco dell’altare | 15-9 | LT 1747-1764 181-181v |
| 29 /12/ 1759 | canevaro per il 1761 | 4-27 | LT 1747-1764 197 |
| 15/7/1761 | fondo chiesa antica | 21-10 | LT 1747-1764 225 |
| 15/7/1761 | Almè | 7-24 | LT 1747-1764 225v |
| 15/7/1761 | Seriate | 9-22 | LT 1747-1764 225v |
| 15/7/1761 | Osio | 18-13 | LT 1747-1764 226 |
| 20/7/1761 | Morgola | 7-17 | LT 1747-1764 226v |
| 29 /12/ 1761 | sindaco dell’altare | 10-15 | LT 1747-1764 231 |
| 29 /12/ 1762 | sindaco dell’altare | 15-9 | LT 1747-1764 246v |
| 29 /12/ 1763 | sindaco dell’altare | 15-16 | LT 1747-1764 262v |
| 20/1/1764 | fabbrica attuale | 15-23 | LT 1747-1764 266 |
| 19/7/1764 | beni di Osio | 17-17 | LT 1747-1764 271 |
| 29/4/1765 | elemosine per la traslazione di S. Fermo, S. Rustico e S. Procolo | 19-3 | LT 1765-1780 8 |
| 2/1/1766 | sindaco altare | 18-16 | LT 1765-1780 26 |
| 29 /12/ 1766 | deputato per l’altare | 9-22 | LT 1765-1780 63 |
| 20/7/1767 | per la chiesa antica | 16-12 | LT 1765-1780 82 |
| 23/7/1770 | deputato per i beni di Osio | 12-17 | LT 1765-1780 206 |
| 23/7/1770 | Calusco e Bottanuco | 9-14 | LT 1765-1780 207 |
| 29 /12/ 1772 | all’altare | 14-11 | LT 1765-1780 254 |
| 7/5/1773 | per l’orazione e funzione funebre di mons. Ant. Redetti | 26-15 | LT 1765-1780 274 |
| 8/2/1776 | per i beni | 16-22 | LT 1765-1780 408 |
| 22/7/1776 | Stezzano (conferma) | 5-18 | LT 1765-1780 423 |
| 22/7/1776 | Canoni (conferma) | 19-4 | LT 1765-1780 426-427 |
| 5/3/1777 | per elezione tre economi | 20-23 | LT 1747-1764 468 |
| 26 /12/ 1777 | per presentarsi dal nuovo vesc. mons. Gio: Paolo Dolfin | 20-10 | LT 1747-1764 487 |
| 27/8/1778 | per associarsi al vesc. nella visita della città e diocesi | 0-0 | LT 1747-1764 536 |
| 29 /12/ 1778 | per l’altare | 18-12 | LT 1747-1764 548 |
| 29 /12/ 1778 | per deputati alla cappellania | 19-11 | LT 1747-1764 549 |
| 29 /12/ 1781 | non confermato deputato per l’altare | 18-7 | LT 1780-1792 |
| 6/9/1783 | per l’unione del beneficio semplice di S. Pietro del Castello di Mezzate a quello parrocchiale di S. Gio: Batt. in Bagnatica | 13-13 | LT 1780-1792 |
| 29/3/1784 | deputato per il Seminario | 19-16 | LT 1780-1792 |
| 6/9/1786 | per estinzione di livelli | 19-17 | LT 1780-1792 |