Gabriele Medolago. Biografia del Canonico Mario Lupo - Scritti vari
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Vedi anche:
Parte 1ª Biografia del Canonico Mario Lupo
Parte 2ª Gli ultimi anni e la morte
Parte 3ª Incarichi e onori
Parte 4ª Incarichi vari
Parte 5ª Opere
Parte 6ª Opere: la genealogia Suardi
Parte 7ª Genealogie e biografie
Parte 8ª Vita di Detesalvo Lupi
Parte 10ª Studi di storia bergamasca
Parte 11ª Epistolario
Parte 12ª Il Codex Diplomaticus
Parte 13ª Il Codex Diplomaticus, Critiche e onori
Parte 14ª Il Codex Diplomaticus, Secondo Volume
GABRIELE MEDOLAGO, Il castello di Cenate Sotto e la Famiglia Lupi, Amministrazione Comunale di Cenate Sotto, 2003, pp. 251-252:
Necrologi dei Canonici
Il Lupi redasse anche, desumendolo dai quaderni dei canevari, un necrologio dei Canonici della cattedrale. L’opera, autografa, reca note di mano dell’Adelasio.
Necrologium Canonicorum Congregationis S. Vincentii, ACBg 980 nota che Desunt Quaderni Canepariorum duorum annorum 1635, 1636: e Desunt Quaderni Anni 1638 fa dal 1600-1634, 1637, 1643-1687.
Ab Anno 1600 ad An: 1690 Necrologium Canonicorum Congregationis S. Alexandri 1600-1689. Mancano gli anni 1650, 1672, 1687.
Necrologium Canonicorum Cathedralis Bergomi per omnimodam unionem Congregationum 1692-1777, continuato dal Canonico Vittorio Masoni con due trafiletti relativi al 1778 ed al 1797.
Antichi calendari
Il Lupi ebbe anche il grande merito di tramandare interessantissimi documenti, quali calendari della Chiesa di Bergamo, alcuni dei quali non posteriori al secolo XI, che poté vedere prima della manomissione e dissipazione degli Archivi monastici a seguito delle soppressioni napoleoniche, trascrivendoli fedelmente. Pensò altresì di pubblicarli, vista la loro grande importanza, ma non ne ebbe il tempo.
Egli li utilizzò nel suo codice per chiarire punti di storia ecclesiastica bergamasca, come ad esempio per documentare l’antico culto dei primi vescovi Narno e Viatore e l’epoca della traslazione del corpo di Santa Grata.
Alcuni gli furono mandati da Giovanni Grisostomo Trombella del quale ci sono lettere da Bologna degli anni 1767-1769 in queste date: 7 e 15 febbraio 1767, 28 febbraio da Milano, 20 ottobre, 5 luglio 1768, 31 gennaio 1769, 2 aprile, senza data. Di calendari discorse anche con Rambaldo degli Azzoni Avogadro di Treviso.
Il manoscritto delle copie fatte dal Lupi si conserva con il titolo: Calendaria & Presertim ex Monasterio S. Gratæ in “Antichi Calendari della Chiesa di Bergamo Autografo del Can. Lupo - Frammenti della Cronica di Pietro Assonica - Ed altri due della storia di Bergamo del Can. Agliardi, e del Rota Raccolti nell’Archivio Capitolare dal Canonico Teologo Gio. Finazzi 1859-1865”, riposti nell’Archivio capitolare (ora ACBg 631) dal Finazzi, come indicatogli da Don Femi con lettera 16 aprile 1855. Questi calendari furono editi dal Canonico Giovanni Finazzi ANTICHI CALENDARII | DELLA | CHIESA DI BERGAMO | EDITI | dal Can. Teol. | GIOVANNI FINAZZI, edito nella MISCELLANEA | DI | STORIA ITALIANA | EDITA PER CURA | DELLA REGIA DEPUTAZIONE | DI STORIA PATRIA | TOMO XIII. | TORINO | FRATELLI BOCCA LIBRAI DI S.M.| MDCCCLXXI.
Sulle consuetudini ecclesiastiche
Dopo aver ricevuto la nomina a primicerio, cominciò ad approfondire la propria conoscenza della disciplina, riti e cerimonie della Chiesa.
Raccolse notizie sui diritti e le prerogative del ruolo, cui oltre il soprintendere all’osservanza dei riti, il regolare tutte le funzioni ecclesiastiche e le processioni, spettava anche il redigere il calendario. Stese anche alcune lunghe dissertazioni e raccolte di antichi documenti intorno alle precedenze primiceriali, che dal Capitolo furono lodate e mostrò sempre premura ed attaccamento agli interessi ed onoranze dello stesso. Compose una dissertazione il cui principale scopo era far si che fosse portato il dovuto rispetto ed ubbidienza da parte dei Canonici alle decisioni del Capitolo. Si preoccupò anche che il clero diocesano fosse istruito nell’esatta e devota officiatura.
Ecco cosa troviamo fra i suoi manoscritti:
De Jeunio Antiqua Ecclesiæ Disciplina MMB 520, già Lambda IV, 2 (1), f. 2-7
Antiqua Ecclesiæ disciplina Circa Pœnitentiam MMB 520, già Lambda IV, 2 (1), f. 8-13
Informazione, e parere sopra l’Espressione, che vedesi nelle Lettere Apostoliche di provisione del canonicato del Revd.mo Manganoni in proposito della Cappellania che otteneva di Giuspatronato del Ministro dell’Ospitale, o sia come si suppone de Jure Patronatus Laicorum non autografo MMB 520, già Lambda IV, 2 (1), f. 34-41
Appunti in materia di iuspatronato si trovano in MMB 520, già Lambda IV, 2 (1), f. 42-44
Allegazione sopra il Diritto, e Pratica del Capitolo di Bergamo di conoscere, definire, et ultimare le controversie spezialmente di Precedenza Vertenti tra li Capitolari dipendenti dalli suoi statuti, Costituzioni, e consuetudini Trascritto poi da altra mano, la stessa del Della precedenza, ACBg 980
Iudicia Domini vera justificata in semetipsa Desiderabilia super aurum, et lapidem pretiosum multum, ACBg 980
“Parere autografo di mgr primic. M. Lupo intorno li esaminatori prosinodali particolarmente regolari”, titolo apposto dall’abate Pier Antonio Uccelli, opera stesa dopo il 23 marzo 1773, ACBg 980
Discorso Tenuto in Capitolo L’Anno 1759: 28 Ap.e Manoscritto di mano altrui, con le parole 1759: 28 Ap.e di mano del Lupi, ACBg 980
Allegazione sopra la totale Esenzione del Primicerio della Catedrale di Berg.° da dir la Lezione in Coro, ACBg 980
Della Precedenza del Primicerio della Chiesa di Bergamo, copioso manoscritto autografo con rifacimenti ed aggiunte, cui segue un fascicolo di Aggiunte, ACBg 980.
Della Precedenza del Primicerio della Chiesa di Bergamo. Don Giuseppe Bonetti nel 1897 lo segnalò come del Lupi, di cui contiene alcune correzioni e note a pag. 41v, 47, 54v, ACBg 980.
Una copia, anch’essa dal titolo Della precedenza del Primicerio della Chiesa di Bergamo, non autografa, stesa dalla stessa mano di chi scrisse parte di quella che si trova nell’Archivio capitolare, costotuita da 142 carte, più due relative al cerimoniale dell’ingresso del Vescovo, fu inizialmente fra i libri del fu Don Giuseppe Cristini cerimoniere della cattedrale, indi venne acquistata da Angelo Maria Leoni e passò poi alla Biblioteca del Clero. Una nota del Bibliotecario Don Bartolomeo Moralani ricorda come il 30 marzo 1825 venne consegnato al primicerio monsignor Giuseppe Caleppio. Porta il numero 191 ed è ora, unitamente a tutta la Biblioteca del Clero, depositata presso i Preti del Sacro Cuore.
“Scartafaccio”, materiali preparatori per il Della Precedenza, con alcuni passi scritti da altra mano.
Informazione Ai R.mi Sig:ri Canonici dell’Ordine diaconale della Cated: di Berg.°, ACBg 980
“Sulla nomina dei covisitatori Studio sulla pollicitazione o promessa”, ACBg 980
“Pro Controversiis inter Cathedrales Ecclesias Bergomi super matricitate” 1-6 copia fatta dall’Adelasio e sottoscritta dal notaio Giovanni Antonio Bassi cancelliere del Capitolo 1726, di 54 carte. MMB 522, ex Lambda IV, 4/1 (3).
Riflessioni stanti le quali non è in niuna maniera admissibile che li M.° R.di. Parochi possano portare il Rochetto scoperto senza vi sia sovraposta la manteletta. MMB 520 già Lambda IV, 2 (1), f. 45-46, steso a seguito di una supplica dei parroci di città e di un decreto vescovile del 1786 in tal senso [1589].
Bozza di supplica della prima delle quattro porzioni della chiesa di Cenate San Martino, di poco successiva al 1769 MMB 520 già Lambda IV, 2 (1), f. 22-33 [1590].
Un calendario di sua mano si trova anche in “Notizie per la formazione del Calendario del Capitolo cattedrale”, ACBg 632 in cui si trova anche un foglio di calendario degli anni 1756-1787.
Ci resta anche un libretto autografo di [2], 22, [1] carte per 10x6.5 cm, intitolato Exercitium | Ad Recte Audeiendum Missæ Sacrificium, MMB 2, già Psi I, 25.
Epigrafia
Il Lupi al ritorno da Roma a Bergamo nel 1745 raccolse alcune epigrafi bergamasche. Negli stessi anni l’interesse epigrafico a Bergamo era vivo, ad esempio se ne occuparono l’abate Serassi [1591], l’abate Angelo Mazzoleni (1719-1768) [1592], il conte Cavalier Francesco Brembati che le comunicava al Muratori, il conte Pietro Caleppio (1693-1762) che le trascriveva e suo figlio Galeazzo che le disegnava [1593].
Il Lupi l’8 settembre inviò all’abate Muratori un foglio con trascrizioni epigrafiche. In una lettera del 14 seguente questi gli scrisse a Bergamo che avrebbe gradito se gli avesse inviato le Iscrizioni della Patria da lui raccolte “in così breve tempo” perchè non è mestiere da tutti il fedelmente ricavarne copia e disse che le avrebbe usate per correggere quelle avute da altri. Il 22 dicembre scrisse di aver in quel giorno ricevuto per mezzo di Padre Benaglio le iscrizioni in questione, così ben fatte, che avrebbe dubitato un pezzo che fossero stampate.
Oltre che di epigrafia antica, il Lupi si occupò anche di epigrafia moderna. Ad esempio nel 1764 per la morte del Capitano di Bergamo Paolo Spinelli compose le iscrizioni sia del funerale fatto nella cattedrale, che di quello celebrato dalla Città in Santa Maria Maggiore. Alla morte del Mozzi dettò l’epigrafe per la sua sepoltura nella chiesa di Sant’Agata, in un loculo presso la porta, ora purtroppo perduta:
GIUSEPPE ERCOLE DELLA NOB. STIRPE MOZZI
ANTIQUARIO PRESTANTISSIMO
CHE CON SOMMA ESATTEZZA E FATICA RACCOLTE
INNUMERABILI AUTENTICHE PATRIE MEMORIE
ALLE FAMIGLIE MASSIMAMENTE APPARTENENTI
RICUSATA IN POVERO STATO OGNI RICOMPENSA
NE FECE COPIA A TUTTI
A COMUNE BENEFICIO AVENDOLE DESTINATE
UOMO D’ANTICA PROBITÀ E CANDORE
DELLA PATRIA E DE’ SUOI CITTADINI BENEMERITO
PASSATO A MIGLIOR VITA OTTUAGENARIO
ADDI XXXI DI MARZO MDCCLXXVII
IL CANONICO MARIO LUPO
PRIMICERIO DELLA CHIESA DI BERGAMO
DISCEPOLO SUO AMATISSIMO
FECE PORRE QUESTO MONUMENTO
Segue parte 10ª Studi di storia bergamasca
NOTE
[1589] Allegata a f. 47-50 vi è una supplica dei parroci di città e Borghi che chiedevano un qualche fregio per distinguerli nelle funzioni data la numerosa popolazione. La petizione era firmata da Don Gio: Batt. Casari parroco di San Lorenzo e priore dei parroci di città, da Don Rocco Gherardi e Don Gius. Gavazzoli prevosti di S. Aless. in Colonna, tutti e tre deputati ed un decreto di Dolfin del 15/12/1786 nel quale si concede potessero portare una veste di lino bianco detta rocchetta sotto il solito superpelliceo e solo il rocchetto con il pallio violaceo detto mantelletta: uti valeant, et possint imposterum in Sacris peragendis linea veste alba, vulgo uti valeant, et possint imposterum in Sacris peragendis linea veste alba, vulgo Rocheto, ferenda sub solito superpelliceo, et dum solum Rochetum ferre poterunt, tunc induent Paliorum coloris violacei, vulgo Manteletta
[1590] In essa cita un prevosto morto, nominato da Benedetto XIII (1724-1730) Si tratta di Ant. Maria Tiraboschi (1725-1769), nipote di Ant. Tiraboschi (1683-1725). Con Bolla 3/7/1751 papa Benedetto XIV unì il Beneficio di S. Maria del Misma alla parrocchia di Cenate S. Martino (Dentella 107-108, 155-163). Si tratta di Don Ignazio Narini (1770-1807).
1591] Il codicetto “Iscrizioni Romane della Città di Bergamo”, anonimo che si trova nella miscellanea conservata in ACB 969, tranne due carte, di cui sono scritte due facciate, si trovano nella raccolta Calepio “Iscrizioni…” 62. La parte conservata nell’Arch. capitolare fu ritrovata nel 1842 dal Can. Finazzi nell’Arch. capitolare stesso. L’attribuzione al Rota fatta dal Can. Finazzi è da rigettarsi data la diversità di grafia; esatta è invece la datazione al XVIII secolo. L’attribuzione al Serassi, posta da una nota del Mazzi anteposta al fascicoletto, ci è stata confermata dal dott. Bravi. Esso è di pugno dell’abate Pietro Ant. Serassi. Egli si dedicava a questa attività nel 1743 (Caldarini Mazzucchelli 182). In quest’opera a pag. 187 si indica ancora questo manoscritto come forse opera di Gio: Batt. Rota, secondo un’erronea identificazione proposta nel manoscritto dell’Arch. capitolare.
[1592] Mazzoleni “Iscrizioni…” dopo il 1731 e probabilmente negli anni ‘40
[1593] Probabilmente nel 1743 quando il co: Pietro venne delegato dal Comune a raccogliere ed illustrare le antiche iscrizioni unitamente ad altri (Caldarini Mazzucchelli 182-185; Belotti I, 129). Di lui si conservano due codicetti epigrafici.